La carta è morta. Lunga vita alla carta. E alle fanzines italiane.
Aalphabet, che vi ho già presentato qualche mese fa, ha appena dato alle stampe 3cento34, progetto monografico dedicato alla giovane – e bravissima – fotografa italiana Valeria Cherchi.

Perché 334?
Ce lo spiega Valeria (e intanto guardatevi le foto dopo il salto)

Trecentotrentaquattro sono i giorni dell’anno in cui le case raccontate restano disabitate.
Trecentotrentaquattro parla di case congelate come nell’ultimo giorno in cui sono vissute.
Trecentotrentaquattro sono immagini di stanze disabitate in cui appaiono visioni dell’infanzia scrutate con l’occhio dell’adulto, forse.
Trecentotrentaquattro è destinato a continuare, alla ricerca di frammenti d’infanzia persi fra stanze di parenti.


co-fondatore e direttore
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