Vanity Teen

Proprio ieri ho finito di archiviare le centinaia di magazine in pdf che ho accumulato negli anni e che se ne stavano dispersi negli angoli più remoti del mio hard-disk. Quasi 20 giga di roba che, fossero stati tutti su carta, mi sarebbe dispiaciuto per i troppi alberi sprecati. Per i casi del destino, appena finito di archiviare e in piena pausa sigaretta, mi arriva una mail che mi segnala Vanity Teen, nuova webzine realizzata da giovani fotografi con alle spalle, però, già una certa esperienza nel mondo della moda. E direi che si vede…

Da sfogliare online su Issuu o da scaricare in pdf, Vanity Teen promuove nuovi talenti fotografici, stylists e modelli e modelle che senti eau d’hormone anche al di là dello schermo.

Quanto solitamente sono (gioiosamente) incasinate le fanzine/webzine fatte dai ventenni, altrettanto – al contrario – è studiata e minimal-chic Vanity Teen. Niente di male, sia chiaro. Trovarne di riviste online giovani ed indipendenti con servizi di moda che non sembrino scattati nel salone del parrucchiere sotto casa!
Manca magari quel poco di sregolatezza caciarona ed un po’ punk che avrebbe dato un po’ di vita all’insieme (non riesco mai a togliermi dalla testa le webzines russe e quell’equilibrio perfetto che c’è tra il non avere idea di cosa si sta facendo ed il divertirsi un mondo a farlo).

co-fondatore e direttore
Mostra Commenti (2)
  1. Ciao Simone, sempre molto interessanti le tue segnalazioni, ma questa sinceramente mi sgomenta. Bella la grafica, ma le foto…non lo so… i modelli troppo giovani le ragazze troppo magre… non lo so…se è per un pubblio “giovane” non manda un bel segnale, e se è per un pubblico adulto? forse mi pongo troppe domande. forse sono solo troppo vecchia per capire

  2. Che i modelli siano molto giovani nessun dubbio. Ma credo facciano parte del “giro”degli editori del magazine, anche loro giovanissimi.
    In quanto alla magrezza eccessiva, sono il primo ad esser contrario al modello-anoressia ma in questo caso non mi sembra ci siano esempi troppo eclatanti. Certo, fossero tutte un po’ più “tonde”, sulle passerelle e sui magazines, di sicuro sarebbe meglio (non solo per l’esempio che mandano ma soprattutto perché se in questo mondo regna sovrano “l’occhio che vuole la sua parte” allora che ce la diano questa parte e non un semplice fantasma…).
    Infine, a chi è rivolto questo magazine? Credo ai più giovani, ma anche agli addetti ai lavori, per farsi notare e farsi strada nell’editoria fashion.

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