Save the date | Nu®ant Metoscopy Exhibition

Quando mi davo da fare per spacciarmi da fotografo (vedi bio) l’internet era un pullulare di magazines in pdf da scaricare – e, suggerivano, stampare perché beh sai la gioia della carta tra le mani; ma poi nessuno lo faceva mai e riempiva l’hard-disk di riviste inesistenti dai nomi strani – tra cui molti non erano che esperimenti, a volte preludio a qualcos’altro (vedi Freshcut -> Frizzifrizzi), che sparivano nel giro di qualche numero mentre altri resistevano spesso nel disinteresse generale, portando avanti con fierezza la fiaccola dell’indipendenza e della più completa autonomia editoriale (chiede il macchinista, ferroviere: e dell’anarchia? Più o meno: il web, più di ora, per spirito e non per reali possibilità – oggi molte di più che in passato –  era terreno vergine e fertile dove costruire dal basso o addirittura dal sotterraneo comunità autogestite, di solito pensate e realizzate su misura dai e per i loro creatori, amici, ospiti più o meno di riguardo).
In pratica un mondo colorato misurato in megabyte e pieno d’arte aggratis per il lettore che non voleva spostarsi dalla sedia.

Poi esplosero i blog, sempre aggiornati, più snelli e più veloci, pieni di link per non fermarsi mai e saltare dappertutto all’infinito, calamita per l’occhio e pozzo senza fondo dove il tempo cade e non lo vedi più, e da lì un fiorire di “raccoglitori” personalizzati – tumblr per mostre diffuse e diari minimi, twitter per i patiti del riassunto e gli appuntiti eroi della sagacia, facebook per confermare a se stessi di essere il centro di qualcosa disseminando come sassolini foto, news e pagine illudendosi di costruire pietruzza dopo pietruzza il proprio ritratto ideale.

Smarrito nella foresta degli account, nell’attesa che qualcuno ti ritrovi su Foursquare, ben vengano progetti come Nu®ant (o [email protected] ma per gli amici basta Nurant però non prenderla come un’offesa) che ti riportano al passato e alla semplicità perduta di una webzine da scaricare, bimestrale e piena di bravi illustratori e niente più che quel che sanno fare meglio: illustrare. E un vuoto da riempire di parole, se si vuole, come si vuole, quanto si vuole.
Ché per non sapere leggere né scrivere (il motto di Nu®ant) basta un clic per tornare a riempire il disco fisso e staccare per un po’, giusto il tempo di guardare, la connessione wireless e sederti davanti ad uno schermo grande, piccolo oppure touch a sfogliare e sfogliare

E quando spegni, nel nero di quello schermo vuoto – miliardi di informazioni in potenza ridotte ad uno 0 – se guardi bene ci sei tu, riflesso. E’ la tua faccia, quella. Che tipo sei? Aspetta a rispondere, ché l’ultimo numero di Nu®ant è dedicato proprio ai volti e a quell’arte sopraffina e un poco oscura del riconoscere l’indole di qualcuno dalle linee che ha in fronte.
Si chiama Metoscopia e

«Dopo una certa età, ognuno è responsabile della propria faccia», secondo Camus. Perché leggere mani, tarocchi, I Ching, quando è già tutto lì, nel reticolo che sta attorno ai bulbi oculari? Questione d’ imbarazzo: si distoglie lo sguardo perché si vedono troppe cose dell’altro, di sé, dell’altro-da-sé. Sfogliando Nurant potrebbe succedere la stessa cosa al lettore-osservatore, al quale ogni disegno sembra dire: «Volti pagina, se ha la faccia tosta».

Ospiti di Spazio Concept, i nuranti presenteranno la sesta uscita – che ospita niente meno che Alessandro Gottardo, Andrea Alemanno, Helena Perez Garcia, Cristiano Baricelli, Dima Je, Massimo Giacon e Pietro Puccio – ma in gran spolvero come in tutte le occasioni come questa, bando ai bit e largo alla cara vecchia carta, per un Nu®ant da sfogliare ascoltando un po’ di musica e guardando il live painting di Roberta Maddalena, Riccardo Guasco, Gianfranco Enrietto, e Fuzmax.

QUANDO: 29 febbraio 2012 | 19,30 – 02,00
DOVE: Spazio Concept | via Forcella 7, Milano | mappa | fb

co-fondatore e direttore
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