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Issues | Kinfolk #6

Prima di tutto guardati il video.
La vedi? E’ la perfezione della lentezza. E’ l’estetica del sorriso, quando si sta insieme e si condivide un momento prezioso come quello di stare a tavola. E’ la magia del Natale, se gli togli il consumismo, lo stress da shopping, l’isteria dei parenti (beninteso che “i parenti” non sono solo gli altri, ma pure noi), le vie della città intasate, il traffico in centro, le telefonate “di rappresentanza” che nessuno ha davvero voglia di fare.

Le feste viste da Kinfolk sono come le vorresti. O almeno come le vorrei io. E vedere che qualcuno il sogno effettivamente se lo vive è quasi fastidioso. E che riesca pure a celebrarlo con convinzione, come nell’ultimo numero (il sesto) di questo magazine dedicato ai piccoli incontri, al mangiare assieme agli amici, al preparare la tavola, all’ospitalità… è ancora più fastidioso.

L’unica soluzione allora è cercare di farsi contagiare dallo spirito, abbandonare il logoro cinismo dell’uomo medio urbano contemporaneo e in mancanza di boschi dove andare a procurarsi un albero a mani nude; in mancanza di commensali educati, biondi, intelligenti, consapevoli e con un lavoro creativo che frutta bei soldi; in mancanza di un salotto con parquet e caminetto e coperte a scacchi nelle quali avvoltolarsi mentre una fredda luce nordica illumina le pagine di un bel libro ed un vecchio lp gracchia sul giradischi; in mancanza di tutto questo l’importante è saper leggere tra le righe ed accontentarsi di ben disporsi anche soltanto nell’animo. Oppure prenderti una copia di Kinfolk (in Italia non ci sono distributori quindi bisogna acquistare online) e trasformare, pennarello in mano, un Natale perfetto in un incubo di violenza e scurrilità. Ciascuno dopotutto si rilassa come sa. E come può.

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co-fondatore e direttore

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