Combo | FW2011/12

Una montagna che si dice sia completamente cava al suo interno, attorno alla cima una corona di pietra che nasconde fessure nella terra da cui spira un vento caldo che arriva da un altro tempo; una grotta leggendaria, celata forse per sempre da una frana causata da chi voleva nascondere l’ingresso a un mondo magico e pagano di porte d’oro e fate e streghe e sesso e vino, dopo un pellegrinare secolare di stregoni, maghi e avventurieri; poco lontano c’è invece un lago dove pare sia finito il corpo di colui che se ne lavò le mani (ecce homo), il corpo già senza vita precipitato – guarda un po’ – da una cima appuntita come un dente chiamata Cima del Redentore; all’ombra azzurra dei monti un gruppetto di case dove una volta l’anno arrivano le fate, per ballare con i vecchi e riportarli giovani per una notte; pure con i nomi, da quelle parti, non ti puoi certo sbagliare: Gola dell’Infernacio, Pizzo del Diavolo, Strada delle Fate, Poggio Paradiso, Passo Cattivo, Scoglio del Miracolo, Lago di Pilato, Monte Sibilla. E un’energia che ti cattura – neanche fosse l’Isola di Lost – mentre di notte provi a dormire senza fare sogni strani, tra i lupi che ti ululano vicino e ti guardano dai boschi quando passi per sentieri, seguendo ogni tuo passo come cani, attenti a dove vai, fanno la guardia a quello che c’è dentro o viceversa.

Alla ricerca di location suggestive, magiche dove scattare foto per un lookbook o un editoriale – o anche soltanto quando hai bisogno di darti alla fuga da vita stanca e spenta – non serve andar per luoghi troppo esotici. A quelli di Combo, da bravi marchigiani, è bastato aprire la finestra e guardare a quella nave di roccia che da lontano sembra azzurra (parola di Leopardi) e usarla come bussola per la nuova collezione.

co-fondatore e direttore

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