7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Alberto Macone.

Ciao Alberto, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Sono nato negli Stati Uniti 40 anni fa ma ho trascorso la mia adolescenza a Gaeta. Compiuti 18 anni mi sono trasferito a Roma dove ho compiuto i miei studi e dove tutt’ora vivo e lavoro.
Il mondo dell’illustrazione l’ho scoperto da poco, da circa 4-5 anni.

Matita o penna grafica?
Matita e, soprattutto, pennelli e colori acrilici.

Cosa fai quando non disegni?
Sono un biologo e faccio il ricercatore. Il lavoro in laboratorio occupa gran parte della mia giornata. Ma quando non lavoro e non disegno mi piace dissolvermi nel caos di Roma, perdermi e ritrovarmi.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Libri, un portatile, uno scanner ed una lampada, queste sono le cose fisse. Poi, in maniera ciclica, soprattutto quando disegno, il poco spazio rimanente viene invaso da colori, matite, pennelli, fogli, ritagli di giornale, fino ad una moltitudine di oggetti vari da cui traggo ispirazione per i miei lavori.

Un disegno pesa quanto…
Un disegno pesa quanto una piccola nuvola. Ed una piccola nuvola pesa circa quanto 100 elefanti (…almeno così dicono gli esperti). L’avresti mai detto?

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
“La pianista” della scrittrice austriaca Elfriede Jelinek e “The wizard of Oz” diretto da Victor Fleming.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Primo tra tutti Simone Rea, un talento allo stato puro, ormai una certezza nel panorama dell’illustrazione italiana. Mi piacciono molto anche Toni Demuro, Marco Somà e la giovanissima Marija Verde.