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smoke bath

Vicino a casa mia, da bambino, c’era un bosco.
Sembra l’inizio di una fiaba ma è tutto vero. Anche se in realtà non era proprio un bosco ma un mini-bosco. In paese lo chiamavano tutti il boschetto, ma era una specie di quadrato di alberi alti e fittissimi ed intricatissimo sottobosco in mezzo ad un campo di barbabietole, proprio fuori dal cancello di casa mia.

Il boschetto non ha mai avuto una fama maledetta: niente fantasmi (quelli stavano in una casa semi-distrutta poco lontano: si diceva che quando avevano provato a demolirla, il giorno dopo era di nuovo lì), niente tossici (quelli usavano il parchetto sotto le scuole medie e probabilmente la casa-fantasma). Però per me il boschetto un po’ magico lo era. Andavo ad esplorarlo di nascosto, d’estate, insieme alla mia gatta Nerina, che in realtà era bianca, è vissuta più di 20 anni ed era molto comunicativa.
In mezzo alle urla degli uccelli (perché cinguettavano talmente forte che sembrava di essere ad un party) pareva che mi parlasse.

Ecco, Smoke Bath è da prendere con questo spirito.
Si tratta di un libro uscito da poco che raccoglie – su idea del fotografo americano Peter Sutherland, che ne ha curato la pubblicazione – le opere di tantissimi artisti, tra fotografi ed illustratori, accomunate dal tema del campeggio, della natura, dell’esplorazione.
Smoke Bath lo potete acquistare qui.

co-fondatore e direttore

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