I giornalisti del magazine universitario della Florida Atlantic University hanno deciso di provare a realizzare un numero della rivista utilizzando le tecniche che si usavano prima dell’arrivo dei computer.
Hanno spento i loro mac, messo da parte le fotocamere digitali e sono entrati in un (divertente) incubo analogico di prove ed errori, numeri 1 latitanti (su molte macchine da scrivere non c’erano – sostituiti dalla i maiuscola o dalla L minuscola – e nemmeno lo 0, ma per quello bastava una O), sudate sugli articoli (mica i tasti erano leggeri come quelli un computer – e dov’è che ho letto, ultimamente, quell’articolo su come il ritmo, fisico e sonoro delle battute influiva su quello della narrazione…), scale di proporzione, taglia/incolla tutt’altro che virtuali, utilizzando attrezzature d’epoca pescate su Craigslist.

Il resoconto, anzi i resoconti sono sia illuminanti, per noi tecnonati, che nostalgici, per chi per anni ha lavorato così (ma in uno dei due report giurano che i giornalisti professionisti erano i primi ad aver dimenticato tutti gli affascinanti ma scomodissimi procedimenti low-fi).