Vizify

Nicholas Negroponte, mito vivente dell’era digitale (ma un’altro mito vivente – della letteratura – come Jonathan Franzen non è molto tenero nei suoi confronti…), nel lontano ’79 formulò la teoria della convergenza, teoria che in soldoni consiste nell’unificazione dell’intero flusso di informazioni che riceviamo, inviamo e processiamo in un’unica interfaccia.
In pratica la possibilità di telefonare, guardare (o fare) la tv, ascoltare (o fare) musica, acquistare e vendere, investire e spostare denaro, curarsi, imparare ed insegnare, tutto attraverso un solo apparecchio.

Basta mettersi una mano in tasca e prendere in mano il proprio smartphone per capire quanto la profezia di Negroponte si stia lentamente velocemente avverando: con un dispositivo portatile connesso alla rete puoi fare di tutto. Il problema sta nel dialogo tra i vari sistemi. Osx, iOs, Android, Windows, Linux – per citare i sistemi operativi più diffusi – non parlano, o parlano pochissimo tra loro. Tra gli attori di questo spettacolo digitale, economico, tecnologico e sociale Apple sembra la più lanciata verso una convergenza totale, con un sistema operativo mobile sempre più integrato in quello desktop: una comunicazione costante tra pc, tablet, telefono e tv, con un flusso di informazioni che attraverso iCloud sono immediatamente disponibili su tutti i dispositivi. Purtroppo quello della Mela è un sistema proprietario e dunque chiuso, agli antipodi dalle visioni libertarie dei primi profeti dell’information age.

Tornando alla convergenza, se a livello di software ed hardware il fenomeno è in costante evoluzione, paradossalmente sono proprio le piazze virtuali, i social network, a non offrire soluzioni funzionali al problema della molteplicità di account che ciascuno di noi accumula nel corso della propria vita online. Nonostante l’assenza totale di limiti fisici (i social network sono puro software) nessuno è ancora riuscito ad offrire una soluzione che riesca ad integrare in un unico luogo, in rete, tutte le nostre vite digitali. Una sorta di casa dalla quale controllare twitter, facebook, instagram, linkedin, skype, tumblr e tutta la serie di social che nascono ogni giorno andando a complicare sempre un po’ di più la vita degli utenti.

Certo, la gran parte ormai offre la possibilità di connettere il proprio account a quello dei networks principali (facebook e twitter su tutti) ma non c’è modo di inviare, ricevere, utilizzare l’intero flusso di informazioni social in un unica finestra o applicazione. La tua casa in rete, in pratica, non l’ha ancora costruita nessuno.

Qualcuno però ha pensato bene di cominciare proprio da zero, dall’identità, frammentata in decine di siti, con il rischio di dissociazione sempre dietro l’angolo. E’ proprio qui che entra in gioco Vizify, sito che utilizza i dati presi dai tuoi profili Facebook, Twitter, Linkedin e Foursquare per creare una sorta di vetrina di quello che è il tuo mondo, semplificato attraverso una serie di infografiche che riassumono (o dovrebbero riassumere: poi sta alla capacità di ciascuno di sapersi presentare con efficacia e semplicità) chi sei.
Lontanissimo dall’essere perfetto, Vizify non sembra una realtà dalle grandi prospettive ma fin quando una soluzione, se non definitiva almeno funzionale, non si profila all’orizzonte il consiglio è di provare di tutto.

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