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La politica colonialista occidentale, oltre a scippare risorse naturali ed umane dalle terre colonizzate, impoverendone  – quando non distruggendo sul nascere – le economie locali e piazzando “fantocci” al vertice di Paesi che per questo sono ancora lontani dal conoscere la democrazia (le conseguenze, per quanto riguarda il Nord-Africa e i paesi arabi, le stiamo vedendo in questo movimentato 2011), cercano di imporre anche a quei paesi in via di sviluppo che si sono conquistati l’indipendenza ed un sistema politico “decente” i propri marchi globalizzati, togliendo di fatto ossigeno alla creatività locale e soffocando le potenziali alternative.

Per fortuna l’entusiasmo di pochi a volte riesce ad innescare meccanismi virtuosi, attraverso i quali passa la rinascita culturale, produttiva, economica di intere nazioni.
Nel suo piccolo Quamta, marchio sudafricano di alta qualità, cavalca quest’onda, con i suoi accessori unisex fatti a mano da artigiani locali con il minimo impatto ambientale ed utilizzando le migliori pelli disponibili sul mercato.
I risultati, a giudicare dalle tre collezioni visibili sul sito, sono davvero eccezionali.

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