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Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #4

Veuve Clicquot Ponsardin Champagne: la vendemmia #4

Ultimo giorno, partiamo con un autobus extralusso in compagnia di una simpatica guida di origini polacche Kasia Canu, che ha studiato a Bologna e pertanto parla perfettamente italiano. Ogni tanto è confortante.
Visitiamo i villaggi di Hautvillers, Ay, Mutigny, Mareuil, Bouzy.

La natura intorno è meravigliosa e le persone nelle vigne la vendemmia la fanno sul serio, con ordine e metodo. Mi godo il panorama progettando insieme a Costas la sua prossima visita in Italia.
Ad Ay incontriamo Pierre Cheval marito dell’energica madame Marie-Paule Cheval Gatinois, erede di Champagne Gatinois.

Champagne Gatinois

Champagne Gatinois – Grand Cru è una piccola e bella casa di champagne poco più che a dimensione familiare, troviamo infatti la signora indaffarata a preparare la cena per gli ospiti presenti alla degustazione serale. L’odore è veramente invitante.

Pierre Cheval, un signore franco e senza fronzoli, è presidente della “Associazione dei paesaggi dello Champagne” che riunisce molte case produttrici (compresa Veuve Clicquot Ponsardin) ed ha il fine di promuovere la candidatura di questa regione (per essere precisi non tutta la regione ma alcune zone bene determinate) a patrimonio dell’Unesco. Compito che il simpatico signore prende molto seriamente, si infervora moltissimo parlando delle attività di promozione che sta svolgendo, dell’importanza che tale dichiarazione potrebbe avere per lo sviluppo dell’enoturismo nella zona.
Ci invita a farci portavoce di questa istanza.

Champagne Gatinois

Champagne Gatinois

Champagne Gatinois

Champagne Gatinois

Champagne Gatinois

Champagne Gatinois

Visitiamo cantine dalle dimensioni lillipuziane rispetto a quelle a cui ci hanno abituati quelli di Veuve Clicquot e troviamo gli operai al lavoro nella delicata operazione del dégorgement – in italiano, letteralmente, sboccatura – delle bottiglie.

Champagne Gatinois

Preparano quelle che saranno sulle tavole di pochi fortunati a Natale (pochi perché la produzione è di sole 70.000 bottiglie l’anno).

Champagne Gatinois

Dopo l’immancabile assaggio (sono le 11,00  ma noi, stoici, non ci facciamo pregare ed iniziamo a bere) del loro champagne ci rendiamo conto che le dimensioni dell’azienda non influenzano la qualità del prodotto. E’ ottimo!
Se vi capita, ve ne consiglio l’assaggio.

A chi si domanda perché le foto che vedete sono molto buone, voglio confessare che non le ho scattate io, ma Costas a cui si era scaricata la batteria della macchina.

Veuve Clicquot

Per pranzo torniamo alla casa di campagna Veuve Clicquot di Verzy, dove ormai ci sentiamo a nostro agio nel vero senso della parola, tanto che ci intrufoliamo in cucina a curiosare. Qui i cuochi stanno preparando un fantastico pranzo, vi ricordo una curiosità: i cuochi della maison scelgono il cibo più adatto ad esaltare lo champagne che si decide di servire agli ospiti.
Satolli saliamo sul bus alla volta di Reims, salutando tutti e dando (un po’ presuntuosamente temo) appuntamento all’anno prossimo.

Veuve Clicquot

A Reims visitiamo l’atelier che si sta occupando del restauro dell’unico ritratto della Veuve Clicquot. Strana donna, si è fatta ritrarre un’unica volta quando era già molto in là con gli anni.
Poi prendiamo il TGV , prima classe è ovvio, alla volta di Parigi per una sorpresa voluta da Yves Carcelle presidente e Ceo di Louis Vuitton.

Continuate a seguirci!

co-fondatrice e caporedattrice

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