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Canon EOS M (e le 5 meraviglie)

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http://www.youtube.com/watch?v=7k8hQ32a4Sc

La tua città, per quanto piccola, o grigia, o sporca e puzzolente, è piena di meraviglie.
La prima meraviglia è che, sopra, ha un cielo. Che non puoi toccare, non ci puoi camminare sopra ma che puoi guardare. Quando ti pare. E il cielo è pieno di roba, sai? Nuvole a forma di animali, lucine che neanche l’albero addobbato per Natale. C’è un palla di fuoco che è meglio non guardare troppo a lungo e un’altra palla tutta bucherellata che fa alzare e abbassare l’acqua del mare e certe volte pare appesa lì, sui tetti della casa di fronte. Quando il cielo sembra vuoto arrivano gli aerei a disegnarlo con le loro scie. E se non hai più voglia di alzare gli occhi, grazie a dio ci sono le finestre, le tende, le persiane, le tapparelle. E allora il cielo non c’è più. Chiuso fuori.

La seconda meraviglia è la gente. Ci sono gli alti, i bassi, i grassi, quelli con la voce acuta, quelli vestiti male, quelli che urlano e quelli che si grattano sempre lì.
Quelli che parlano straniero. I gentili, che ti aprono la porta o ti raccolgono i 10 centesimi caduti dalla tasca. Gli uomini con i baffi strani, le donne con i capelli gonfi, i bambini con le caccole a penzoloni, le vecchiette con la tinta viola o azzurrina e le raccolte di buoni sconto. La signora con il cappotto buono e le scarpe che fanno tic-tac. Le nonne che chiacchierano davanti al frutta e verdura. Quello che corre per non perdere il bus. Gli sguardi persi di quelli fermi al semaforo, vite intere riassunte in espressioni in mostra dietro a un vetro. Le donne che si affacciano in terrazza a si godono il mondo per un paio di secondo prima di mettersi a stendere i vestiti.

La terza meraviglia sono le cose.
Le borse della spesa, i quotidiani sotto braccio, i bastoni da passeggio e le tazzine del caffè che fumano sopra ai piattini bianchi. Gli oggetti colorati incastrati nell’asfalto, le strisce pedonali, il rosso degli stop, i riflessi alle finestre. La forma delle foglie che cadono dagli alberi e quella delle pozzanghere ai lati delle strade. Le cassette della frutta. Il titolo di un quotidiano che spunta dal cestino dei rifiuti. L’impronta della pioggia sui muri delle case, il sasso bello tondo che trovi per caso, la vetrina di un negozio di scarpe e le forbici dei parrucchieri.

La quarta meraviglia sono i tuoi occhi, aperti sulle altre meraviglie.
Oppure chiusi, di tanto in tanto, per vederne altre. Di altro tipo.

La quinta meraviglia è far vedere agli altri le meraviglie che vedi tu.
A qualcuno basta la voce. Ad altri un pezzo di carta e una matita. Ma è con la fotografia che puoi prendere davvero quel pezzetto di mondo e regalarlo a qualcun altro: fare una bella foto significa fare un regalo più grande e fare una bella foto è tale e quale a saper scegliere e usare le parole giuste.
Una buona macchina fotografica, unita ad un occhio che sa cosa guardare e come guardarlo è essenziale. Esattamente come è essenziale, per chi vuol scrivere, aver letto tanti libri e soprattutto tanti libri buoni.

Di libri buoni ne ho letti tanti ma in quanto a scrivere… questo sito “mi consuma” più di quanto vorrei e di volta in volta inizio a buttar giù storie che poi abbandono a loro stesse e, pur in un mondo di meraviglie, le mie storie purtroppo non si completano mai da sole e rimangono a riempire cartelle, macerandosi col tempo come gli avanzi della cena messi in frigo e lasciati lì.

http://www.youtube.com/watch?v=erS7rjz_L3c

Da oggi però ho in mano una buona macchina fotografica.
Me l’hanno mandata quelli di Canon, che mi hanno scelto come ambassador per la nuova Canon EOS M, la prima mirrorless del marchio giapponese che mi arriva, come si sul dire, “a fagiuolo” dato che dopo una serie di reflex (per ironia della sorte sono passato proprio a Canon, dalla concorrenza, qualche mese fa, e di mia spontanea volontà) cercavo modelli più compatti e portatili, da tenere sempre in tasca, ma potenti e duttili quanto una reflex.

Da ambasciator – che non porta pen(n)a – ci si aspetta che io ne parli bene? Immagino di sì.
Ci saranno solo pro e nessun contro? Immagino di no: significherebbe aver trovato la fotocamera perfetta e chi ci crede?!
Però ho appena iniziato a provare. E l’inizio è stato promettente.

Certo, non sono neanche lontanamente simile al tizio del video qua sopra; come non lo sei tu. E le commesse dei negozi di macaron, nel mondo reale, non ti portano con un sorriso una scatolina piena di dolcetti per farteli fotografare se prima non tiri fuori il portafogli e non li compri.
La vita vera è un casino. Ed è proprio quella la meraviglia che vale la pena di fotografare.

co-fondatore e direttore

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