Animation by the woods: Aya e Jason e la loro Overture nel bosco

Overture, composta dalla coppia Aya e Jason Brown, è un’idea che nasce in un giorno d’estate in Giappone. Un progetto di vita e d’arte, come un fulmine a ciel sereno!

Ciao Aya e Jason! Dove vi trovate in questo momento?

In questo periodo viviamo in America, nell’ovest del Massachusetts, immersi fra colline e foreste!

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Nell’agosto del 2004 avete fondato il vostro progetto Overture, cosa vi ricordate di quel giorno estivo? Quando vi siete incontrati per la prima volta?

Ci ricordiamo di quel giorno molto bene! Non era la prima volta che ci incontravamo, ci conoscevamo già prima attraverso amicizie comuni, ma fu comunque la prima volta che ci parlavamo. Eravamo andati in campeggio ad Okutama con un gruppo di amici, una bellissima zona montuosa con burroni profondi e stretti, non lontano da Tokyo. Dopo cena ci ritrovammo a parlare di noi stessi, dei nostri interessi e scoprimmo che le nostre idee erano sorprendentemente affini. Tutti si riunivano in una tenda, ma noi andammo in una vuota e cominciammo a disegnare. Parlando e disegnando si fece giorno e capimmo che avremmo potuto continuare insieme: la scintilla era scoppiata!

Jason e Aya di Overture

Questa affinità e lirismo è difatti molto presente nelle vostre produzioni. Condividete anche il tavolo di lavoro od ognuno ha il proprio? Potreste descrivermelo?

Al momento il nostro tavolo di lavoro è un bancone con una superficie in legno sorretto da due cavalletti dove sono allineati i nostri computers e le tavolette luminose. Recentemente ci siamo trasferiti in un accogliente studio/appartamento a due piani che dà su un fiume ed una diga, ad appena un chilometro da una zona camping dove abbiamo pensato di ambientare il progetto di animazione su cui stiamo lavorando. Il fiume ci ispira molto! I tetti della nostra casa sono molto alti e abbiamo tantissimi libri, molti dei quali appartengono al proprietario della casa. Inoltre abbiamo una piccola stanza per dipingere e per svolgere attività più “caotiche”! Generalmente siamo abituati a lavorare l’uno di fronte all’altra, ma questa nuova disposizione sembra funzionare piuttosto bene!

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Overture è un'”Opera House” dove qualche volta permettete ad altre persone di prendere parte ai vostri progetti. Potete descrivermi come si svolge una giornata presso Overture?

Non è escluso che altra gente possa essere coinvolta nei nostri progetti, ma principalmente siamo io ed Aya i reali sviluppatori. Anche se lavoriamo nelle animazioni, i musicisti coinvolti generalmente non vengono a stare da noi, il contatto è per lo più via mail. Difatti il nostro lavoro si svolge proprio in questo modo, non è fondamentale il luogo, tutto è fatto tramite internet, almeno durante il processo creativo. Siamo stati fortunati ad andare in tour in Giappone la scorsa estate, abbiano fatto delle piccole performance e mostre che ci hanno permesso di entrare in contatto con altri artisti e musicisti ed è stata un’esperienza entusiasmante e nuova per noi!

Potete raccontarmi qualcosa riguardo ai vostri studi? Quando avete deciso di diventare artisti? Se non mi sbaglio Aya è originaria del Giappone…

Aya: Sì, sono giapponese! Non ho frequentato nessun istituto d’arte, ma per un po’ di tempo sono stata assistente di un artista. Ho sempre disegnato fin da bambina. Credo di aver realizzato di voler diventare artista proprio attraverso la mia esperienza di assistente, lavorando concretamente ai progetti.
Jason: Anche io non ho frequentato istituti d’arte, ma ho sempre amato creare oggetti. Ho fatto degli spettacoli di marionette quando ero piccolo e ho scritto anche storie. Non penso che ci sia mai stato un momento in cui abbia pensato di diventare artista, tutto è come un unico processo verso la creazione.

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In un altro mondo, cosa sarebbero Aya e Jason?

Aya: credo sarei un animale al lavoro su cose piccole e minuziose, come un orsetto lavatore o uno scoiattolo.
Jason: un viaggiatore della Via della Seta.

Sembra che la musica giochi un ruolo importante nelle vostre opere. Suonate qualche strumento?

Aya: suoniamo un po’, ma è una cosa piuttosto recente.
Jason: sono cresciuto suonando alcuni strumenti e cantando alle scuole. Quando venni in Giappone cominciai a suonare in alcune band, e adesso che siamo negli Stati Uniti ci si incontra una volta a settimana con amici e si suona insieme. Specialmente quando lavoriamo ad un’animazione, la musica diventa uno strumento di esplorazione, un momento di sfogo e liberazione.

Avete realizzato meravigliosi video per artisti della scena indie come Hauschka, KiraKira, Mùm. Ci sono altri artisti per cui vi piacerebbe lavorare?

Certo, ce ne sono svariati! Stiamo costantemente cercando di espandere il nostro range musicale, cercando il più possibile di orientarci anche verso pezzi più ritmati, magari con la presenza di disturbi sonori, sebbene dipenda sempre da chi incontriamo e da cosa porta il momento. Siamo interessati anche a performance basate sull’animazione, ci piacerebbe lavorare per artisti come “Le Cirque du Soleil” o “Royal de Luxe”. Non ci dispiacerebbe affatto lavorare anche per registi di film per la realizzazione di estratti animati o per l”animazione dei titoli di testa e di coda. Contemporaneamente a queste aspettative stiamo comunque pensando al nostro primo film, che possibilmente contenga sia animazione che live action.

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La prima volta che ho visto le vostre creazioni ho trovato il vostro stile unico e allo stesso tempo correlato all’immaginario del Giappone e del nord Europa, probabilmente perché sono cresciuto vedendo cartoni animati come “Tanoshi Moomin Ikka” (la trasposizione giapponese animata delle fantastiche graphic novels della Valle dei Moomins di Tove Jansson) oppure “Tongari Boushi no Memoru (in Italia “Memole dolce Memole”), entrambi curati dal character designer Yasuhiro Nakura per la Key Animation. Potreste dirmi in che modo i posti dove avete vissuto abbiano influenzato il vostro immaginario?

Aya: non sono sicura quanto possa avere influito sul mio stile, ma sono nata a Beppu, una località rinomata per i suoi onsen (caratteristiche stazioni termali giapponesi n.d.r.), per le calde primavere. Ho letto molti libri sia in giapponese che in lingua straniera: tutto ciò ha nutrito il mio stile.
Jason: sono cresciuto nella zona dove viviamo ora, passando molto tempo nelle antiche e ventose foreste intorno alla mia casa e talvolta andavo anche a visitare la labirintica centrale idroelettrica dove lavorava mio padre. Ho trascorso molto tempo a giocare per conto mio.

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E cosa mi dite, invece, dei vostri artisti preferiti?

Ce ne sono un’infinità che amiamo e che ci hanno influenzato. Ci sentiamo più trascinati da scrittori e da gente che abbia storie da raccontare piuttosto che da visual artists, ecco comunque alcuni nomi: Jan Svankmejer, Susan Pitt, Rene Laloux, Friedensreich Hundertwasser, Tezuka Osamu, Michael Ende, Tove Jansson.

Se poteste fare un remake di un film, una fiaba, un libro, quale scegliereste?

Hmm… ci piacerebbe realizzare la versione animata di Momo di Michael Ende, ma sarebbe bello poter animare anche favole semplici, come Three Billy Goats Gruff (una favola norvegese del 1841, n.d.r.) o qualcosa di più pesante e recente, come The Immortal di Nakagami Kenji.

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Nel video Bless, per la musicista islandese KiraKira, ci sono molti elementi  che riguardano la religione, la natura, il fato ed il destino. Alla fine del video si possono vedere le Parche, che nella mitologia greca erano Cloto (la giovinezza), Làchesi (la fertilità) e Atropo (la vecchiaia), che possono decidere per l’uomo quando è tempo di morire. Ogni volta che vedo le vostre animazioni avverto un sentimento molto profondo che affonda le radici sul mistero della vita, la natura e la religione, la morte come se niente di tutto ciò debba farci paura. L’animazione è per voi una sorta di antidoto contro la tristezza?

Certamente! Anche se ciò che facciamo in animazione non è necessariamente inteso verso uno scopo preciso. Non amiamo prestabilire come caratterizzare i personaggi o la storia, ci piace che tutto avvenga in modo inconscio e questo è particolarmente vero nel video di Bless. La nostre animazioni riflettono i molti aspetti delle nostre vite nel momento in cui sono stati fatti, i nostri pensieri, gli sguardi, le nostre azioni.

Cosa vi faceva paura da bambini? In che modo combattevate le vostre angosce?

Aya:  io avevo paura dell’idea in sè dell’universo infinito e del tempo, specialmente l’idea di una esistenza dopo la morte. Non avevo alcun antidoto, sebbene col tempo questi timori si siano affievoliti.
Jason: io avevo paura del senso del vuoto e dalla potenziale pericolosità dell’ombra. Da bambino avevo paralisi ipnagogiche (definite anche nella cultura letteraria internazionale col termine di Kanashibari, quando ovvero l’individuo è impossibilitato a muoversi, al risveglio dal sonno, per un paio di minuti) e spesso immaginavo di venire attaccato o punito con l’elettricità da mostri oppure da Dio. Avevo una teoria: se pensavo a cose belle prima di addormentarmi poi avrei avuto incubi, così mi forzavo ad immaginare cose spaventose nel buio della mia stanza nella speranza di avere un effetto opposto.

Lo stile di Overture è speciale anche per via di quella superba texture acquerello. E’ eseguita a mano o usate speciali software per ottenerla?

Tutta la tecnica acquerello che si può vedere è totalmente eseguita a mano. Pensare di poterla realizzare con la computer graphic va oltre la nostra immaginazione!

Quanto tempo ci si impiega per realizzare video come “Rhubarbidoo” (per il singolo dei Mùm, n.d.r.)?

Rhubarbidoo è stato il nostro primo video e ancora non sapevamo come il processo si sarebbe svolto. Credo che abbiamo passato la prima parte dell’estate del 2007 per realizzarlo. Generalmente per un minuto di animazione c’è dietro il lavoro di un mese. Questo può cambiare a secondo del tipo di animazione e da tanti altri fattori.

Qual è l’aspetto più difficile della vostra professione?

Beh, noi lavoriamo solo su progetti dove crediamo di poter ottenere il massimo e questo generalmente significa che non ci sono molti soldi per la produzione. Dovendoci accontentare di molto poco e doverci dedicare ad altri lavori per avere entrate extra è molto dispendioso e ti succhia via molte energie che potremmo investire per i nostri progetti artistici. Ma allo stesso tempo commercializzare il nostro lavoro è molto provante per noi.
Cercare di bilanciare una vita normale, mangiare, esercitarci, passare del tempo in compagnia di amici – mentre dovresti utilizzare il tempo per portare avanti i tuoi progetti – è quasi impossibile e condiziona molto le nostre menti ed emozioni.

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Che mi dite dei vostri prossimi progetti? Sarà possibile vedere in futuro disegni e video insieme in una raccolta?

Abbiamo svariati progetti su cui stiamo lavorando al momento, e abbiamo anche piani per il futuro! Ora stiamo lavorando ad un corto, il motivo per cui abbiamo cambiato casa (per fare ricerca e trovare ispirazione), che speriamo veda la luce entro la prossima primavera. Stiamo anche organizzando uno show di danza/musica/animazione con KiraKira, e contemporaneamente abbiamo delle idee per un libro usando la tecnica dell’acquerello e dell’inchiostro che avevano usato già in passato. Infine c’è un film d’animazione in cantiere, stiamo attualmente cercando chi lo possa finanziare.
Cerchiamo sempre di lavorare nei progetti di animazione o essere coinvolti nell’editoria. Abbiamo una piccola rivista realizzata da una casa discografica giapponese e vedremo dove porterà, ma non ci dispiacerebbe pubblicare un libro che raccolga le immagini dei nostri video e le altre illustrazioni, senza escludere un dvd che contenga le nostre animazioni!

Intervista © Bruno Colajanni (www.ludag.com)
Videos and images Overture (www.opertura.org)

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