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7am | Valentina Cesarini

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Valentina Cesarini.

Ciao Valentina, quanti anni hai, di dove sei e da quanto scatti foto?
Ciao Simone, ho 27 anni e vivo in provincia di Firenze. Ho iniziato a concretizzare la mia passione per la fotografia da quando ne avevo 19, galeotta fu la mia prima storia d’amore: lui aveva bisogno di foto per lavoro e io senza accorgermene mi affezionavo alla vecchia canon AE1 di mio padre.

La tua attrezzatura?
Che uso, non molta in realtà. A parte la sopracitata Canon con i relativi obiettivi, ho una Contax T2 e una Polaroid Supercolor. Poi qualche Lomo e qualche macchina fotografica inutilizzabile comprata ai mercatini per puro impulso incontrollato. Ho ereditato da mio nonno una splendida Bencini Comet di cui non si trovano più le pellicole, e una Icaf delta a soffietto!
Di digitale ho una canon 400D con un buon corredo di obiettivi, molto utile per lavorare ma meno divertente per me.

Cosa fai quando non fai foto?
Ultimamente preparo l’esame di stato, invio curricula su curricula, bestemmio tutti i santi e scrivo sul mio blog.

Descrivimi la tua stanza.
“In principio era il Caos” […]Calzini spaiati e mutande sparse ovunque, una collezione di Dylan Dog, la lunga treccia di capelli che ho tagliato ad ottobre (sì, un feticcio), scatoloni di un trasloco iniziato mesi fa e una forza centrifuga che probabilmente lavora durante la notte mentre sto dormendo.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
La Contax sta sempre in borsa, pronta per l’uso, il suo peso ormai è assimilato.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Film: “Harold & Maude” per lo sguardo macabro e ironico sulla vita e “Gummo” per l’archivio infinito di fotografie a cui ispirarsi. Il libro che sento più simile al mio immaginario caotico e ludico è “Il gioco del mondo (rayuela)” di Cortàzar.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Marco TrinchilloLukasz Wierzbowski.

Un messaggio

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