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Save the date | Enigma. La strana vita di Alan Turing

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Dagli antichi greci ai super-computer la storia dell’umanità ruota attorno alla matematica e soprattutto attorno a quelli che possono essere considerati come i suoi atomi (o, se preferisci buttarla sullo spirituale, la lingua di Dio): i numeri primi.
Come i numeri naturali (1, 2, 3, 4, 5…) i numeri primi sono infiniti ma caratterizzati dall’essere divisibili solo per 1 e per sé stessi: 2 è un numero primo; 3 è un numero primo; 4 no; 5 sì; poi c’è il 7, l’11, il 13… Il problema è che puoi andare avanti, appunto all’infinito, senza sapere con certezza quando ti imbatterai nel prossimo. Non esiste teorema — e ci hanno provato, ah se ci hanno provato, tipo da 2000 anni — che sappia indicare con certezza, sempre e comunque, dove e quando troverai un numero primo; esistono solo congetture, che in quanto tali aspettano di poter essere dimostrate prima di diventare teoremi.

E dimostrare tali congetture è l’equivalente matematico del Santo Graal, visto che appunto sui numeri primi si basa la crittografia (e quindi la sicurezza delle nostre carte di credito, degli acquisti online e di roba ben più importante e segreta che dovrebbero ucciderci se solo proviamo ad immaginarla) e quando la crittografia viene decrittata poi finisce tutto a carte quarantotto (che non è un numero primo).

Chiedilo ai nazisti! Tanto fecero i gradassi con il loro “codice indecifrabile” Enigma che finirono come poi ben sai quando un matematico inglese, Alan Turing, tutto occhioni grandi e gambe lunghe da corridore, riuscì ad inventare una macchina — universalmente considerata l’antenata dei moderni computer e dell’intelligenza artificiale — capace di decodificare i messaggi nazisti pieni di baffetti e heil heil e dare modo agli Alleati di vincere la Seconda Guerra Mondiale.

Indovina un po’ come ci è arrivato Turing alla sua macchina meravigliosa? Grazie ai numeri primi, che prima lo stimolarono — complici i teoremi di incompletezza di Gödel, quelli che nel ’31, con un certo piglio terroristico, misero a soqquadro le certezze assolute dei matematici (per approfondire la questione numeri primi, Gödel compreso, consiglio un bellissimo libro: L’enigma dei numeri primi, di Marcus de Sautoy, Rizzoli) — a realizzare una serie di meccanismi mentali chiamati appunto “macchine delle mente” e poi a darsi da fare con olio, ingranaggi e pulegge e concepire le famose macchine di Turing, prima di morire avvelenato col cianuro nel ’54 in circostanze misteriose.

Suicidio? Incidente? Turing era omosessuale e nel ’52 venne arrestato per quello e messo sotto trattamento farmacologico per controllare “gli impulsi” (sic!). La cosa ovviamente lo distrusse dal punto di vista psicologico e questo sembrerebbe dar adito alle teorie che sostengono il suicidio. Sua madre però disse che a lui piaceva fare esperimenti chimici e che non si lavava mai le mani.
D’altra parte accanto al cadavere del grande matematico fu trovata una mela morsicata. E Turing, amante del cinema, aveva un vero feticcio per la scena della Biancaneve di Disney in cui la strega — indovina un po’ — crea la mela avvelenata.

Tra scienza, filosofia, sport, sessualità, computer… e mele, gli appena quarantun’anni di vita di Alan Turing sono talmente pieni di spunti che Tuono Pettinato e Francesca Riccioni ci hanno fatto un fumetto, Enigma. La strana vita di Alan Turing, pubblicato da Rizzoli Lizard lo scorso ottobre e protagonista della presentazione, con tanto di incontro con gli autori (+ aperitivo: se sarà un numero primo o meno dipende da te), prevista per domani da MODO Infoshop, a Bologna, nell’ambito degli eventi off del BilBOlBul, il Festival Internazionale del Fumetto che animerà (in tutti i sensi) la città dal 21 al 24 febbraio prossimi.

QUANDO: 20 febbraio 2013 | 19,00
DOVE: MODO Infoshop | via Mascarella 24/b, Bologna | mappa | fb

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