Frizzi-gift: due felpe Tolky Monkys

Frizzi-gift: due felpe Tolky Monkys

Preparatevi ad un assalto di colorati personaggi, ciascuno con la sua strampalata storia da raccontare: il, o meglio i Frizzi-gift della settimana sono offerti da Tolky Monkys, brand streetwear di base a Madrid di cui abbiamo già avuto modo di parlare in passato.

In palio ci sono due felpe, che due di voi potranno scegliere tra queste.
Per partecipare dovete inventarvi una storia per uno tra questi personaggi, o meglio creare un seguito per quelle che già trovate raccontate per ciascuno di loro (in italiano o in inglese, come vi pare).
Complicato? Non credo: avete dimostrato più volte di avere fantasia e sicuramente riuscirete ad impressionarci, divertirci o intenerirci anche stavolta.

Venerdì prossimo, come ormai vuole la tradizione, comunicheremo i nomi dei vincitori.
Il contest è chiuso!

co-fondatore e direttore
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  1. ….dopo aver visto pacman, Hikiko cominciò a strisciare via con tutte le sue forze, non avendo le gambe era difficile fuggire da quella palla gialla munita di bocca, che trangugiava tutto al suo passaggio.
    Arrivò al centro delle palline bianche e vide una casetta, si affrettò a bussare prima che la palla gialla lo raggiungesse per divorarlo, e gli aprì un piccolo fantasmino color rosa, che lo fece entrare….
    Hikiko era molto spaventato, e gli raccontò di essere inseguito da Pacman, alchè il fantasmino sussultò, cominciò a diventare rosso dalla rabbia e subito fece 2 o 3 telefonate parlando con un tono a metà fra l’arrabbiato e il timoroso….
    Dopo poco si presentarono a casa del fantasmino rosa, altri 3 fantasmini, uno color blu mare, uno color verde smeraldo, e l’ultimo color rosso fuoco….
    Gli spiegarono che erano tantissimi anni che davano la caccia a quella maledetta palla gialla, ma senza successo, e ora che si trovarono Hikiko di fronte, gli era venuto in mente un piano per ucciderlo definitivamente.
    Parlarono tutta la notte del piano.
    La mattina seguente Hikiko sembrava cambiato, sicuro di se come non lo era mai stato uscì di casa e comincio’ ad urlare a squarciagola:”DOVE SEI MALEDETTA PALLA GIALLA?” “VIENI A PRENDERMI!”.
    In un battibaleno ecco che dinanzi a lui si presentò la palla, che correva ad una velocità forsennata verso Hikiko, lasciando dietro di lei, una grossa nuvola di fumo, manco fosse una Dune Buggy ad un rally….
    Arrivata quasi addosso ad Hikiko con le fauci spalancate e grondanti di saliva, lui rimase immobile fino a quando avuta la palla a tiro si sfilò il cappello, dal quale uscirono i 4 fantasmini armati fino ai denti, che saltarono addosso a Pacman sventrandolo e riducendolo ad una poltiglia gialla….
    Da Allora Hikiko e i fanstasmini divennero ottimi amici, e ancora ora, vanno in giro in cerca di nuove avventure…

  2. E’ da poco che vi seguo ma il vostro sito mi piace davvero tanto, in più questa cosa dei concorsi settimanali è davvero un’idea carina!
    Prendendo spunto dalla stampa che mi è piaciuta di più, quella del mimo con Pacman, ho scritto questa “storiella” (forse mi sono lasciato prendere la mano…scusate la lunghezza!) sperando di essere uno dei fortunati vincitori!!

    Hikiko VS Pacman

    Ormai erano ore e ore che Hikiko, il piccolo mimo, se ne stava rintanato nella sua stanzetta, lo sguardo completamente assente e la testolina che, senza controllo, oscillava con frenesia a ritmo di quel motivetto ipnotico.
    Aveva appena iniziato il novantesimo livello di Pacman, il suo gioco preferito, e si stava apprestando a battere ogni record mai raggiunto prima quando improvvisamente un pallino bianco attirò la sua attenzione. Ma…cosa ci faceva quel cosino sospeso a mezz’aria fuori dallo schermo?
    Incuriosito lo fissò attentamente e, con sua grande meraviglia, accanto ne apparve un altro…e un altro ancora…e in men che non si dica Hikiko si ritrovò circondato da una moltitudine di pallini tutti ben allineati. Preso alla sprovvista iniziò a ragionare. Cosa stava succedendo? Che fosse quello l’ultimo livello? Quello che, una volta vinto, l’avrebbe incoronato re dei giocatori di videogames? Un’occazione così non sarebbe più capitata!
    Con le mani un po’ tremati dall’emozione il piccolo mimo diresse il suo eroe dritto dritto verso il bordo dello schermo e una volta raggiuntolo…ecco il miracolo!! Pacman fluttuava per la sua cameretta, divorando uno dopo l’altro tutti i pallini sparsi per la stanza.
    La gioia di Hikiko ormai era incalcolabile, anche se una cosa lo lasciava un po’ perplesso: da quando Pacman era uscito dallo schermo non sembrava più seguire i suoi comandi. “Poco male” pensò Hikiko “l’impostante è che non si faccia mangiare da quegli odiosi fantasmini!”.
    Pacman infatti non era il solo ad essere uscito dallo schermo visto che anche i fantasmi si stavano sparpagliando per la camera. Stranamente però gli odiati esserini non sembravano intenzionati a seguire la loro preda come al solito ma, con grande meraviglia di Hikiko, andavano a nascondersi tremanti negli angoli più nascosti della stanzetta.
    Il piccolo mimo iniziava ad avere le idee un po’ confuse; cosa stava succedendo? Si voltò verso Pacman, come sperando di ricevere chiarimenti, ma una visione spaventosa gli fece raggelare il sangue. Quel simpatico esserino giallo che fino a pochi minuti prima scorrazzava all’interno del suo computer ora era diventato una cosa gigantesca che ad ogni pallino divorato sembrava crescere sempre di più!
    Preso dal panico Hikiko restò seduto sulla propria sedia, incapace di muoversi, mentre Pacman stanava uno ad uno i fantasmini dai loro nascondigli e li divorava senza pietà.
    Inghiottito anche l’ultimo fantasma, Pacman ormai era cresciuto fino ad arrivare a toccare il soffitto ed ora si guardava attorno in cerca della prossima preda. Fu allora che il mostro si accorse del piccolo mimo, tutto tremante sulla sua sediolina, e senza un attimo di esitazione si fiondò verso di lui!
    Hikiko urlò più che potè tendendo le mani in avanti nel disperato tentativo di difendersi ma in men che non si dica si ritrovò tra le fauci gialle di quell’essere che era stato suo compagno fidato nei lunghi pomeriggi invernali. D’improvviso piombò il buio.
    Il piccolo mimo, con il visino rigato dalle lacrime, si domandò quanto tempo sarebbe passato prima che i succhi gastrici, ammesso che quel coso ce li avesse, avessero iniziato a scioglierlo! Terrorizzato al solo pensiero Hikiko si rannicchiò stringendosi le gambine al petto e dondolando al ritmo di quel motivetto che, anche se ormai remoto, si riusciva a sentire anche dentro allo stomaco di Pacman.
    Dopo quelli che sembrarono secoli, il piccolo mimo vide apparire improvvisamente difronte a lui una piccola lucina vibrante. Stupito e un po’ confuso dopo tanto buio, Hikiko protese la testolina in avanti per avvicinarsi e vedere meglio e, mentre si avvicinava sempre di più, notò con stupore come la luce si facesse sempre più grande e luminosa e che la melodia, prima sommessa, ora diventasse via via più forte! Che stessero arrivando i famosi succhi gastrici?! Hikiko non lo sapeva, ma decise in un moto di sconosciuto coraggio che se quella doveva essere la sua fine almeno le sarebbe andato incontro a testa alta. Continuò quindi ad allungare il collo mentre luce e musica aumentavano sempre di più fino a quando…SBADABAM! Il piccolo mimo si ritrovò con il volto spiaccicato addosso a qualcosa d’inaspettatamente duro. Intontito tirò indietro la testa e vide, anche se in modo confuso, che la fonte luminosa ora assomigliava molto ad un monitor del computer! Si stropicciò gli occhi con le manine e una volta riaperti si rese conto di trovarsi nella sua stanzetta, ancora seduto al suo posto davanti ad uno schermo dove campeggiava la scritta GAME OVER!
    Hikiko non poteva crederci…era stato un sogno? Eppure sembrava tutto così reale! Ancora incredulo guardò fuori dalla finestrella; un sole straordinariamente luminoso irradiava il paesaggio ricoperto di neve soffice. Il piccolo mimo chiuse il computer, infilò sciarpa e guanti e uscì di casa. Un amico con cui fare un bel pupazzo di neve l’avrebbe sicuramente trovato.

  3. PULPILLOS HORDE

    I’m floating into the sea,go up and down from the air to the sand….sometimes I jump to see the sun near to me..I am Lola the dolphin,I’m a beautiful dolphin, and I’m going to my frined’s house.He is a friendly octopus,called “Three” because he has only three tentacles instead of four…Oh!The other tentacle…don’t remember me please!Oh God!He has lost his tentacle because he has fight so hard for save me!!Last week I was floating like today, and I have been capture by a net, not a human net…a octopus net!!Aggressive octopus, with his friends, starts to bite me!!I don’t know why but I was loosing blood and I was scared and…oh!Only Three saves me…He has started to fight hard and hard..and finally he ha defeated the other octopus but he had lost the tentacle!!I’m grateful to him and I don’t how thanks him!Perhaps,for Christmas, I will give him a present:a protesis for his lost tentacle!I think that he will like it…Do you think too?

    Scusate l’inglese,spero non sia così pessimo:P

  4. Ariane era da sola. Merluzzo (così i chiamava il suo piccolo amico tonno) l’aveva abbandonata per seguire, sbavando, le due pesciolone rosse che erano arrivate da poco in città. Ariane si sentì triste, per l’ennesima volta, ma in realtà si stava abituando all’idea della solitudine: in fondo perchè diamine Merluzzo doveva lasciarsi sfuggire quei due bocconcini?Per lei?! Ma dai…L’unica cosa che le faceva male era il pensiero di quella diabolica mente che ha creato un essere con le tette e la coda , e con le squame che puzzano di platessa.E in più lei era pure stonata.
    Era sempre più convinta di non riuscire a tenersi gli amici per questa sua strana natura,eppure era simpatica e spiritosa… Ma era decisa a cambiare le cose: sarebbe diventata la migliore cantrice dei sette mari: tutti sarebbero caduti ai suoi piedi (pardòn, alla sua coda), quelle antipatiche cozze sarebbero morte d’invidia, ma sopratutto Merluzzo e Tartagianni sarebbero tornati ad essere suoi amici.
    Pagò quattromila conchiglie per prendere lezioni di canto dalla più famosa cantante lirica del mondo sottomarino, Maria Kalamara, ma non servì a nulla. Si rivolse al rockettaro Ozzy Cozzy, e i risultati fuono pessimi. Provò col pop, frequentando per un pò di tempo quella trota di Kristy, ma ancora una volta il suo sogno sfumò. E che cavolo..Cos’altro poteva far tornare da lei i suoi amici? Una festa a tema hawaiano? Alcol? regali lussuosi?
    Molto più semplice…. un acuto dei suoi, potenti e terribili, li raggiunse, facendoli sorridere come non accadeva loro da tempo. Loro capirono immadiatamente quanto grande era la sua mancanza.

  5. la storia che ho inventato riguarda la piccola lucia…
    premetto che questa bimba ricorda molto mia sorellina, carina carina, che quando ti sorride non sai proprio dirle di no!
    anche se è molto meno tremeda del personaggio descritto..
    cmq torniamo alla storia..
    lucia dopo che ebbe ottenuto quel che voleva sentìdentro di sè un’irrefrenabile voglia di scatenarsi, una scarica di adrenalina così forte da non riuscire a stare ferma.
    accese il suo piccolo stereo Bontempi e sulle note di High School Musical cominciò a danzare e danzare, piroette, salti, mossette rubate alle veline in tv.
    era una furia, il tappeto di agatha ruiz de la prada che la zia le aveva regalato per il suo compleanno non sopportava più il movimento scatenato delle sue
    piccole crocs fucsia, tanto che cominciò a fumare, e dopo il fumo vennero le fiamme, ma lucia non riusciava a fermarsi.
    i fantasmi che le avevano ridato la vita una volta e che ormai, come tutti d’altronde, pendavano dalle sue labbra si guardavano spaventati e allo stesso tempo meravigliati per tutta l’energia che una bambina così piccola emanava.
    lucia non sembrava accorgersi nè del fumo nè delle fiamme, lei ballava inesorabile canticchiando il motivetto pop: “what time is it?”, fino a che un certo punto il pavimento si ruppe e lei finì nel salotto dove la madre conservava un innumerevole numero di soprammobili swaroski.
    a contatto con il calore delle scarpette di lucia gli oggettini cominciarono esplodere, il cristallo avvolse la piccola figura di lucia che si trasformò così una graziosa bambina di vetro.
    il suo sguardo ancora così carino e dolce non è più accompagnato dal temperamento agitato della piccola monella, lucia è diventata così fragile da non potersi più scatenare come un tempo…
    i capricci di lucia son finiti così, i fantasmini, i suoi genitori, e tutte le persone che in quei pochi, e già troppi anni, l’avevano sopportata fecero una festa a base di tartufo, caviale e Dom Perignon, e sulle note di YMCA per una volta si scatenarono loro, sotto gli occhioni dolci e tremendi della piccola lucia!

  6. e comunque alla fine poi, otto, l’octopus sushiaro, ha deciso che forse s’era stancato di darsi in pasto agli altri alché che dice? pensò bene che forse il sushi era più conveniente farlo con gli avventori del suo sushi bar e li ammazzò tutti. and they lived happily ever after.

  7. MANOLO, era l’essere più fantastico pur essendo così poco affascinante. Era possente, era intelligente con quella sua grossa capoccia. Non poteva parlare ma lui trasmetteva tutto il suo essere nel costruire con le sue fantastiche mani… la sua creatività era tale che era conosciuto in tutto il mondo… perchè lui, lui era Manolo, Manolo Blahnik!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! si laureò all’Università di Ginevra in letteratura nel 1965 e successivamente proseguì con studi artistici a Parigi si trasferì a Londra nel 1970 e aprì il suo primo negozio nel 1973 acquistandone uno già esistente chiamato Zapata nel Chelsea.
    Le sue scarpe le indossavano le celebrità più famose al mondo, e solo grazie a lui le donne si sentivano vere donne!!!!!!!! Grazie Manolo. :D

  8. le avventure di Black Angel, the Hell Guardian

    Black Angel si stava godendo le sue meritate vacanze in uno dei posti più freddi dell’inferno
    lo “ski hell” la stazione sciistica del diavolo, quando un’anima sua assistente gli disse :
    – c’è un problema da risolvere devi tornare a lavoro, due umani sono entrati nell’inferno-
    erano passati molti anni dall’ultima volta che un umano è sceso all’inferno, ma questa volta
    sarà diverso, nessuno tornerà sulla terra per scrivere un libro.
    black angel prese la sua mongolfiera e si recò all’entrata dell’inferno dove c’erano gli umani.
    quando arrivò vide due ragazzi che fissavano la scritta “HELL” sulla collina dell’inferno come
    se già la conoscessero. arrivato a distanza di tiro inizio a lanciare sui due umani le sue bombe
    teschio, dopo pochi colpi i due umani morirono
    il diavolo per complimentari dell’ottimo lavoro svolto organizzò una festa in suo onore dove
    erano state invitate tutte le anime dell’inferno anche i due ragazzi.

    riposto perchè una parte non si legge

  9. mi è piaciuta fin da subito la storia di Dragono,il drago innamorato. E qui di seguito ecco il mio proseguimento. Volevo solo aggiungere che mi sono ispirata alla prima felpa che proponete come scelta per il vincitore,quella nera dai disegni rossi e arancioni e che la “creatura umana femmina con indosso una felpa” ovviamente rappresenta me nella speranza di vincere proprio quella felpa. Detto ciò,buona lettura e spero vi piaccia :)
    “Dragona and Dragono were born at the same time and in neighboring nests. From that very moment their destiny was sealed. Dragono fell instantly and madly in love, and tries to impress her by creating pictures with his flame, one of the legendary dragons’ many forgotten skills. The problem is that Dragono is still quite young, and truth be told, his drawings are not all that great, which doesn’t help at all in his attempts to impress Dragona.”

    E così i giorni passavano e il cuore tormentato di Dragono non si dava pace, non batteva che per lei, la creatura dei suoi sogni, che sembrava non degnarlo neanche di uno sguardo.
    Giorni lenti e grigi, scanditi dalla dolorosa consapevolezza di non riuscire a creare disegni che evocassero sentimenti profondi e primordiali, sentimenti reali ma al tempo stesso eterei, capaci di sorvolare sul mondo e sul tempo per imprimersi nel luogo degli innamorati dove tutto perde di significato senza la propria metà.
    Sempre più triste per la sua situazione, un giorno Dragono decise che era ora di partire per un viaggio spirituale alla ricerca di se stesso per comprendere quale fosse il reale motivo della sua mancanza di ispirazione e di capacità per conquistare la sua amata.
    Vagò per tutti i continenti, conobbe i grandi saggi che vivevano tra la gente, gli eremiti che allontanandosi da tutto meditavano sui temi più profondi dell’essere, i bambini più puri e innocenti, i popoli che si accontentano di vivere con pochi benesseri ma con grandi ricchezze nel cuore, mille altre persone e luoghi affascinanti e meravigliosi.
    Ma lui non cercava la copia di qualcosa che già esisteva per i suoi disegni con il fuoco, lui voleva qualcosa di nuovo, di ricercato, di una bellezza semplice ma che al tempo stesso togliesse il fiato, proprio come quella di Dragona.
    E fu così che un freddo giorno di dicembre si trovò a passare su di una penisola dalle antiche origini, una penisola con così tante cose da mostrare al mondo da non riuscire forse a valorizzarsi del tutto, proprio come il cuore del nostro drago.
    Sorvolando il cielo di una città del nord-ovest, ai piedi di innevate vette e valli incantate, Dragone scorse una creatura umana femmina con indosso una felpa dai colori vivaci, dove disegni dal tratto infantile andavano a rappresentare qualcosa di altamente simbolico e diverso da ogni altro capo indossato da altre creature che aveva incontrato sul suo percorso.
    E gli fu tutto chiaro, tutto quanto, come un arcobaleno arriva dopo la tempesta per portare gioia.
    Tornò al suo luogo, quel luogo che poteva chiamare casa, dove svolazzava tranquilla la sua Dragona.
    L’avvicinò e le disse che doveva mostrarle una cosa.
    Prese fiato, sentì ribollire dentro di sé il fuoco dei draghi e l’ardore del suoi sentimenti e quando aprì la bocca ne uscì un Cuore fatto di fiamme.
    In quel momento, Dragona capì come, attraverso un semplice simbolo universale, quel giovane provasse per lei qualcosa di inesprimibile a parole, qualcosa che arde solo per lei e che viene dal profondo.
    Qualcosa che ognuno cerca intorno a sé ma che la maggior parte delle volte è dentro noi stessi.
    E da quel giorno, durante le giornate con il cielo pieno di candide ed enormi nuvole bianche, se osservate attentamente potete scorgere due sagome di drago che si rincorrono, che giocano e che volano, il tutto sempre in coppia, per l’eternità.

  10. 09.12.2030

    Ebbene si quando mia nonna da piccolo mi diceva ke si stava meglio quando si stava peggio io non le volevo credere….una sera mentre cercava di farmi addormentare x poter guardare alla tv l’ennesima puntata di sentieri mi racconto una favola ke oggi voglio raccontare a voi baldi giovani di frizzifrizzi….grosso modo era cosi…

    Cera una volta in giappone….un ragazzo polipo di nome OTTO ke aveva iniziato a lavorare all’interno di un sushi bar, aveva iniziato i suoi anni di praticantato all’interno del piccolo baretto ke faceva angolo tra corso sampei e largo kaoripokopoko…Assieme al suo titolare il maestro Sensei del Sushi apprese tutti i piu meticolosi trucchi del mestiere per imparare a preparare un buon sushi nel minor tempo possibile…
    gli anni passarono….
    il sushi era sempre piu buono…
    i clienti erano sempre di piu….
    ma una piaga colpi il mondo della ristorazione…
    a fianco del piccolo ma ormai molto glamour e molto luogo di culto sushi bar, si insedio il primo mac donald gestito da 2 tacchini d’america, molto piu grande e sfarzoso in grado di offrire cibo di scadente qualita ma a prezzi davvero competitivi.
    nonostante cio il sushi bar tirava piu di un carro di buoi…e i titolari del mac donald, decisero di ingaggiare alcuni polli cecchini cinesi da 4 soldi per fare un attentato al maestro sensei…
    stipulati gli accordi i cecchini entarono al sushi bar ed ordinarono una pizza…
    alke il maestro sensei kapi’ subito ke c’era qualcosa ke non andava e appena spiego ai presunti clienti ke li si serviva solo sushi uno dei cecchini tiro’ fuori la sua pistola e crivellò il corpo del povero maestro sensei kon piu di 50 colpi….
    fatto lo sporco lavoro i polli si recarono al mac donald x riscuotere la paga ma i takkini gli tesero un’agguato e li fecero cadere in una pentola bollente piena d’olio , li fecero fritti ed invenatrono le crocchette di pollo uno dei prodotti kulto di mac donald.
    Il povero otto rimasto miracolosamente vivo perche al momento dell’attentato era a fare la spesa quando trovo il povero maestro steso sul pavimento esanime…

    la sua testa si riempi di domande…nn sapeva piu cosa fare…decise quindi di sparire dalla zona e ando in spagna ad aprire un altro sushi bar…

    partito kon un chiosco vicino al porto ke offriva solo sushi d’asporto nel giro di pokissimo tempo riusci ad aprire un bar davvero raffinato ” l’HARAKIRI SUSHI BAR” in grado di servire piu di 100 clienti a sedere, e piu di 20 al banco.
    Ma una nuova disavventura era dietro l’angolo…la crisi economica ke colpi l’intero mondo nel 2008…..
    gli aumenti del greggio e delle materie prime costrinsero il povero polipo ad un taglio netto del personale….
    nonostante cio le spese superavano lo stesso le entrate…
    il povero OTTO rimase da solo a gestire la sua attivita…
    i soldi erano finiti..ed allora ebbe un lampo di genio…decise di servire i suoi tentacoli nel sushi x poter risparmiare e mettere da parte alcuni soldi…
    preparo subito una decina di porzioni…
    ma quando termino l’ultima si rese conto ke stava morendo dissanguato….
    una cliente notò ke il polipo era in fin di vita e chiamo dei volontari della croce rossa…
    i quali accertarono lo stato di morte tentacolare del polipo e con i poki soldi del fondo cassa celebrarono il suo mesto funerale…

    non per forza le favole devono finire bene…
    non per forza devono vivere tutti felici e contenti…
    il nostro polipo è morto incazzato…
    kome tante delle vittime ke ogni giorno muoiono sul luogo di lavoro…
    meditate gente…buona lettura….

  11. Fluttua nell’aria un gomitolo di polvere che però è un gomitolo speciale: trattasi del sistema planetario Tok Globule B335 nel quale scopro esistere un pianeta, non tanto grande, diciamo di medie dimensioni rispetto a tutto il resto, sul quale vivono dei piccoli esserini che potremmo definire forme di vita intelligente.
    Il nome del pianeta è Erestimodon e gli abitanti sono gli Erestimodoniani, i quali vivono, lavorano, mangiano, dormono e conducono le loro vite durante il tempo che non è proprio scandito come il nostro ma un po’ ci assomiglia.
    Trovo interessante approfondire quest’ultimo aspetto della loro cultura e, per compiere quest’operazione, userò il metodo dell’analogia cosicchè comparerò la nostra alla loro cultura, ok? Ottimo.
    Come tutti sapete, noi abbiamo le Settimane…
    le Settimane sono composte da 7 giorni: lunedì, martedì , mercoledì, giovedì, venerdi, sabato, domenica e ogni volta che arriva il sabato siamo tutti più felici mentre ogni volta che arriva la domenica iniziamo a lamentarci.
    Le classiche frasi che si possono sentire sulla Terra sono: il venerdì:” Finalmente domani è sabato!”, Il sabato:” Finalmente è arrivato sabato!”, la domenica:” Cavolo è già domenica”, lunedì:”Uffi, il lunedì, cheppalle!”, il martedì non si dice nulla, il mercoledì:”Ah! Metà Settimana!”, il giovedì:”Dai che domani è già venerdì” e così continua il circolo vizioso…
    Sono capace di passare intere settimane di seguito ripetendo ogni giorno la stessa adeguatissima frase… così come conosco altre persone che lo fanno, ma questa è un’altra storia.
    Senza perdere il filo del discorso parto con l’analogia riferita ai giorni della “Settimana” di Erestimodon.
    Infatti le loro usanze sono più che interessanti.
    Il nome della loro “Settimana” è indicativo: Trimana.
    I più svegli di voi avranno già capito come funziona, ma lo spiego lo stesso perchè ho voglia di raccontarlo.
    La Trimana, a differenza della Settimana, è composta da soli 3 giorni. Lunedì, sabato e domenica.
    fin qui sembra una figata, però, stranamente, anche da loro i giorni hanno quelle frasi tipiche che sentiamo sulla Terra e di cui parlavo prima.
    Di sabato dicono:”Finalmente è sabato!”, di domenica:”Cavolo è già domenica!” e di lunedì:”Uffi il lunedì, che do’ maroni!” ed ancora una volta il cerchio della Trimana si chiude fino a completare l’anno, il quale è composto sempre da 365 giorni (poi dipende dall’anno, se bisestile o meno) solo che ha molte più trimane… capito?
    Se ci riflettiamo bene, ci sono cose che ci rendono molto simili ed altre che ci rendono diversi…
    e se ci pensiamo ancora meglio scopriamo che, per logica, noi esseri umani terrestri siamo addirittura meno lamentosi dei Sovertiani.
    Come “Perchè?” ???
    Perchè alla fine noi, poveri sfigati, abbiamo sette giorni e sì, ci lamentiamo, però sono sempre sette lunghissimi e devastanti giorni quindi, in un certo senso, siamo giustificati!
    Invece i nostri cari amici di analogia (gli Erestimodoniani!) hanno 3 giorni a “settimana” e si lamentano lo stesso.
    Se consideriamo una Settimana/Trimana come un modulo, ci accorgiamo che noi terrestri lavoriamo, di media, cinque giorni a modulo mentre gli Erestimodoniani uno solo a modulo!
    Questo significa che esiste un popolo che è addirtittura più lamentoso di noi, che siamo tutti così bravi a guardare più le cose negative che le positive, e siamo ancora più abili a trovare innovative lamentele per rendere le nostre Settimane più movimentate, mentre il nostro vocabolario di sproloqui cresce sempre più.
    Così, se mai vi verrà lo sconforto e vorrete lamentarvi anche dello stesso fatto che vi lamentate troppo, ricordate: esistono sempre i molto più lamentosi Erestimodoniani del pianeta Erestimodon del sistema planetario Tok Globule B335, che in quel giorno di pura noia mi sono messa ad osservare.
    Ah, ma aspettate un attimo, il mio caro amico suggeritore mi sta ricordando che questa storia me la sono inventata, ciò significa che, ebbene sì, sto per farvi la morale! La volete sentire?
    Facciamo così. Scrivetevela voi!

  12. Hi! Io non ho saputo trattenermi e ho scritto due storie, scegliete voi qual’è la migliore! X3

    UNDIE RACOONS:
    One day, tired of the girl’s bedrooms, where they found just some simple underwear from the market near house, the two racoons decided to look for new underwear experiences, so they left the underwear drawer where they lived in a girl’s house in manhattan. The poor racoons wandered for days searching some new underwear, but they didn’t find anything new and exciting, until when, in a summer afternoon, they saw two young girls talking about something they didn’t understand, but they were sure tehy heard the word “ubderwear”, so they decided to follow the two girls, hoping to find what they were searching.
    The street was very long, so the decided to hide in the bag of one of the two girls, where they covered themselves with a piece of paper and fell asleep.
    When they woke up they heard music and applauses, so hey got out from the bag, and saw the most beautiful show ever: there were lots of beautiful girls walking in underwear with lots of people round them who clapped their hands! “were are we?” asked one of the racoons, then he saw that the paper they used as a blanket had something written on it, they knew how to read because they learnt it by reading underwear’s labels, so they started: “you are invited to Victoria’s Secret fashion show for the 2009’s spring/summer fashion line…”.
    They didn’t understand what that paper was talking about, but they spent the most beautiful hours of their lives!
    After that day they realised that they were real underwear experts, they knew all the styles, the labels, the materials, so, inspired by the fashion show, they decided to start creating their favourite underwear, because they couldn’t find the right one anywhere.
    Today the two racoons are very popular underwear designer, and they’re the happiest racoons in the world, ’cause everyday they can have as much panties, slips and coulottes as they like!

    OTTO
    Otto knew that day would have arrived soon, but he always refused the idea, so when it happened it was a shock for him: there weren’t anymore tentacles!
    Otto was a very good cook, but he hadn’t nothing more to cook, cause the customers ate all of his tentacles, so one day the poor octopus got fired!
    He was alone on the road, he walked thanks to a little crumbling trolley, which he pushed with his tongue.
    So one day, after a cat tried to eat him while he was sleeping in a dead-end street, exausted, he said: “it’s enough for me! I’m an old, lame, unemployed octopus with no more tentacles, I’d rather die than live like this!” so he pushed his trolley for hours ’til he arrived on a high cliff,from where he jumped.
    He was finally happy that all of this sorrow was about to end, and when he heard a big “splash!” he thought “At last, it’s all over”.
    Some minutes after the dive he realised he wasn’t dying, in that moment he remembered: “i’m a fish, i can’t drown!” and he started to cry: “i’m not even able to kill myself!”, and he kept on crying for hours, until he heard a sweet voice saying: “Poor little octopus, i can understand you, i lost my tail years ago, and since then i wander all alone among the oceans, i don’t know what to do, i can’t stand this loneliness anymore!”, he turned his tentacleless head and he saw a stunning beautiful mermaid without the tail who was listening to his crying, her name was Arian, and since he met her he felt that everything wasn’t lost.
    They talked the whole night about their adventures, and understood that they were soulmates, so the half-octopus and the half-mermaid decided to spend the rest of their half-lives toghether, hand half of them lived half-happily half-ever after!

    P.S.
    Quelle felpe sono spettacolari!!! *ç*

    Cià!

    Desperatelyshady
    http://www.samaraswell.splinder.com/

  13. Storia ispirata al personaggio di Beeboy!

    Si era svegliato proprio male Beeboy quel giovedì… Solo a scendere dal letto aveva avuto una crisi di vertigini poi era andato dalla mamma per farsi fare il caffelatte ma non aveva avuto voglia di berlo.
    Non c’erano storie, qualcosa non andava. E della scuola non se ne parlava proprio. Tanto più che l’interrogazione sulle dinamiche del volo gli faceva venire il vomito solo al pensiero. Eppure, in tutto ciò… la solita frenesia. Voglia di uscire, scorrazzare di qua e di là, giocare a nascondino con Zinza la Zanzara, fare i dispetti a quel vecchio brontolone di One il Moscone, fare qualche breve voletto per punzecchiare qualcuno di queli grossi bestioni bipedi che le api “sono tanto brave perchè ci danno il miele” e poi riempiono i prati di fertilizzanti …
    L’unica cosa che Beeboy quella mattina non aveva voglia di fare era andare a spiare la classe di danza delle Coccinelle. Che di solito gli mettevano come dire… una certa vibrazione. No. La sua testa era altrove… Lo sapeva bene dove.
    Così non ne aveva mai viste. Era disposto a giurarlo. Una splendida mora, tutta curve, con le antenne che sembravano fili di seta e gli occhioni che più neri non si poteva. E una cadenza nel parlare così dolce che gli aveva fatto venire le farfalle (quelle smorfiose!) nello stomaco. “Hola” gli aveva detto. E lui aveva capito “vola!”. “E fosse facile volare…” aveva mormorato, ma lei gli si era avvicinata e aveva cominciato a raccontare che veniva da un paese lontano, che in cerca di calore si era spinta sempre più avanti, fino a non riconoscere più la terra sotto i suoi piedi, fino ad arrivare lì…in cerca di cibo e di un posto dove vivere. Che quell’anno era tutto diverso, che il caldo era in posti che prima erano freddi, che lei stava incontrando altri insetti che di solito stavano altrove…che insomma il mondo era impazzito. Beeboy sospettò dei bipedi rosa. ma non disse nulla. Non perchè non avesse voglia di polemizzare, ma perchè totalemente perso negli occhi di Mosquita la Bonita…
    E il pensiero di quegli occhi, quel giovedì mattina, gli fece fare un balzo, che senza più nessuna paura lo portò a volare volare volare, per sempre…

  14. …e Beeboy volo senza sosta fino a raggiungere il central park di new york.Anche lassù i suoi pensieri erano tutti per Mosquita la Bonita,pensava a immensi prati di fiori,loro due…vicini vicini…e sembrava che dlla sua testa uscissero tanti cuoricini finchè si accorse che davvero dei cuoricini uscivano dalla tasta di qualcuno”oh il mondo è impazzito!aveva proprio ragione la mia mosqui!!”così curioso si avvicino’ e notò che non era impazzito tutto il mondo ma erano due Raccoons che gicavano con la biancheria intima di chissà chi e uno di loro aveva una mutandina a cuoricini infilata sulla testa!!!Beeboy non credeva a i suoi occhi….Vladimir ha contagiato anche l’America!Così si allontanò e mentre tornava a casa purtroppo nei suoi pensieri non c’era più la sua adorata Bonita ma l’immagine di Vladi con su il perizoma della Valeriona e credetemi,quel pensiero lo sconvolgeva…
    Nel frattempo i Raccoons, presi sempre più dalla mania dell’intimo,decisero di scappare da ny e attaccati ad una macchina arrivarono misteriosamente fino in Italia,precisamente sotto casa della nostra Valeriona.Ebbene si !volevano tuffarsi nei cassetti della nostra star!!Purtroppo però stanchi dal viaggio decisero di fare un riposino sul marciapiede….Puff!!!al loro risveglio si resero conto che erano stati rapiti….Ed è in quel momento che iniziò la loro vera avventura…

    http://it.youtube.com/watch?v=JLVe1NkQA78&feature=related

  15. undie raccoons
    Ma la vita dei procioni non è facile in una città come New York. L’inquinamento rovinava le loro belle pellicce. Bande di studenti fannulloni che li importunavano tirandogli dietro sassi e hamburger di Mcdonald. I bambini nel parco cercavano sempre di prendelri e gli tiravano la coda. Non si poteva fare i propri bisognini in pace leggendo Vogue, senza che qualcuno venisse a cercare di fargli una foto. Ma i giovani procioni resistevano. Potevano sopportare tutto per avere quelle belle mutandine. E poi la catastrofe. In tutta l’America esplose la moda dei tanga. Neri. In breve tempo divenne impossibile trovare in tutta New York un solo paio di slip, per non parlare dei cuoricini. I poveri procioni non sapevano più che fare. La gioia sembrava sparita dalla loro vita. Si recarono fino al New jersey per trovare un paio di slip. Macchè. Era come se si fossero volatilizzati. Solo e sempre tanga neri. Cercarono allora di consolarsi con un paio di culotte con la faccia di Ozzy Osborne. Ma non fece altro che aggravare la situazione.
    Più passava il tempo e più deboli diventavano i due procioni: erano depressi, tristi e più grigi che mai. Smisero addirittura di mangiare e non facevano più alcuno sforzo per evitare i sassi dei monelli. Un giorno stavano sdraiati ai piedi di un albero svuotati di ogni voglia di vivere. Erano talmente stanchi e deboli che pensarono fosse la fine.
    Chiusero gli occhi pensando di non svegliarsi mai più. Il tempo sembrò fermarsi, poteva essere passato anche un secolo per quanto ne sapevano i procioni. Il più giovane aprì gli occhi e penso subito che quello doveva essere il paradiso. Cuoricini, tanti cuoricini. Slip, tanti slip. Che meraviglia! Però era stano che il paradiso somigliasse così tanto a Central Park. No, quello era proprio Central Park. E quegli slip cuoricinosi avevano una proprietaria. Quest’ultima sembrava molto interessata alla sorte dei due poveri animaletti, così preoccupata da decidere di portarli a casa sua per curarli. Cosa può sognare un procione da slip più di così? Avevano trovato una ragazza che li amava e delle mutande da amare.

  16. Maledizioneee!!!Nn mi sembra corretto lasciare che gl’altri fantastichino su questa triste storia che mi è capitata e soprattutto portarla alla luce!!!!! Sn Ozzy e mi vergogno..cavolo!!!Ero un grande interprete di teatro e canto lirico…il più grande!!
    E’ assurdo che vi prendiate gioco di me insieme a tutti gl’altri!!!Tutto successe un giorno in cui mi esibivo in uno spettacolo cn i miei esercizi di respirazione meditativa e di canto tantrico…una filosofia di vita un piacere dello spirito…il canto era la mia professione da anni;mille le tecniche vocali che avevo appreso!!In quel periodo avendo senza ostacoli superato il passaggio vocale nasale, gutturale ;ed essendomi specializzato nella meditazione e nell’espulsione del suono dal torace e dalla fronte..che rendeva la mia voce angelica cm quella di una gheisha…incominciai a meditare e a concentrare l’energia vocale nei piedi..generatori di ogni virtù!!E’ proprio li che qualcosa deve esser andato storto…la mia voce diventò d’un tratto grunge..era un incubo tutti assistevano alla mia performance allibiti..ma io nn riuscivo a smettere!!!La mia voce bianca era sparita e il mio corpo era come se fosse gestito da un demone!!Incominciai a saltare, buttare qualsiasi oggetto a tiro addosso agli spettatori..incominciai a spogliarmi…ero aggressivo e nessuno riusciva a fermarmi!!Scoprivo nel frattempo questo nuovo me di cui nn potevo liberarmi che eliminò ogni inibizione psichica e fisica!!!Ero in uno stato catartico o quanto meno lo era il mio corpo!!!La massa era inviperita..scioccata, folgorata dal mio cambiamento!!Quel giorno rovinai per sempre la mia reputazione!!!Ero estasiato, adrenalinico!!!Ero completamente nudo!!!Nudo davanti a tutti!!!Urlavo a squarcia gola cantando cs strane e mai appartenute al mio genere!!!All’improvviso l’eccitazione mistica finì e io mi ritrovai inerme davanti alla folla che, passata la paura del folle indemoniato..incominciò a ridere;le risate divennero forti e pungenti!!Volevo sparire…incominciai a correre…ero scioccato!!!Cs mi era successo???Ero diventato un guru del rock ma cavolo che figura di bippppppppp!!!!Da quel giorno cambiò la mia vita…cambiò il mio nome…divenni un’altro!!!La fama mi raggiunse ma senza che nessuno mi associasse al pazzo indemoniato!!Smisi di meditare e capì che quella era la mia strada!!Yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!! :P

  17. L’attesa di Lucia (sotto la neve)
    1.
    Feci una capriola
    tra i batuffoli,
    uscendo di casa.
    Riconobbi la situazione:
    nessuno avrebbe
    scoperto che mi chiamavo
    a quel modo;
    tra tante pagine
    bianche a passeggio, poi…
    Un asmatico nevischio
    di zucchero mi sporcò i baffi.
    Mi sembravano così lontani e lucenti
    quei soldatini bianchi.
    2.
    Ah! Che belle
    macchie di sangue,
    le automobili!
    Ah! Le strade, gli intestini!
    La città è un grande vaso
    di gelato all’amarena.
    Passeggiando tra le arterie,
    ho il cammino affannato,
    e il passo stantuffo.
    3.
    Giunto all’orologio
    di carta,
    rimarrò silenzioso
    ad aspettare
    che gli alberi perdano il pelo,
    pensai.
    Dovrò attendere
    chissà quante altre notti
    di stanco fogliame.
    4.
    Mentre un uccello vola via
    battendo le mani
    soffio il naso,
    rompendo l’aurea rituale
    dell’attesa.
    Troverò, tra le stoffe
    geometriche del fazzoletto,
    alcun attimi di porcellana.
    E una goccia di muco.

  18. Ora bastaaaaaa!!
    Sono stanca, stanca di accendere la tv e vedere che Roberto, il cummenda del grande fratello, ha un nuovo amore.. Esasperata, nel leggere che Valeria Marini è tornata con Cecchi Gori e che Tumiotto (Tumiotto!!! ma chi è!!) sta con l’ex velina… E ora che la mia pazienza è arrivata al limite, voglio svelare a tutti chi è il responsabile dell’amore nel mondo, chi è l’artefice di tante love story che, da qualsiasi prospettiva le si guardino, non hanno un senso; la mente perversa, colui che ha “creato” coppie come Frizzi e Rita Dalla Chiesa, Katia Ricciarelli e Baudo, Albano e la Lecciso!!! (…e non so se rendo l’idea!)
    Ecco, ora che tutti sapete tutto, possiamo alzarci dalla sedia e fare tutti insieme un bell’applauso+Ola a una scimmia… Sì, una scimmia di nome Kupido Monkey, che ha deciso che questo lavoro, a mio avviso molto gratificante (..io ci starei a prendere 5mila euro al mese per lanciare freccette addosso alla gente..) non è, come dire, adatto alla sua persona perchè troppo monotono.
    Così, per vivacizzare un po’ le cose, da diversi anni a questa parte, prima del lavoro, passa dal bar e fà l’aperitivo, chiamiamolo così, con i suoi amici…
    Risultato, 5 Negroni in meno di 20 minuti..
    Dopodiché, bello gonfio, raggiunge il suo posto di lavoro, su un albero, nel centro delle città più importanti, italiane e non, e lancia frecce..
    Ora, secondo voi, dopo 5 negroni, come può un qualsiasi essere vivente con uno straccio di fegato funzionante, combinare qualcosa di buono?
    E poi ci meravigliamo se vediamo passeggiare Wanna Marchi mano nella mano con il suo nuovo boy-friend..
    Kupido Monkey stai all’erta, perchè se ti trovo poi i Negroni li devi prendere come analgesico!

  19. la mia storia sarà breve e concisa…spero vi piaccia…ha per protagonista GOD EYE.

    l’occhio di Dio, un giorno, si rivolse verso un timido ragazzo di nome andrea, mentre costui, dal suo misero portatile, sognava di indossare una superlativa felpa madrilena…e così…siccome Dio vede e provvede…il suo occhio intercedette presso le alte sfere di frizzifrizzi affinchè andrea potesse vincere il frizzigift della settimana…

    beh…il resto della storia la scriverò dopo venerdì… ;) …sarà una storia vera?

  20. la riflessione di Junco:
    Stamattina non mi sveglio.

    Morto. Punto, basta. Non c’è più niente da dire. Quali fottute parole possono venirti a dire? Tu sei morto e morto resti. Solo nel loculo, mente tutti parlano di te, inventando pazzesche storie che raccontano la morte di uno. Uno come tutti. Un cane randagio come chi ha deciso di lasciar perdere lasciandosi perdere. Uno non tutti. Non voi. Niente.
    Punto e basta.
    Basta punti.
    Solo morte.

  21. Black Angel è un simpatico quanto vivace diavolo!
    In origine era un angelo e viveva in paradiso,ma fin da piccolo ha creato problemi con la sua vivacità e con la sua grande passione:il rock’n’roll!!!
    Si perchè lui oltre ad ascoltarlo,strimpellava anche la chitarra elettrica,uno strumento non proprio adatto alla soave atmosfera paradisiaca creata dall’arpa.
    Cosi un giorno Dio,stanco di tale rumore,gli disse:”Cacchio Black,smetti di strimpellare quella chitarra elettrica,non sei mica Slash dei Guns’n’roses,almeno sapessi suonarla..”
    Black Angel,seccato da tale offesa,prese la chitarra,e la spacco in testa a Dio,che lo spedii subito all’inferno.
    Una volta arrivato in quella terra cosi calda,piena di fuoco,si senti finalmente a casa.
    Eh si ce l’aveva fatta,quella era casa sua.
    Ora non aveva più timori a suonare il suo strumento preferito,perchè il palco era l’inferno,e lui la vera rockstar…

  22. Stone Boy chatting

    Fischia il vento, urla la bufera. Scarpe rotte eppur bisogna andar…
    Hei amici! Giratevi per la miseria quando vi saluto! Ahhhh oggi devo girarvi intorno io… volete che vi insegni questa canzone che ho imparato oggi a scuola?
    Eh si siamo arrivati alla seconda guerra mondiale, il Duce è appena stato liberato dalla prigionia sul Gran Sasso. Un vostro parente dite? Non so… forse sì Flint, e magari è anche più carino di te, vi porterò in Abruzzo prima o poi! Quella cicciona della prof ha detto che i partigiani erano gran belle persone e allegre anche, come te Boulder, che picchietti qua e là, come te cantavano spesso. Allora ripetete con me… Fischia il vento, urla la bufera scarpe rotte mah mi state a sentire? Mi fate proprio arrabbiare quando fate così, soprattutto tu Pebbles, sei apatico da quando ti ho detto di fare quello che senti. ‘gnente non è fare qualcosa, è fare niente, non ripetermelo più. Non puoi stare tutto il giorno sul prato e aspettare, aspettare che? Di rotolare via? E no, non sono un rompi sassi, ma prima o poi ti lancio lontano lontano così che nessuno possa più venire a trovarti, dovrai farti dei nuovi sassamici e vorrei sapere come farai standotene là guardando senza parlare, sarai solo come un sasso! Forse dovresti smetterla con questo assoluto pessimismo, forse dovrei smetterla anche io, davvero. Forse dovrei mettermi a parlare delle piante alle piante. Loro sì che stanno bene.
    Ah si Bould? Invece tu vorresti provare a volare? Sai anch’io vorrei volare ma tutt’al più scorreggio e non mi alzo da terra! Ma che ti ridi Flint, è vero, sai che sforzo cercare di librarsi?
    Evidentemente non sei fatto per stare in cielo, certo l’unico modo che hai per svagarti è fantasticare, anche se mi rendo conto che alle volte non riesci a materializzare il disegno che hai in testa, c’avrai come un muro, d’atra parte il muro è fatto di tanti pezzi di sassi come voi Flint, Boulder, Pebbles. Sapete invece di cosa sono fatto io? A scuola mi han detto che son fatto d’acqua ma l’acqua scorre e anche io spesso mi annoio, mentre invece l’acqua scorre, evapora, non si ferma mai. Forse la verità è che la noia è nostra compagna, arricchisce i nostri momenti inutili e gli dà un nome. Vive di niente, e se è vero che noi siamo fatti dell’85% d’acqua allora sapete che penso? Che la noia sia un niente un po’ bagnato. Ah ma a voi l’acqua vi rimbalza? Certo che a volte è difficile farvii capire, siete proprio duri! Ohoh piove! A domani amici. Copritevi bene, buona serata!
    Fischia il vento, urla la bufera. Scarpe rotte eppur bisogna andar…

  23. Signora Morte, a spasso col suo carrello tutto il giorno, una casalinga disperata di Winsteria Lane. Ha avuto un po’ di problemi ultimamente, l’hanno beccata a prendere il Ritalin dei figli per sopportare la sua vita: vedova e madre infelice di tante bocche da sfamare. Un lavoro a contatto col pubblico che alla lunga logora nervi. Povera signora Morte, tutta sola in un Rehab con i figli affidati all’assistente sociale e come vicina di stanza Britney Spears. Cosa ci può essere di peggio, Signora Morte? E tutti noi, esseri umani senza la morte?
    Ecco allora un rumore fuori dalla finestra….cos’è Signora Morte? La finestra si apre e la Morte si affaccia. Tante piccole fiaccole illuminano il prato, una piccola folla si è radunata sotto la finestra, canta inni alla morte, a Signora Morte.
    Signora Morte li guarda, poi si tira il cappuccio sul volto, si ritira nella stanza, la finestra si chiude.
    Una mano scheletrica afferra con sicurezza la falce….dove eravamo rimasti?

  24. Morgan “the alley cat”

    Morgan continuava a essere la creatura dominante ed era ormai famoso per la la sua prepotenza nel ghetto che lo aveva fatto spiritualmente rinascere. Il suo corpo da giocattolo peluche era deteriorato, pieno di toppe fasciature e cuciture mal fatte.
    Non voleva l’aiuto di nessuno… era ormai convinto che anche se avesse provato ad affezionarsi a qualcuno ciò gli avrebbe provocato ulteriore dolore perchè tutti alla fine pensano solo a loro stessi e sicuramente si sarebbero dimenticati di lui.
    Si sparsero le voci sul suo carattere incostante e la sua indole ribelle-vandalistica crebbe a tal punto che dei gruppi mafiosi si interessarono a lui per arruolarlo nel clan: vedevano in lui un potenziale sicario professionista.
    Furono mandati per reclutarlo varie reclute di famiglie mafiose tra cui “le acciughe umide” “I Bradipi Veloci” ***** ****** e *******.
    Ma Morgan li sconfisse tutti senza nemmeno starli ad ascoltare, nessuno nel quartiere poteva batterlo ne tanto meno dei mafiosi da strapazzo come quelli.
    > Queste sue parole fecero il giro del quartiere fino ad arrivare nei quartieri malfamati delle città.
    Un pomeriggio si fermò dall’anziano signore cinese per chiedere (con il solito modo scortese e imperativo) il suo pesce.
    L’anzianotto però non glielo diede ed era la prima volta che non obbediva. Morgan allora si arrabbiò… era nervoso perchè incominciava a non trovare piu’ stimoli di vita e si sfogava con chiunque incontrava nel suo vicolo. Preso dal nervosismo prese una mazza da baseball e la scaglio verso il nonnetto del pesce che con riflessi degni di un campione di ping pong schivò il colpo, sotto gli occhi stupiti di Morgan che era sconcertato.
    Egli infatti non aveva mai mostrato segni di resistenza nei confronti del gatto di peluche… anzi veniva considerato come un nipotino e anche i clienti non lo prendevano sul serio…
    > disse il vecchio cuoco con tono severo ma molto controllato.
    > replicò il gatto arrabbiato staccando un quadro dalla parete del ristorante scagliandolo verso l’impassibile cuoco.
    Ma il nonnetto bloccò prontamente il quadro e con una rapidità impercettibile gli sferrò due calci catapultandolo fuori dall’edificio > al che Morgan chiese >
    >
    Morgan si sentì una nuova forza dentro… e decise di apprendere piu’ che poteva dal vecchio pescivendolo cinese giorno dopo giorno.

  25. Totem
    “Chi ha fatto una puzzetta??!” “Basta non se ne può piùù”
    “Io non sono stato sicuramente”, disse una voce dall’altra parte della classe. Di sicuro non poteva essere stato lui, Totem, il più figo della scuola, quello che non abbassa mai la cresta, con quello sguardo saccente adorava dimostrare quanto fosse intelligente e brillante ad ogni occasione.
    Totem o non Totem, le puzzette in classe diventarono micidiali ogni giorno di più, non mancava giorno o addirittura ora in cui non si levasse un mormorio generale dovuto alla puzza; la colpa ricadeva sempre su Manolo, che alla veneranda età di 45 anni emanava ancora una scia infuocata che tanto infuocata non era più.
    Totem invece non perdeva occasione per far notare la distanza tra lui e la presunta puzza. In realtà era proprio lui il colpevole: il virus imperversava da giorni e aveva colpito anche il più figo della scuola che da tempo accusava forti dolori alla pancia e relative puzze. I giorni seguenti accadeva sempre la medesima storia: puzza, chi ha fatto la puzza, io non l’ho fatta,come sono bello, l’ha fatta Manolo che puzza già di suo.
    Visto che in ogni storia deve esserci una morale, possiamo raccontare che Dio lo punì per la sua sfacciataggine e decise di colorare i fumi puzzosi che uscivano dal suo didietro; un bel giorno, infatti, nel momento in cui disse: “Chissa chi fa una puzza oggi”, uscirono fumi a girandola colorati che lo accerchiarono e svelarono a tutti l’arcano mistero: da allora quando si ricorda Totem, lo si raffigura con la faccia saccente e i fumi colorati che lo circondano.
    Fin
    Morale: Chi la fa l’aspetti
    Morale2: Se qualcuno dice che non ha fatto puzzette, l’ha fatte sicuramente

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