The Avant/Garde Diaries | Cobrasnake e il vestirsi vintage

Quando ancora il mitico Scott Schuman/The Sartorialist era ben lungi dallo scendere in strada e diventare celebre dopo una vita nelle retrovie del mondo della moda; quando ancora i club e i parties erano reflex-free e tutti avevano ben due mani libere (una per tenere il bicchiere, l’altra – più unta – per mangiare porcherie e stringere mani altrui) e potevi tranquillamente metterti in un angolo a sistemarti il coso o e andartene in giro per feste senza preoccuparti troppo della mimica facciale e temere come un attacco di colite spastica la fatidica tag sulla foto-in-cui-sembri-un-rifiuto-della-società che si diffonde come un virus su facebook; quando i fashion bloggers erano più rari del morbo della mucca pazza e “outfit” doveva ancora diventare sinonimo di “non ho niente da dire: mi fotografo”.

Sembra un’epoca lontana e serena e invece era appena il 2003 e Mark Hunter, meglio conosciuto come The Cobrasnake – non l’ultimo arrivato dato che nella vita precedente faceva l’assistente di Shepard Fairey/Obey – apriva il suo blog e diffondeva il verbo dei party-pics, fenomeno poi esploso come un terrorista davanti ad un ambasciata – con schegge che negli anni a venire sono arrivate pure qua da noi in maniera a volte imbarazzante – e praticamente finito in una nuvola di fumo, o meglio passato da contenuto primario a contenuto collaterale di miriadi di blog nati sull’onda emotiva del “facciamo vedere che bella gente siamo e quanto ci divertiamo”.

Oggi, 2011, Cobrasnake è sempre lì, unico e inimitabile, una celebrità e allo stesso tempo un memento vivente, una surreale capsula del tempo che connette due ere: quella pre- e quella post-facebook come fenomeno di massa e come discarica digitale di ogni festa in ogni momento in ogni angolo del pianeta.

E in quanto tale gli calza a pennello anche la sua seconda attività, lo scovare, ammantare di hip e poi rivendere online abbigliamento vintage, con l’occhio di chi sa lanciare stili, lo spirito dell’artista ed il fegato dell’uomo d’affari, che si racconta in questa bella intervista realizzata da The Avant/Garde Diaries, il fantastico video-magazine lanciato da sua discrezionalità Mercedes (che intelligentemente privilegia i contenuti ai loghi giganti stampati in ogni dove).

http://vimeo.com/33229558

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