Da bambino passavo i pomeriggi da mia nonna, ché mio padre partiva il lunedì con una valigia enorme e se ne tornava il venerdì con un regalino e un paio di saponette da hotel per la mia collezione e mia madre si faceva ogni giorno le sue belle dieci/dodici ore in ufficio, quindi la vecchia Adele con i suoi capelli bianchi da sempre (sembrava nata nonna) era il volto più familiare e su di lei si riflettevano anche i miei incubi. Ne avevo due ricorrenti: lei che entrava in una chiesa buia e completamente in legno ed io che la cercavo, ma più aprivo porte e più diventava buio e la vedevo passare con la coda dell’occhio senza riuscire ad afferrarla, perduto in enormi stanzoni freddi di cui non vedevo la fine; nel secondo invece c’erano delle ruspe blu giganti che con i loro bracci meccanici sfondavano la porta di casa sua ed io e lei cercavamo di rifugiarci in camera da letto, la più lontana dall’ingresso, e quelle ci cercavano con le loro enormi pale (una scena molto simile a quella de La Guerra dei Mondi) e non c’era volta che non ci prendessero, e non c’era volta — per fortuna — che non mi svegliassi quando accadeva.

Materiale buono per uno psicanalista, o ancor meglio per Dream Circus, progetto itinerante dell’illustratore Daniele Catalli che, partendo da Maranola, frazione di Formia (Lt), ha iniziato a spostarsi verso Torino (prossima tappa: Amsterdam) raccogliendo al suo arrivo sogni ed incubi della gente del posto trasformandoli poi in illustrazioni da esporre sul posto, con mostre ed installazioni site specific: a Maranola ad esempio le tele sono state appese nei vicoli, tra una finestra e l’altra come panni appesi, mentre a Torino Daniele è diventato presenza fissa in un caffè dove “i sognatori” che volevano essere intervistati potevano trovarlo lì ogni sera o imbucare i loro sogni/incubi ricorrenti in una sorta di cassetta per le lettere.

Ora il Circo dei Sogni è in partenza per l’Olanda e mi immagino già un illustratore solitario al tavolo di un locale scavare nelle teste degli “indigeni” e soprattutto immagino amministratori locali sognatori ed associazioni culturali alla ricerca di qualche iniziativa interessante contattare Daniele Catalli dopo aver letto questo articolo ed offrirgli ospitalità e sogni freschi da illustrare.