7am | Sara Visconti

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Sara Visconti.

Ciao Sara, quanti anni hai, di dove sei e da quanto scatti foto?
Ciao, ho 34 anni e sono nata a Genova, ho vissuto a Bologna e da quattro anni sono felicemente sistemata in quel di Roma.
Scatto da quando a 12 anni mi hanno regalato la prima macchina, una vecchia Pentax, ma con un barlume di consapevolezza da cinque anni direi.

La tua attrezzatura?
Nikon D90, Olympus µ[mju:]-II, Polaroid Spectra e Sx70, una Vivitar, una Lomo Colorsplash che tanti anni fa mi ha regalato le prime vere gioie.
In casa però stazionano anche altre macchine che devo ancora sperimentare, tra le quali una Hasselblad 500/cm.

Cosa fai quando non fai foto?
Prima del 24 giugno 2010 avrei risposto: disegno, tento di fare delle torte, osservo gli alberi, leggo, vado al cinema e alle mostre.
Ma dal 24 giugno mi occupo di Lorenzo, il mio bimbo. E’ ancora piccolo e mi impegna completamente, ma presto avrò di nuovo un po’ di autonomia. Forse.

Descrivimi la tua stanza.
E’ una stanza grande e luminosa, ci sono due finestre di cui una con un piccolo balcone. L’appartamento è in una palazzina del 1931 ed i pavimenti sono tutti di marmo decorati.
C’è un letto molto alto, librerie ai lati di una delle finestre, una poltrona anni 50 e l’armadio. Le pareti sono grigio chiarissimo, il soffitto bianco.
Ovviamente da poco si è aggiunto il lettino di Lorenzo, che tra un paio di mesi faremo traslocare nella sua stanza.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
La Nikon pesa troppo nella borsa, che di solito è già piena di suo, anche se c’è di peggio, tipo le medio formato.
Stessa cosa le Polaroid.
Invece l’Olympus è leggera e discreta la porti ovunque senza stress.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
I Tenenbaum, di Wes Anderson.
The Great Paper Caper, di Oliver Jeffers.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Questo ragazzo qui: Pierluigi Riccio.
Io, per esser certa di non perderlo d’occhio, l’ho sposato.

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