Miriam Giuliana

Un vecchio tessuto dimenticato, un brandello di tenda reduce da chissà quale lontano trasloco, il bordo di un antico costume di scena, l’ultimo rotolo di una preziosa stoffa d’arredamento, una passamaneria, un nastro, un cumulo di sacchi di iuta abbandonati, cinghie di tapparelle ormai inutilizzabili, un trovarobato accidentale che accende la sua fantasia e che nelle sue mani (che immagino alacri come quelle delle donne che in passato lavoravano a tombolo sulla soglia di casa), si trasformano in gioco, curiosità, decorazione, bellezza.

Ecco perché mi piace subito andare a sbirciare nella sezione about dei siti, perché spesso con poche parole ti catapultano nell’universo del brand.
E se poi quelle parole sono sapientemente scelte da Natalia Aspesi, non puoi evitarle.

Eh già, l’about di Miriam Giuliana l’ha scritto proprio la grande giornalista e scrittrice, che ci introduce nel mondo della designer, quasi bloccato in uno spazio atemporale, in cui  vecchi oggetti abbandonati sotto strati di polvere, riprendono vita e colore, tramutandosi in delicate borse e accoglienti complementi d’arredo dal sapore vintage.

Se vi trovate a Milano potete visitare l’atelier della designer (vedi mappa), oppure contattarla al suo indirizzo mail.

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