Smell Festival | Intervista a Giuseppe Imprezzabile di Meo Fusciuni

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Meo Fusciuni nasce quasi tre anni fa dalla volontà di tre creativi provenienti da esperienze molto diverse tra loro. Cosa facevate, rispettivamente, prima di lanciarvi in questa avventura?

Meo Fusciuni nasce come idea nel novembre del 2009, prende origine quasi come gioco, un incontro con altre due persone, provenienti dal campo dell’arte e della moda, persone che adesso non fanno più parte del progetto; oggi Meo Fusciuni è seguito interamente da me, Giuseppe Imprezzabile e da una persona, molto vicina a me che mi aiuta nella progettazione della grafica e dell’immagine del marchio.[/wpcol_1half] [wpcol_1half_end id=”” class=”” style=””]

Qual è stato l’input che ti ha dato l’idea di creare un marchio di profumeria artistica? E da dove viene il nome Meo Fusciuni?

L’idea è un’idea, come potrebbe essere quella di fare l’antropologo in Africa, nasce e vive, io provengo dal campo dell’aromaterapia sottile, ho una preparazione scientifica da farmacista ed erborista, quindi il mio campo è sempre stato segnato dall’odore, dall’estrazione di quell’essenza che in erboristeria è cura, e in profumeria è molecola odorosa. Meo deriva dal nome di mio padre, Bartolomeo e Fusciuni dal soprannome che veniva dato a mio nonno, che in siciliano significa scorrere, fluire, per me reinterpretato nella metamorfosi del viaggio nella Trilogia e nel mutamento continuo dell’anima in Notturno.[/wpcol_1half_end]

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Naso e “Aromatario”. C’è differenza? O si tratta di un omaggio linguistico/storico alla Sicilia?

Il lavoro di Aromatario lo preferisco, perché lega il mio presente, il mio futuro e tutto ciò che sono stato. Il mio legame con la mia terra è fondamentale per vivere, per sognare. La parola Aromatario continua a farmi sognare, nel mondo delle spezie, nel mondo della cura dello spirito. Il termine naso non saprei forse neanche definirlo sopra di me. Potrei essere chiamato naso, si, ma sicuramente nel termine che intendiamo nel campo della profumeria assolutamente da autodidatta.[/wpcol_1half] [wpcol_1half_end id=”” class=”” style=””]

I tuoi profumi li definisci “eventi olfattivi”. Mi incuriosisce l’uso della parola “eventi” e non la più usata – spesso abusata – “emozioni”.

L’evento per me è ricerca e poesia. Ho un passato nel teatro di ricerca, dove l’evento diventa performance, non solo mia, ma dei miei profumi sulla gente. Meo Fusciuni realmente nasce il 18 giugno del 2010, durante un evento, l’uscita della prima nota di viaggio, nelle serre comunali storiche di Salsomaggiore Terme, oggi mia casa e luogo per me di ricerca assoluta.[/wpcol_1half_end]


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Hai esordito con una trilogia, “Note di viaggio”, (1# nota di viaggio Rites de passage; 2# nota di viaggio Shukran; 3# nota di viaggio Ciavuri d’amuri). Sembra la storia di un ritorno in Sicilia, attraversando Turchia e Marocco. Ho ragione?

Assolutamente sì, la Sicilia poi stranamente è l’unico viaggio con non ho voluto rivivere fisicamente, ma mentalmente nel mio passato, è una dedica alla mia terra, ancor di più forse a mia nonna e a mia madre.[/wpcol_1half] [wpcol_1half_end id=”” class=”” style=””]

“Notturno”, eau de parfum presentato al White di Milano, nasce “nel tempo della notte, nel tempo della poesia, nel tempo della ricerca intima”. So che stai lavorando ad una nuova fragranza, chiamata Luce. A cosa ti sei ispirato stavolta?

Notturno nasce nella notte, è giusto, dal desiderio della ricerca intima, ma soprattutto nasce da una fonte di amore incredibile; il lavoro di Notturno è sostenuto da un Architettura olfattiva del cuore, del ritrovamento, forse primo nella mia vita dell’emozione amorosa. Luce è ancora al sentimento primordiale.[/wpcol_1half_end]
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Come mai preferisci usare essenze naturali?

Nella trilogia è stato il sentimento verso le terre, i luoghi, le culture che mi hanno spinto a fare una scelta di questo tipo; in Notturno tutto è cambiato, la mia natura da chimico è venuta fuori, per raggiungere l’opera buia di cui parla De la Cruz, e più salivo in alto, più la vista mi s’offuscava e non ho visto più limiti davanti a me, la natura e la chimica si mescolavano in tutto ciò che sono.

Per SmellFestival terrai una lezione all’Università di Rimini sul rapporto tra profumo, creatività e moda. Ora, visto che la moda da queste parti ci interessa particolarmente, ci anticipi qualcosa?

È un’esperienza bellissima per me, sarà un modo tutto nuovo di raccontare il mio lavoro e le mie scelte di mercato. Nasco dapprima dal campo della moda, e solo poi sono arrivato nelle profumerie di nicchia, questo perché ho trovato il giusto campo trasversale, che unisse la ricerca e il concetto di nicchia.[/wpcol_1half] [wpcol_1half_end id=”” class=”” style=””]

Infine una domanda che ci siamo fatti e abbiamo rivolto un po’ a tutti visto il tema dello SmellFestival 2012: che profumo ha per te il Domani?

Sarà sempre di più tutto ciò che siamo, nell’epidermide, del centro nervoso, nella vibrazione della Luce. Emozione e non strutturazione edificata sulla logica.[/wpcol_1half_end]

co-fondatrice e caporedattrice

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