Parto da una constatazione: Corrado Giuspino è molto gradevole e amichevole. Mi scrive una mail in cui presenta i suoi lavori con grande umiltà, come se né Elle né Vogue avessero mai parlato di lui.
Per arrivare sin qui ha studiato presso l’Accademia di Moda e Costume di Roma, dal 2008 ha cominciato a produrre la propria linea di gioielli e a farsi conoscere nella sua Sardegna.

I bijou di cui stiamo parlando, modellati a partire da materiali pregiati (perle, ametiste, onice, argento, quarzi, topazi) si fanno generalmente molto notare, in quanto spesso colori e lavorazioni differenti risultano accostati tra loro con una coraggiosa dose di follia.
I miei pezzi preferiti sono certamente quelli più minimal, come gli anelli cocktail con topazi cabochon montati su argento brunito (da indossare con un abito semplice, rigorosamente nero, o con un outfit di ispirazione etnica, per accentuare le caratteristiche dei materiali), il sautoir di giadeite, perla e onici nere, il pendente di spessartiti cabochon, topazi e quarzi fumè, che richiama le atmosfere evocate dal continente africano.

Gioielli da alta moda quindi, ma non solo. Sarebbe riduttivo definire i lavori di Corrado Giuspino un intreccio di oro e pietre. La capacità del designer di valorizzare i materiali utilizzati li rende dei pezzi unici, un misto tra gusto contemporaneo e fascino di terre lontane.

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