Dalla squalo alla nuova DS3: prova su strada Citroën

Quando Simone mi ha girato l’invito ero un filo scettica: mi vedevo già a litigare con i parigini e fare gestacci dal finestrino abbassato. Non sono proprio una delle persone più tranquille alla guida, ma ho pensato che potevo anche provarci!

In aeroporto, giusto prima della partenza, ho cercato di recuperare le mie lacune in campo automobilistico nell’ottica del sempre valido “minimo sforzo, massima resa”. Acquisto una copia di “Auto” e, guarda il caso, a pagina 7 si parla proprio della nuova Citroen DS3, anche se non ci sono molte informazioni.

Una volta arrivata a Parigi, mi organizzo per la presentazione della nuova Citroën DS3 che si terrà la sera presso la Fondazione Cartier. Conosco Erminia e Giuseppe di Nanopress, che diventeranno poi miei compagni d’avventura in questi due giorni (unici blogger insieme a un quarto per questa sessione). In mezzo a giornalisti di settore francesi e italiani, facciamo l’ingresso al piano interrato della struttura che ospita i quattro tettucci delle auto rivisitati da rispettivi artisti, tra cui Andrea Crews con un’unghia/tettuccio gigantesca.

A seguire, la scenografica conferenza stampa. Le due auto parcheggiate ai lati della sala, dietro di loro led luminosi e schermo con luci e suoni perfettamente in sincro. Altro che disco. Comunque, quello che appare subito chiaro è che con la vecchia squalo non ha proprio nulla da spartire, a parte quel minimo richiamo della pinna sulla fiancata laterale, se proprio si vuole cercare una continuità.

Per il resto, la nuova Citroën DS3 ha puntato al design estremo (tutto made in France). Si nota l’accuratezza con cui è stato pensato tutto il veicolo sia nell’insieme (le linee, l’armonia che rappresenta), sia nel dettaglio (il particolare dei cerchioni in pendant con il colore del tettuccio, con la chiave, con il pomello del cambio!). In realtà, come ha detto Baptiste Thomas – responsabile comunicazione Citroën- si tratta di co-design visto che viene data ampia possibilità all’acquirente di poter intervenire nella scelta grazie a un car-configurator che verrà installato nei vari punti vendita.

Finita la presentazione, facciamo un giro tra le auto esposte e dopo cena riesco a fare qualche domanda ad Estelle Rouvrais, product manager. Mi spiega che una delle componenti essenziali di questo progetto è il colore: un nutrito team di esperti ha selezionato sfumature e pattern combinandoli tra loro fino ad ottenere delle palette guida. In questo modo l’utente può declinare i dettagli dell’auto in un totale accordo cromatico, piuttosto che scegliendo colori casuali (combinando disastri).

Il giorno dopo siamo pronti per la guida nella cité. Giuseppe si mette alla guida. Direzione: un paesino in campagna fuori Parigi e una sorpresa. Al nostro arrivo a Bazoches-sur-Goyonne (che sembra un posto di un altro secolo!) scopriamo di essere in un tempio del design degli anni ’60, cioè la Maison Louis Carrè disegnata da Alvar Aalto. Auguri.

Tempo di un caffè e al ritorno mi metto alla guida. Niente da eccepire: è un’auto semplicissima da guidare e, abituata alla ripresa della mia Ypsilon, non posso che bearmi della sua velocità. C’è un ottimo impianto stereo con subwoofer incassato nel bagagliaio, connessione per l’iPod, possibilità di un ingresso usb, navigatore con ampio schermo, diffusore di profumo incorporato e riscaldamento sedili.

L’auto è decisamente accattivante. Tutta l’attenzione per il design, la customizzazione, la facilità della guida la rende un’auto che si potrebbe banalmente definire trendy; non per niente tra i suoi competitor ci sono Mini e Fiat 500. Si pone quindi come un prodotto assolutamente emozionale e coinvolgente.
Ciò che mi ha lasciata un po’ perplessa è la mascherina del radiatore – secondo me troppo grande – nonostante il particolare scintillante dei led laterali – e il navigatore a destra senza alcun rimando sul visore del guidatore. Punti di vista personali a parte, sarà in Italia da marzo 2010 – seguiranno negli anni successivi anche la DS4 e la DS5, prezzo a partire da 14.470€.

Altre storie
Tesori d’archivio: il Pandemic Graphics Archive raccoglie immagini della segnaletica pandemica