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Issues | Howler #2

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La nuova onda di magazines indipendenti, in tiratura limitata, rivolti a un pubblico e ad un mercato di nicchia ed orientati sui contenuti piuttosto che su pagine che facciano da riempitivo tra una pubblicità e l’altra (ecco perché in mancanza di questa — visto il periodo di crisi — le riviste di massa stanno chiudendo o si vanno ridimensionando), ha avuto il merito di mostrare che si può tornare a parlare con rigore, competenza e stile di argomenti popolari/populisti come il calcio senza per forza scrivere urlando o ammiccando, senza lanciare titoli fuorvianti e pieni di punti esclamativi, senza dover per forza avere uno scoop (falso) dietro l’altro ma puntando — come dovrebbe essere — su una passione condivisa, da pari a pari.

Certo, non è che qui si pretenda che tutti siano interessati ad un saggio sul confronto tra la violenza delle tifoserie europee rispetto a quelle americane o che si sorbiscano disquisizioni filosofiche e piene di simbolismi sugli schemi di gioco di una nazionale. Ma se per il tifoso coi paraocchi di riviste e quotidiani ce n’è una scelta enorme, per l’appassionato di “pallone” che cerca letture più approfondite e di alto profilo il panorama è desolante, nonostante negli ultimi tempi un piccolo gioiellino di magazine come The Green Soccer Journal abbia dimostrato che un pubblico interessato, seppur ristretto, c’è. E che puntare in alto non è per forza un suicidio commerciale ma una scelta — diversa — di vita.

Ora anche dall’altra parte dell’oceano (The Green Soccer Journal è inglese) qualcosa si muove. In quegli USA che tanto abbiamo deriso in occasione dei mondiali ’94 — non hanno la cultura per capirlo ‘sto sport, quante volte si è sentito dire qualcosa del genere? —  oggi il calcio è in incredibile ascesa, guardato come un fenomeno a suo modo alternativo (e lo è, rispetto agli enormi baracconi nazionali, le big four: NBA, NFL, NHL, MLB). E nuove generazioni di giornalisti crescono, come dimostra una trimestrale lanciato da pochi mesi e giunto alla sua seconda uscita, Howler, che parla di calcio dal punto di vista degli americani ma lo fa con competenza, con uno stile grafico inusuale per una rivista di sport ma soprattutto proponendo ottimi servizi.

In questo secondo numero si parla di couch surfing a casa di un calciatore americano che gioca nel campionato messicano; si difende uno di cui è facile parlar male come Luis Suàrez; si racconta la storia dell’Inter; si racconta il mestiere del tagliaerba…
Vedere (anche il blog) per credere.

co-fondatore e direttore

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