Vivetta | SS2013

Tra capi da scolarette che sembrano uscite da un anime giapponese ad abiti degni di un prom (il ballo di fine anno protagonista di mille film adolescenziali americani). Tra gattini, orsetti, margherite e tutto lo svenevole e luccicoso armamentario glico-psichedelico di un tumblr pieno di gif animate. E ancora: marinarette e principesse infiocchettate; e bambine un po’ troppo cresciute che indossano gonne e capispalla trapuntati ed impermeabili trasparenti che ricordano gli ombrellini con il manico rosa che si affollano all’uscita dall’asilo quando piove (e solo nel momento in cui ti ritrovi là in mezzo, da papà, capisci perché li facciano trasparenti: i pupattoli ci si ficcano sotto con tutta la testa ed il poterci vedere attraverso li aiuta a non sbattere la testa sui lampioni e a distrarsi con le gocce di pioggia che cadono sulla loro cupoletta personalizzata).

Se l’ironia ed il fiabesco sono sempre state le cifre stilistiche di Vivetta, per la sua nuova collezione SS2013 la fashion designer Vivì Ponti ha evidentemente preso ispirazione da un’overdose di orsetti gommosi e zucchero filato, smaltita di fronte a una maratona tv con i dvd di Creamy o di Curiosando nei cortili del cuore. Lo stesso lookbook verrà probabilmente vietato da tutti i Centri per la cura del diabete d’Italia.

Da amante del rischio ho deciso di farmi una tazzona di uovo sbattuto (due tuorli + 20g di zucchero) e mettermi di fronte alle foto.
Contro ogni pronostico sono sopravvissuto senza neanche bisogno di antiemetici dunque pollice in su per Vivetta (che, a parte gli scherzi, è sempre più brava e lo dimostra con una collezione che pochi avrebbero avuto il coraggio di portare fino in fondo).

co-fondatore e direttore
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