Newspaper Club

Da ragazzini io e le mie cugine avevamo una tipografia clandestina in casa di mia nonna. Passavamo i pomeriggi a riempire foglietti quadrati “scrivendo” articoli sui compleanni dei congiunti, stilando elenchi di tutte le targhe delle auto parcheggiate sul viale – il pezzo di mondo che vedevamo dalla finestra – e qua e là inserivamo pure finte pubblicità ed annunci elettorali con tanto di falci e martelli, soli che ridono e scudi crociati (doveva ancora arrivare l’era del partito con il nome più idiota sulla faccia del terra). Poi la nonna rilegava il tutto con ago e filo e noi la sera ce ne tornavamo nelle rispettive case con pacchetti di quotidiani diy da distribuire ai genitori.

Appena ho scoperto, con colpevole ritardo, Newspaper Club, mi è tornato in mente quel periodo candido, quando fare qualcosa (qualsiasi cosa) sembrava soltanto una questione di voglia e di tempo, non di mezzi o denaro.
E Newspaper club, che non è gratis ma sicuramente low-cost, promette di rispolverare vecchi sogni, dandoti la possibilità di creare un vero e proprio giornale formato newspaper sfruttando i tempi morti delle tipografie e quindi abbassando i costi altrimenti proibitivi.

Come da bambini, il limite è il cielo: puoi usarlo per realizzare un portfolio originale, il giornalino di quartiere, la versione cartacea del tuo blog, un numero unico da distribuire ad eventi e presentazioni o l’autistica lista delle targhe delle auto che vedi dalla finestra di casa tua.

Altre storie
Things Come Apart 2.0: la nuova edizione del libro di Todd McLellan