7am | Anna Giulia Gregori

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Anna Giulia Gregori (qui il suo portfolio).

Ciao Anna Giulia, quanti anni hai, di dove sei e da quanto scatti foto?
Ho ventiquattro anni, abito a Piacenza e vengo da tantissimi posti. Scatto foto da quando viaggio, per mia fortuna sono riuscita a viaggiare molto fino ad ora. Che scatto foto dietro cui ci sono a volte ragionamenti maniacali sono pochi anni, più o meno quattro credo. Tutta colpa dell’architettura, penso.

La tua attrezzatura?
Solitamente uso una Nikon D60 e per l’analogico una Canon EOS 3000n. Dall’anno scorso uso anche una Rolleiflex ereditata da mio nonno. Ho pure due Lomo, ma non mi piacciono quindi non le uso.

Cosa fai quando non fai foto?
Lotto per finire l’università e per avere tempo da perdere per, come dico io, navigare nel mio brodo. Ascolto musica, leggo, disegno, faccio cose, a volte le distruggo, penso. E se è estate perdo tempo a fissare gli alberi in giardino.

Descrivimi la tua stanza.
E’ piccola e ci sto bene. E’ tendenzialmente disordinata, non in modo eccessivo, ma nel mio disordine mi ci ritrovo. Dovrei buttare via tantissime cose che pur avendo sotto gli occhi tutti i giorni mi dimentico di avere, ma sono pigra, vorrei toglierle ma non buttarle però non ho spazio dove metterle. Alle pareti dipende, ora sono appesi miei disegni e alcune foto.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Dipende, a volte è una piuma, a volte è una pietra.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Il Barone Rampante di Calvino, tutta la vita: vivere sugli alberi, amare sempre la terra, salire in cielo.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Sicuramente Martin Parr… e una mia carissima amica, Marta Colpani.

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