Black Button | BB Collection, low cost d’autore

Da quando è nato Frizzifrizzi non facciamo che consigliarti – tra le righe o meno – di acquistare abbigliamento ed accessori prodotti da marchi indipendenti. Perché vuoi mettere finanziare il vero made in Italy, dar modo a piccole e giovani realtà di sopravvivere, esser tempestata/o di «fantastico, dove l’hai preso?» ed evitare quella sgradevole sensazione di perdita d’identità che s’insinua nello stomaco quando ti trovi di fronte alla tua stessa camicia, al tuo stesso abito, a una t-shirt esattamente uguale alla tua che appaiono nella folla, per strada, ad una festa, durante una cena in casa di un amico (prolungando in quest’ultimo caso la forsennata battaglia tra il te reale e quello sociale, con il primo che accanitamente cerca di uscire prendendo a gomitate la propria immagine e rischiando – spesso riuscendoci – di cadere nel ridicolo: metti in una stanza due persone vestite uguali, che non l’abbiano fatto apposta e non siano legate da una certa amicizia, e da due essere umani ben distinti ti ritroverai due macchiette stereotipate).

La trappola del low-cost è proprio questa: non ti alleggerisce il portafogli ma fa a brandelli felicità (in tal proposito leggiti pure questo bell’articolo pubblicato da Studio) e personalità.
Ma come la mettiamo se il low-cost riesce ad offrirtelo un marchio indipendente? Uno che per dimensioni, spirito, storia non potrà – e non vorrà comunque – arrivare dappertutto, entrare nei non-luoghi del commercio, nelle vie dello shopping tutte uguali e negli armadi, dunque, di un esercito di potenziali copie.
E’ il classico caso in cui hai la proverbiale botte piena e la moglie ubriaca: il portafogli non piange e la personalità non va in confusione.

Dunque l’idea di Black Button, a mio parere, è vincente.
Per l’estate il marchio romano ha deciso di lanciare una linea – chiamata BB – di prodotti che derivano da altri capi, selezionati e modificati in stile Black Button, rivenduti a prezzi davvero politici soltanto attraverso il loro negozio online: niente intermediari, dunque, per abiti, camice, gonne, giacche e t-shirts one size (dunque non c’è nemmeno il dramma tipico dell’acquisto in rete: «starò prendendo la taglia giusta?») che stanno già andando a ruba.

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