La parata dei CV

Tra i sollazzi dello star dietro alla scrivania di Frizzifrizzi c’è il fatto di ricevere un buon numero di curriculum (molti dei quali arrivano per sbaglio: c’è chi crede che siamo un brand di moda, chi un negozio, chi un’agenzia di design) che diventano immediatamente il passatempo della mattinata visto che è davvero impossibile non andare a sbriciare nei micro-riassunti umani di chi prova (e a volte riesce, altre meno, con risultati comici) a incasellare tutta un vita di esperienze/aspirazioni in una o due paginette nella speranza di far buona impressione nel datore di lavoro di turno.

Ricreazioni antropologiche (al pari di mettersi a cercar casa anche quando non ti serve o, ancora meglio, pubblicare annunci fasulli di posti letto in affitto e dedicare una settimana a vagliare pretendenti per farsi un bel tuffo nella bizzarro bestiario delle nuove matricole universitarie) a parte, credo che nelle scuole italiane dovrebbero insegnare il prima possibile non solo a scrivere un buon curriculum vitae ma anche progettare laboratori nei quali i ragazzi si trovano alle prese con la scelta di candidati per la loro immaginaria azienda: vedere come si presentano gli altri, ti aiuterà a presentar meglio te stesso.

Proprio per questo consiglio CV Parade, sito che raccoglie i curriculum inviati dai creativi al solo scopo di creare un archivio di ispirazioni.
In questo modo eviterai: 1) di perdere ore a girare per siti web a scaricare curriculum da scopiazzare; 2) di aprire Word, selezionare Comic Sans e rovinare i prossimi trenta o quarant’anni della tua vita.

co-fondatore e direttore
  1. Figo.

    Cioè più il tuo curriculum è ganzo, inteso come bello da vedere, più è probabile che avrai la giusta attenzione.

    Tradotto ancora per non udenti prima ci mettiamo una bella fotografia di noi sullo sfondo (possibilmente atta a ridicolizzarci), poi i contenuti alla fine come sono sono. Ché in effetti è talmente grottescamente comica questa società, da aver bisogno di pagliacci disperati da inserire ovunque.

    L'American way life ha solo un modo per essere epurato l'apocalisse zombi.

    1. Hahaha in quanto ad apocalisse zombi C&B sarebbe d'accordo.
      Per il CV credo anch'io che l'ultimo sia ridicolo. Gli altri, visto che qua si tratta principalmente di gente che fa lavori creativi, la forma diventa anche il contenuto…

      1. Io non sono mai pensoso sull'inizio delle cose,

        è il loro evolversi e rendermici.

        La mania di fare quelle parodistiche rappresentazioni umane dei video-curriculum ne sono un esempio pratico.

        Se vuoi fare il comico vanno bene (e posso arrivare fino al video maker in quanto addetto ai lavori) ma per tutti gli altri è da sottosviluppati.

        E' proprio la vittoria della forma sulla sostanza delle cose.

        Ps. Del resto che io e C&B si sia su simili lunghezze d'onda è ormai un dato di fatto. ^^

        1. Il fatto è che per la quantità di contenuto (buono o cattivo che sia) a disposizione, l'unico modo per emergere (in una selezione, in una pagina web, in un portfolio, in un comunicato stampa) è la forma: saltare all'occhio.
          Ovvio che poi questo è solo il primo passo. Chi si ferma alla sola forma è un cretino. Ma la sostanza ha bisogno di esser confezionata bene, soprattutto se deve combattere con milioni di altre "sostanze" che fanno a gara per saltar fuori dal mucchio.
          Esempio: in libreria, quando giri senza avere un nome o un titolo già in testa, cos'è che ti fa prendere un libro e sfogliarlo piuttosto che un altro?

          Che poi i videocurriculum siano una boiata galattica, su questo siamo d'accordo: buoni solo per un articolo dai toni miracolosi su Glamour o simili.

  2. Ok.

    Verissimo.

    Quindi correggo il tiro per fare chiarezza.

    Naturalmente comprendendo la differenza che passa da un uomo di Neanderthal e noi, è evidente la necessità di dover trovare degli escamotage creativi in grado di abbellire la forma di qualunque cosa si crei.

    Quel che mi pare però è il sopravanzare di quest'ultima sulla sostanza delle cose. La realtà curriculare è un micro-realtà, il mio esser puntiglioso è anche tutto sommato fuorviante o comunque non necessario. Ma è un segno, una volta di più, di quanto si ricerchi l'attrazione prima che l'interesse metodico. Ed è un po' triste.

    Oggi v'ho rotto le palle, neh? ^^

    1. Mai Broggi, se mi stressassi te la farei pagare alla prossima serata a base di birra, whiskey e sidro (nel senso che dovrai pagare proprio tutto tu, non porterò il portafogli, ma un bel cv col mio faccione)

    1. Riporto qua quanto scritto su FB, dove si è creata una discussione parallela:

      posto come assodato che la sostanza è più importante dell'apparenza – e lungi da me sostenere il contrario – il CV in quanto pagina con cui ci si presenta al potenziale datore di lavoro è in sé già apparenza: nel CV non c'è (o c'è molto raramente) chi siamo, ma cosa abbiamo fatto. Titoli, obiettivi, "pedigree" lavorativo. Mettere di aver frequentato la blasonatissima e costosissima scuola taldeitali (può) racchiudere sì sostanza ma la mettiamo nel CV per l'apparenza.
      E vogliamo forse negare che a parità di sostanza (o di quella che immaginiamo sia la sostanza dietro ad un CV) si sceglie poi quello presentato meglio?
      Poi chiariamo subito quello che potrebbe essere un altro equivoco: per apparenza non intendo certo la foto…
      Ultima cosa: i curriculum presentati sul sito, notare bene, sono di chi fa/cerca un lavoro creativo, ovvero chi lavora sulla forma. E dunque ci si aspetta che quest'ultima sia buona e originale.

  3. hahaahahahahahahahaha, oddio io ho subito un tracollo e mi frulla così la testa da sentirmi come un trapano da bricolage a due funzioni sul quale hanno montato una punta diamantata che presuppone almeno una funzione in più :-/

    Questo post mi è piaciuto tantissimo ed è super interessante, molto ispirante ;-)

    Insomma, ci farò nottata su quel sito

  4. Beh grazie per questo articolo! bello cv parade!

    Proprio in questi giorni sono alla (quasi disperata) ricerca di ispirazione per scrivere il prossimo cv.

    Odio preparare il curriculum perché mi costringe a pormi odiose domande quali: cosa ho combinato in questo ultimo anno? Ho qualcosa di interessante da aggiungere? Riuscirò a essere sintetica? e un po' ironica? Cosa capiranno di me? Riuscirò a farmi leggere oltre la seconda riga? :S

    Magari appena l'ho scritto te ne mando una copia, visto che trovi i cv così irresistibili :P

  5. Se piovono curricula non possiamo fare un mercatino? Mi piacciono i mercatini luogo di incontro tra domandine e offertine

  6. La "forma" vs la "sostanza delle cose". La forma che sarebbe "apparenza" e non sostanza. Il "bello da vedere" vs "intelligente". La forma che serve "per saltare all'occhio" ovvero per bluffare e nascondere la mancanza di contenuti….Forma e/o contenuto?. L'estetica contro l'etica… Il retinico contro il concettuale… MAMMAMIA!

    Comunque Sbarbati scrive benissimo e la sua bella scrittura è molto visiva.

  7. Si ma questa parade va bene solo per gli artisti/designer/creativi. Presenti un cv così in certi posti- che ai designer potrebbero sembrare noiosi- ti ridono in faccia mah … Non so … In teoria figo davvero ma poi tocca sempre comtestualizzare!

  8. Per quanto riguarda la ricerca di un lavoro "noioso" e prendere ispirazione sui contenuti da inserire nel tuo cv, puoi andare su Linkedin e fare una ricerca avanzata per parole chiave.

    E per la veste grafica, beh qui spartanità e nitidezza vincono sempre…e niente foto (se non espressamente richiesto dal testo dell'annuncio :-)

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