Durante l’ultimo White, mentre curiosavo nello spazio di Zilla – marchio altoatesino del quale aveva già parlato ben quattro anni or sono (praticamente una webvita) la nostra Ida – mi sono ritrovato a vivere una bizzarra esperienza di ipertattilità: toccavo, saggiavo, sentivo, i polpastrelli come antenne: quanto di più vicino ad un’esperienza sessuale potrai arrivare a fare nello stand di una fiera (tranne fare sesso nello stand, ovviamente, ma non ho questa perversione).

Il fatto è che Sylvia Pilcher, la designer fondatrice di questo magnifico brand, ama sperimentare con i materiali.
E se ricordavo le sue borse in spugna, non avevo ancora visto  – e soprattutto toccato con mano – quelle in sughero [in alto a sinistra], che non ho potuto trattenermi dall’immaginare selvaggiamente spruzzate di costoso vino rosso, in un tripudio eno-fashion-erotico che non avevo mai sperimentato prima d’ora: il sughero è morbidissimo, caldo ma leggero; sembra pelle umana più della pelle stessa.
Spero davvero di non trovarmi a “dare di polpastrello” anche per strada, la prossima volta che incrocio una Zilla di passaggio.
Non voglio denunce per molestie tattili e borsaiole…

E tornando proprio alle borse, guardatevi l’intera collezione perché, oltre ai modelli in sughero dei quali ho feticisticamente disquisito fino ad ora, ce ne sono tantissimi altri e tutto splendidi.

co-fondatore e direttore
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