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7am | Claudia Zalla

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Claudia Zalla (qui il suo blog).

Ciao Claudia, quanti anni hai, di dove sei e da quanto scatti foto?
Ciao, ho 26 anni e sono di Treviso ma da poco meno di un mese mi sono trasferita a Milano. La vera passione per la fotografia risale a circa 8 anni fa, quando per i miei 18 mi sono fatta regalare dai miei genitori una Olympus OM-10. So però che la macchina fotografica è un oggetto che mi ha sempre affascinato sin da bambina, ricordo che cercavo sempre di rubare dalle mani di mio padre la sua vecchia Kodak con la custodia di pelle marrone. Ho un ricordo nitidissimo di uno scatto che ho fatto ai miei genitori al mare… avrò avuto 6 anni ed ero felicissima.

La tua attrezzatura?
Ho un sacco di macchine fotografiche a casa, la maggior parte analogiche ma quelle che uso più spesso sono una digitale Nikon D300 che utilizzo per lavoro e una reflex analogica Nikon F-801, decisamente la mia preferita. Ho passato un paio di anni senza praticamente utilizzare la pellicola e la mia passione si era un po’ affievolita. Il ritorno all’analogico è stata decisamente la migliore scelta che potessi fare. Rivivo emozioni che avevo perduto e posso dire che finalmente le mie foto stanno iniziando ad avere quella dimensione intima che ho sempre cercato di cogliere.

Cosa fai quando non fai foto?
Lavoro, ascolto musica, vado a concerti, realizzo degli accessori con i Lego che vendo in un paio di negozi in Italia ma soprattutto adoro costruirmi e aggiustarmi le cose da sola: utilizzare le mie mani per realizzare qualcosa di mio mi sgombra la mente e mi gratifica. E’ la perfetta valvola di sfogo dopo le 8 ore che passo davanti al computer per lavoro.

Descrivimi la tua stanza.
Mi sono appena trasferita ma ho già cercato di crearmi il mio piccolo nido. Bandierine colorate appese al muro (che ho ovviamente realizzato io stessa), un‘illustrazione di Davide Toffolo e una piccola cartolina di legno acquistata ad Amsterdam con scritto “fly, fly away”.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Alle volte un po’ troppo, infatti sto pensando di acquistare una compatta analogica che potrei cosi portare sempre con me. Troppo spesso vedo situazioni che vorrei immortalare e non posso farlo… rosico tantissimo!

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Lost in translation. Per troppo tempo mi sono sentita una bambina sperduta in una città che non sentivo mia, ma ora finalmente qualcosa è cambiato.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Enrico Policardo.

co-fondatore e direttore
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