La rivincita delle brave ragazze

La rivincita delle brave ragazze

Su gentile concessione di Giacomo Cosua, pubblico un articolo apparso sull’ultimo numero di Posi+Tive Magazine, webzine in pdf molto promettente dedicata ad arte, moda, reportage, racconti ed opinioni.
L’articolo è di Valentina Aversano, abiti e foto di Liebemarlene Vintage.

Al liceo eravamo quelle sedute nella fila centrale. Portavamo la coda di cavallo e nutrivamo una passione sfrenata per il lato romantico di Beverly Hills 90210. Alle feste osservavamo con orrore i facili successi delle nostre coetanee che facevano della gatta morta in minigonna uno stile di vita, con la differenza che loro rientravano a casa sempre con il trucco sfatto e i postumi di una sbronza e noi conservavamo intatto il lucidalabbra al sapore di pesca.

Non abbiamo mai avuto un piercing né un tatuaggio e, se abbiamo iniziato a fumare, lo abbiamo fatto esclusivamente in onore delle grandi dive del passato, esercitandoci con ostinazione ad imitare la postura elegante di Marlene Dietrich e socie fino a raggiungere la perfezione. Siamo state sempre accusate di risultare perfettine ai limiti della noia, ma finalmente è arrivato il nostro momento. Se le nostre coetanee indossano ancora scarpe a punta e perizomi da cubiste di periferia che spuntano inevitabilmente dai jeans dalla vita sempre troppo bassa, noi esultiamo silenziosamente osservando le passerelle delle ultime sfilate che ripropongono un look minimalista e tremendamente chic ispirato al fascino senza tempo di Audrey Hepburn e Brigitte Bardot. Il nostro look, finalmente.

Pezzi basic dai colori neutri riscaldati da piccoli tocchi di colore declinati con delicatezza in un unico dettaglio; tessuti leggeri e impalpabili, skinny jeans rigorosamente blu abbinati a t-shirt bianche e cardigan bon ton, ballerine ultrapiatte e borse di morbida pelle ma mai di vernice. Per le grandi occasioni, abitini vintage e gioielli discreti ereditati dalle nonne; nel nostro guardaroba non mancherà mai un trench, qualcosa di bianco e un foulard da annodare tra i capelli. Saremo sorridenti ma educatamente snob e non sfoggeremo french manicure né carnagioni bruciacchiate da fanatiche del lettino solare; soprattutto, esibiremo una femminilità elegante senza mai correre il rischio di apparire volgari.

Aiutate dal fedele rossetto rosso, sapremo sedurre con classe aspiranti sosia di Paul MacCartney da giovane, appoggiate ad una Lambretta pastello. Sorseggiando Martini bianco sullo sfondo di un tramonto technicolor, lasceremo con sollievo i tronisti superpalestrati alle amiche munite di Pinko Bag.

Valentina Aversano

co-fondatore e direttore
  1. …ed io che ho sempre pensato che le gatte morte fossero proprio queste ultime che descrivi ed in cui dici di riconoscerti :) Le bon ton, le Borbonese come le definiscono due miei amici…
    a ben vedere però, lo penso ancora, non mi hai convinta!

  2. Parlate di femminilità, guardate bene, la foto a destra, è uno scheletro vestito, per fortuna alcuni stati stanno perseguendo questi prodotti di moda assassina.

  3. Ok, ma date da mangiare a quella povera modella ché le stanno alrghi anche i fuseaux. Che orrore.
    Frizzifrizziii perché non scrivete qualcosa al riguardo? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione riguardo la moda e l’anoressia. Ho letto il doppio articolo che avete segnalato (I love/hate fashion) e devo dire che non mi ha convinto tantissimo. Soprattutto “I hate fashion” sembrava quasi esclusivamente una “vendetta” contro il collega gay che aveva trattato male la giornalista…
    Che ne dite?

  4. io sono esattamente così, ma a differenza di quello che dice Francesca i ragazzi ti stanno alla larga, siamo troppo “ricercate”, è difficile essere di facile comprensione per tutti

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