smart urban stage: opening

Bella, strana serata, quella dell’opening dello smart urban stage.
Fosse per me opening, aperitivi, presentazioni (il 90% degli inviti li abbiamo su Milano)… farei tutto a Roma: i tempi sono più dilatati, in giro c’è poca hipsteria ed il cocktail umano mi sembra sempre più vario.

Strana serata perché continua ad arrivare gente e non si capisce come possa entrarci tutta, ma c’entra.

Strana perché è la prima volta che mi capita di fare un brindisi davanti ad una bicicletta ad aria compressa o di mangiare bocconcini di salmone+lampone (mai provati prima, straordinari) davanti ad una colonia virtuale di batteri che girano ingranaggi come l’asino con la ruota del mulino.

Strana perché credo sia l’unico posto dove mi sia ritrovato a parlare di Dick, pannolini e prosecco nello stesso discorso.
Strana perché ti capita di ascoltare discorsi surreali (quella che segue, dopo il salto, è una ricostruzione semiseria, ma realistica, costruita attorno a frammenti realmente ascoltati).


– ho bevuto poco, troppo poco, prendimi un po’ di vino
– sì ora vado. Hai visto che c’era cosa, lì… l’attrice
– quella che presentava?
– no, pure quella l’ho già vista da qualche parte. No, dico quell’altra, l’attrice. La figlia di…
– non ho capito. Me lo prendi o no il vino?
– sì ora vado. Ma hai capito chi dico io?
– no, t’ho detto che ho bevuto poco.
– ma il piano, adesso, la musica, è un disco? Che è? Un po’ lenta no?
– no, c’è proprio la pianista.
– ah.
– che se avevo bevuto un po’ di più mi mettevo là davanti, mi sedevo e mi rilassavo un po’.
– e che non puoi sederti?
– sì, ma se avevo bevuto un po’ di più…
– ma prenditelo ‘sto vino, no!
– avete visto che è passato il sindaco?
– ah, no, ma era con quell’attrice? La figlia di coso?
– no, quale attrice? C’era il sindaco.
– dove? Vai per caso a prendere da bere?
– di là, vedi quello con la barba come quello del film 300? La dietro. Poi se n’è andato.
– c’è quello di 300?
– no, la barba COME quello di 300.
– ah, ma vai a prendere da bere?
– boh, sì vieni anche te.
– ma quando sei arrivato? Adesso?
– no, ho pure mangiato.
– ma l’hai provata la Smart?
– no ma passo domani. Te l’hai provata?
– sì, è strana. Non sembra di guidare. E’ come nei film di una volta, hai presente? Non guidano davvero ma sembra che guidino ma anche no, perché lo sai che non guidano. Stanno fermi e gli proiettano dietro le immagini che sembra che stanno davvero andando. E’ tipo così. Sembra che non stai guidando. E che ti proiettino dietro la città.
– te hai bevuto però.
– sì, qualche bicchiere l’ho bevuto.
– e io poco. Io, poco.

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Ora, archiviato l’opening, lo smart urban stage vi aspetta fino a 31 luglio: per provare la smart for two electric drive, per vedere i progetti in concorso e dare una sbirciata al futuro prossimo, e per le serate Open Source che coinvolgono alcune tra le più interessanti realtà romane, che per l’occasione organizzano mini-eventi all’interno dello spazio.

Frizzifrizzi ne seguirà due: quello del 4 luglio, curato da The Fooders, e quello del 9 luglio, curato dai nostri amici di Bang Art.
Se siete in zona non perdeteveli.

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È uscito il 13º numero di Pressing Matters, il magazine sulle arti della stampa