7am | Superexpresso – Michele Angelo

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Superexpresso – Michele Angelo.

Ciao Superexpresso, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ciao, sono nato in Italia 34 anni fa, dopo la scuola mi sono trasferito a Barcellona dove ho iniziato a lavorare, dopodiché ho aperto il mio studio quasi 4 anni fa. Ma ho iniziato a lavorare su progetti miei da molto prima, con i primi flyers per i club.

Matita o penna grafica?
Matita sempre, quando inizio qualsiasi lavoro. Poi computer, pennelli, colori ad olio, o ceramica, grafite, 3d… qualsiasi mezzo che vada bene per un particolare progetto, o che io abbia voglia di usare in quel momento.

Cosa fai quando non disegni?
Compro (troppi) dischi, vedo le serie americane, e i film con Robert Downey Jr. Viaggio spesso di qua e di la, per lavoro.
Davanti a casa abitano delle anatre, ci passo davanti tutti i giorni e ogni tanto le seguo per vedere che fanno.
Tempo fa cucinavo pure, è una cosa che mi piace un sacco e che un giorno diventerà la mia principale attività.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
La mia scrivania è la definizione del caos, una replica dei buchi neri che trovi nella galassia. Ho più di una scrivania e ognuna di esse vive di vita propria, popolata da miriadi di oggetti apparentemente inutili, agende e bloc-notes, foglietti, schizzi, volantini, biro e pennarelli ovunque. E scontrini da tutte le parti.
Una sfida – persa – contro l’ordine.
L’entropia che trionfa nell’universo.
Il cosmo che si piega al ciarpame.
È interessante notare anche la presenza di mini cactus.

Un disegno pesa quanto…
…quello che della mia vita personale contiene e rappresenta. Spesso nei miei lavori ci sono segni, citazioni ed elementi della mia vita. Ma quasi mai sono espliciti. Se invece è un progetto commerciale senza alcuna influenza diretta dalla mia esperienza personale, pesa quanto il preventivo per farlo e i tempi per pagarlo, ovvero come diceva il saggio “it’s all about the benjamins”. Lavoro.
Ma generalmente faccio anche parecchie cose personali e collaborazioni senza budget, perché mi va di farlo.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
“Il padrino” è il mio libro preferito e vorrei fare il poster di “Mister Lonely” di Harmony Korine.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Mauro Gatti è il miglior illustratore italiano, ha uno stile personale e riconoscibile, e ha un ottimo sense of humor. Ha anche una legione di cani molto simpatici.
Anna Parini l’ho conosciuta a Barcellona qualche tempo fa e secondo me è bravissima.
Italianz.
E poi tutti i miei colleghi di Svperbe, sono dei mostri.

co-fondatrice e caporedattrice

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