Peter Jensen | SS2013

Barbara Hepworth fu tra le più importanti scultrici del ‘900, poetessa della materia e della sua assenza, celebre per i suoi studi sulle forme pure, sul binomio pieno/vuoto ed un ultracontemporaneo (per i tempi) ritorno all’arte arcaica. The queen of the stone age, come il Guardian ha ribattezzato l’artista inglese, morì tragicamente in un incendio nel ’75 e nei decenni successivi finì quasi nel dimenticatoio, per essere poi recuperata in tempi più recenti non soltanto dal mondo delle belle arti ma anche da quello delle cosiddette arti applicate, come la moda ed il design.

Ed è proprio alla Hepworth che si ispira l’ultima collezione del fashion designer inglese Peter Jensen. La sua primavera/estate 2013 è una ricostruzione della femminilità, ricostruzione che passa attraverso le linee familiari dell’estetica anni ’60, turbate però da dettagli che ne ridisegnano i confini: gli elastici alle caviglie dei pantaloni a sigaretta, i rigonfiamenti alle maniche della giacca e, soprattutto, il giocare con le superfici, la sovrapposizione dei capi, che si affacciano gli uni sugli altri attraverso una serie di buchi (marchio di fabbrica della Hepworth) richiamati pure dagli splendidi accessori – scarpe e cappelli – che accompagnano i capi della collezione.

Buchi che insieme alle stampe, ispirate ai materiali che la scultrice utilizzava e ai luoghi dove ha vissuto e lavorato, e sovrapposte a tinte unite pastose o metalliche, conferiscono alla collezione un dinamismo controllato.
Diceva la Hepworth (apri il diario e segna): «la vitalità non è un attributo fisico o organico della scultura – è una vita spirituale interna». E Peter Jensen sembra essere riuscito nell’impresa di tradurre il concetto in capi da indossare.

co-fondatore e direttore
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