LC23 Varsity Shirt Collection

Prima collezione: scacchi, declinati in stile gala, tirolese e cowgirl.
Seconda collezione: militare, con qualche marinaio che perso la bussola.
Terza collezione: si va in campagna ma tra campi a maggese e recinti pieni di cavalli passa di lì pure lo scombussolato marinaio di prima.
Quarta collezione e pensi: che s’inventa?
Perché quella di Leo Colacicco, ormai si è capito, è ben lungi dall’essere l’idea facile che “se funziona facciamo i soldi” (e credimi sulla parola, la mia casella di posta ne è piena). Il suo è un discorso attorno alla camicia. Un discorso aperto, che si trasforma in dialogo quando ne prendi una, la indossi per la prima volta e non te la toglieresti più (qualità toccata con mano, anzi con tutta la parte superiore del corpo, a dirla tutta).

E mentre in tanti alla prese con la decostruzione di un classico maschile finiscono per creare dei frankenstein importabili, il giovane fondatore di LC23 riesce a far sembrare del tutto naturale che una camicia sia una giacchetta da baseball, o varsity, che dir si voglia. La guardi, la tocchi, la metti e ti sembra assolutamente naturale e coerente che una camicia sia fatta così. Quasi ci fosse sempre stata (e per un attimo ci pensi pure su: déjà vu? No, forse è questione di proporzioni auree).

Dunque eccola qua. In tre versioni, pure per gli ometti formato mignon che – gioia per le orecchie di un genitore – costano quasi la metà di quelle per gli adulti (cosa più unica che rara).
Poi vai sul negozio online, guardati i prezzi e ne riparliamo quando ti passa quel sorriso incredulo dalla faccia e ti decidi a prendertene una. O una e mezza.

co-fondatore e direttore

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altre storie
LenzuoLino: la riscoperta di un “nuovo” antico lino passa per un corredino da culla