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Ho una specie di sogno – trovaci pure tutti doppi sensi che vuoi o freudiani significati di rabbia inespressa e frustrazioni varie – che consiste nell’andare per strada e lanciare latte di vernice (aperte, sennò sai che male) addosso alla gente. Non una cosa fricchettona tipo “coloriamo questo mondo in bianco e nero” o fanciullesca a là arte bambina tipo il programma di Rai Yoyo con la ragazzina dalla voce odiosa. No, qualcosa di più aggressivo e squilibrato, della serie “occhio che passa il macchiatore pazzo”.

Quelli di Trakatan però mi hanno anticipato, con una collezione autunno/inverno dove la macchia è regina. Non di vernice, però, ma di muffa. Finta, ovviamente. Anzi, serigrafata su lana e cachemere, jersey e cotone.
Cinque capi da donna e quattro da uomo, tutti in edizione limitata e realizzati artigianalmente, ognuno diverso dall’altro, tra abiti, maglie, t-shirts, felpe, leggings e gilet oltre a zaini oversize, portafogli e cappelli in pelle cucita a mano.

Le stampe sono affidate, attraverso la cooperativa Extraliberi, ai detenuti del carcele Le Vallette, Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino, con i quali Trakatan ha instaurato un rapporto di collaborazione e di fiducia.

La collezione arriverà presto sullo shop online dove ora trovi in vendita l’altrettanto interessanta (ma meno macchiata, quindi occhio al “macchiatore pazzo”!) collezione SS2011.

co-fondatore e direttore
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