Il Barbarossa | l’almanacco alternativo per il nuovo anno

Nell’era del web l’Almanacco è un po’ come Cronaca Vera. Inossidabile, insostituibile proprio perché talmente sorpassato da vivere praticamente in un mondo parallelo, quello delle nonnine con il comò pieno di foto di gente morta; quello delle prozie con gli occhiali come fondi di bottiglia che si ostinano a voler insegnare alle nuore a giocare a canasta ogni Natale; quello dei salotti coi divani a fiori e le sedie ricoperte di plastica per non sporcare; delle pattine e della cera sui pavimenti due volte a settimana; della rubrica telefonica in pelle o finta-pelle da tenere accanto al vecchio apparecchio a ruota, i numeri di telefono scritti belli grandi e senza prefisso; quello delle elle e delle esse maiuscole con i riccioli; dei mignon di Braulio, Fernet e China Martini in bella mostra sopra alla credenza e del portapillole in ottone; il mondo del cappotto buono e della canfora; della tv che non va mai oltre Raiuno.

Facendo leva proprio sull’anacronismo dell’Almanacco, ma ribaltandone il ruolo, giocando con ironia sui contenuti e citando fin dal nome il ben più celebre e sì immortale Barbanera tanto caro alle vecchiette di cui sopra, la BUR ha appena pubblicato Il Barbarossa, almanacco alternativo che si chiama come l’imperatore di Germania (e, per estetica, hipster d’altri tempi) Federico I di Hohenstaufen.

Il Barbarossa è un’idea di Giancarlo Ascari e Matteo Guarnaccia – storico fumettista (col nome d’arte di Elfo) il primo, altrettanto leggendario artista psichedelico oltre che storico del costume il secondo – che hanno già lavorato insieme, in passato, ad un altro ironico e memorabile Almanacco, Quelli che Milano.

Le rubriche del Barbarossa sono più o meno le stesse di quelle degli almanacchi serî (ricette, personaggi, oroscopi, consigli di vita e di cultura) solo rilette in chiave alternativa con le icone della controcultura al posto di santi e papi, storie assurde (ma vere), cultura pop e illustrazioni anni ’60.
In tutto (cito la scheda tecnica) “272 pagine con 279 disegni, 94 tavole illustrate, 120 storie di famosi visionari, 120 libri che aprono la mente, 120 film dal cinema più raffinato al B-movie più scombinato, 120 canzoni per una colonna sonora che dura tutto l’anno”.

Il Barbarossa lo trovi online e in libreria.

co-fondatore e direttore
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