Newspaper Blackout

Splendida soluzione al panico da foglio bianco: usare le parole altrui per comporre poesie in una sorta di burroughsiano cut up, ma al contrario.
E’ un’idea di Austin Kleon, artista e scrittore del midwest che con un pennarello nero cancella “fiumi di parole” da libri ed articoli di giornale, lasciando solo il necessario.

E oltre a raccogliere le sue opere in negativo in un libro – lo trovate su Amazon – Austin ha anche un blog dove raccoglie quelle inviate dai lettori.

[grazie a Silvia per la segnalazione!]
co-fondatore e direttore
  1. L'elogio della cancellatura

    di Maria Teresa Benedetti

    “L’arte vive di deviazioni e di scambi, di mascherature e di smascheramenti, di avvistamenti e di svisature linguistiche. Vive dove non è e dove è non vive”. Emilio Isgrò

    Emilio Isgrò nasce artisticamente all’inizio degli anni Sessanta, come leader di esperienze di poesia visiva, autore di imprevedibili associazioni tese a contestare la presunta autorevolezza della parola. Adopera la cancellatura come strumento per sradicare la comunicazione, da un lato critica al linguaggio e individuazione dei suoi limiti, dall’altro tabula rasa per ricominciare.

    Operazione di sottrazione, da lui trasformata in occasione di ricca articolazione di significati, ora elegantemente ironici, ora irriverenti e provocatori, la cancellatura è la base della sua poetica. Figlia di un tempo di avanguardia, riflette la necessità di scendere nell’agone con un gesto irrevocabile e insieme con l’idea di chiudere in modo definitivo con la stessa avanguardia.

    Isgrò cancella, ma nega solo in apparenza, visto che ricerca una più vera realtà, distrugge con segni vistosi voluminosi libri sapienziali, poiché ambisce, con insolenza e umiltà, a riscrivere la storia del mondo. Inaugura un’operazione di igiene mentale del linguaggio, in antitesi all’omologazione di falsi valori, senza apoditticità dogmatiche, ma con la forza di un’intelligenza e di una creatività duttile e metamorfica.

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