Agenda da top manager, o DIY per creativi dal cuore nostalgico?

“La dodicesima notte era passata; le decorazioni eran state tolte. Il Natale che, come tutti gli avvenimenti importanti, segna una data, sembrava fuor di moda come il cappello che fa bella mostra di sé sulla fotografia del passaporto.
Pure la signora Miniver non aveva ancora comperato una nuova agenda e scarabocchiava degli appunti disordinati sulle pagine volanti dell’agenda vecchia.
Come al solito, aveva avuto l’intenzione di comperarne una prima di lasciar Londra per Starlings; e, come al solito, non aveva fatto in tempo. Si tratta di un acquisto che non si può fare troppo frettolosamente.
Un’agenda è il più importante dei minuscoli accessori della nostra vita, di quella tribù di umili oggetti familiari che ci sono accanto dalla fine di un anno a quella dell’anno successivo; che non hanno apparentemente alcun rilievo, ma divengono essenziali perché vivono nella nostra intimità.
Una spugna, un pettine, uno spazzolino da denti, la busta degli occhiali, la penna stilografica, son tutte cose che debbono essere scelte con cura.
Col tempo finiscono col far talmente parte di noi che possono a malapena esser classificate tra gli oggetti inanimati. Indubbiamente sono insensibili: ma così sono anche le nostre unghie e i nostri capelli. E sebbene alcuni di quegli oggetti si possano dar via quando ci vengono a noia, per altri l’unico rimedio è la distruzione; non si è mai riferito il caso di nessuno, per quanto ricco, che abbia avuto abbastanza forza d’animo da buttar sul fuoco una spugna quasi nuova
Docilmente, ci si adatta alla sua forma incomoda, al suo contatto repulsivo, alla faccia di cretino che si può discernere attraverso i suoi contorni, quando la si strizza lievemente.
Grazie a Dio, essa potrà consumarsi; o, se si è fortunati, si potrà dimenticarla in un albergo”.

Signora Miniver di Jan Struther

Anche io, e siamo già a gennaio inoltrato, la mia agenda non l’ho ancora comprata. Come ai tempi delle elementari, le smanie da primo giorno di scuola le sento più a settembre che non in questo periodo, e così, scarsamente motivata e un po’ confusa, per questo principio d’anno, all’ input carrierista, mi è venuto naturale abbinare un qualcosa a metà strada tra il diario di Topo Gigio e il vademecum di Sherlock Holmes, ma quello vero.

Con un’agenda della premiata ditta Smythson di Bond Street, che dal 1887 produce prodotti di pregio con pellami esotici provenienti dalle Colonie, (in particolare con quella di lucertola blu-China e fermaglio dorato deco, come nella foto in alto), potrei avere la strada spianata verso una ignota, sicura carriera di successo… viceversa, con un’agenda di Keilantra’s Kreations (modestamente su Etsy), potrei essere sbeffeggiata pesantemente dai colleghi e divenire il candidato ideale per una produttiva campagna di mobbing.

Che anche quest’anno, l’universalmente accettata Moleskine sia il giusto compromesso?

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