Di parate, marionette, spaventapasseri e lavorare insieme: intervista a Ruggero Asnago

Prima di fargli qualche domanda, lasciamo che Ruggero Asnago si presenti da sé (:

«FOMENTATORE DI GIOIE INASPETTATE * 1984 * MILANO * DISEGNATORE NOTTAMBULO * MOSTRI e MOSTRE * PARATE SPORADICHE * DIY * DOMATORE DI OMBRE * IMPASTATORE DI CERAMICHE * INSTALLAZIONI * MANGIATORE DI PIZZA * AMANTE DI DINOSAURI * ORCHESTRATORE DI WORKSHOP * DIFFUSORE DI ENTUSIASMO COLLETTIVO *
Il ruGGGe nasce e cresce in un tedioso paesino della tundra brianzola, tra 106 discoteche e 2 farmacie. Gli piace raccontare storie, disegnarle con le linee o con le parole, preparare tisane e aggiungere spezie ai cibi. Ha un sacco di amici (tra cui il Ventolin) e da grande vorrebbe imparare a fischiare con le dita.
A volte posto cose su FB e quando mi ricordo anche sull’ INSTAGRAMMM.

volantino della PARATA STRAMPALATA! in Triennale, Milano, 2019
(courtesy: Ruggero Asnago)

Tu sei artista e nello stesso tempo organizzatore di eventi, fai arte e la fai fare. Che rapporto c’è tra la tua arte, prodotta da te e quella partecipata, realizzata con gli altri?

Urca, domanda difficile già dall’inizio! [Ride, ndr]
E ci giochiamo subito due paroloni tanto abusati nel linguaggio contemporaneo: “Eventi” e “Arte”.
Penso che “fare arte” al giorno d’oggi sia qualcosa di talmente labile e a tratti indecifrabile… Anzitutto dovremmo definire cosa si intende per “arte” e ognuno ha la sua sensibilità. Io personalmente la intendo come cercare di osservare il reale con occhi nuovi, intraprendendo percorsi che si orientino alla visione collettiva e non individuale.
Arte come pratica non sveicolata dalla realtà che la circonda, che sappia confrontarsi con tematiche sociali e sappia interagire con un pubblico senza essere banale e pop, ma che abbia il coraggio di non richiudersi in una enclave di pacche sulle spalle e vezzi stilistici.

Per quanto riguarda la “mia arte”, beh io principalmente disegno e gioco con le ombre, porto un immaginario MIO e con codici visivi che ho sviluppato negli anni.
Il lavoro che faccio con “l’arte partecipata” è l’opposto, ovvero cerco di condividere le mie visioni, le mie esperienze e il mio sapere manuale e le metto al servizio dei partecipanti dei laboratori. In pratica fungo da strumento per realizzare delle visioni altrui.

A questo punto mi collego alla parola “Eventi”, avendo vissuto 10 anni a Milano (la cosiddetta capitale degli eventi) che tanto amo e odio… Cosa sono gli eventi? Come scegliere tra eventi artistici e quali sono di puro intrattenimento? Cosa fa essere un evento straordinario e cosa è assolutamente ordinario e finalizzato al commerciale? Non basterebbero tutti i pixel di questo monitor per esaurire questo discorso quindi passiamo alla prossima domanda.

PARATA STRAMPALATA! in Triennale, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)
PARATA STRAMPALATA! in Triennale, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)

Quanto sono importanti la fantasia e l’abilità manuale nella costruzione delle tue marionette? E se uno/a ha solo la testa o solo le mani?

Sono importanti tanto quanto la voglia di partecipare e condividere a mani aperte tutto il percorso insieme. Se hai seguito almeno un lab con me, hai visto che non c’è un Ruggge che ti spiega come fare un elaborato e tu lo devi realizzare così. Anzi, spesso mi sono trovato a imparare tecniche e approcci completamente nuovi per la mia visione del lavoro, e questa è appunto la ricetta vincente dei laboratori partecipati: non essere gelosi delle proprie tecniche e dei propri “trucchi”, ma CONDIVIDERE.
A Jesi ho imparato da Carlos, un ragazzo brasiliano, a costruire aquiloni leggerissimi e con pochissimi mezzi, mentre a Milano il mio amico Juan mi/ci ha insegnato come utilizzare al meglio le canne di bamboo per creare forme curve e modellare le marionette.
Scoprire che tra i partecipanti ci sono artigiani espertissimi che non hanno remore a condividere i loro trucchi del mestiere è per me una gioia immensa!
Quindi che tu abbia solo la testa o solo le mani sei il benvenut*.

Quanto contano i bambini nel processo creativo e realizzativo delle tue creature fantastiche?

Direi moltissimo!
Parte sempre tutto da loro, dal dialogo, dal confronto e dalle loro visioni. Anche se i miei laboratori non sono settati solo ed esclusivamente per un pubblico di bambini, mi piace uscire dai recinti generazionali e provare sempre a mischiare le carte in tavola.
I bambini fanno le bozze, i più grandi costruiscono le strutture basandosi sui loro disegni, poi si ritorna alle colorazioni e ai decori coi bambini. Insomma è come una partita di ping pong, un rimbalzo continuo di energie e di sguardi, per un elaborato finale che non si sa mai come e quando sarà finito per davvero [ride, ndr].

PARATA STRAMPALATA! in Triennale, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)
PARATA STRAMPALATA! in Triennale, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)

Dopo la realizzazione delle opere, anche la loro fruizione vuole essere un’occasione di aggregazione: mi pare sia questo lo spirito delle “parate”, in cui le marionette sono portate in giro nel territorio e condivise dalla gente dei quartieri.
Dal 2017 ad oggi, quante ne hai fatte? E dove?

Esatto. Aggregazione, condivisione e partecipazione.
Ripeto, io faccio solo da collante, il resto vien da sé!
Ricevo spesso complimenti su quanto sono bravo a “costruire le parate”, ma io da solo non costruisco proprio nulla, la parata non si fa da soli. NOI siamo bravi non IO! E con NOI ci metto dentro tutti gli amici vecchi e nuovi che mi supportano e sopportano sempre in queste matterìe. (Un ringraziamento speciale va alla cricca dei miei Amicozzy che senza di loro non si fa nulla!)

Ne ho realizzate una ventina a spasso per l’Italia, dalle parate nei paesini sperduti sul cucuzzolo di una montagna fino all’entroterra del profondo sud dello stivale, in estati afose e torride dove non si riusciva neppure a tenere in mano un ghiacciolo, così come in inverni frizzantini dove invece ci si scaldava con il vin brulé.

PARATA STRAMPALATA x SAGRET, Centro Internazionale di Quartiere, Milano, 2022
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)
PARATA STRAMPALATA x SAGRET, Centro Internazionale di Quartiere, Milano, 2022
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)

L’evento — che vuole riappropriarsi dello spazio e del tempo, renderli di nuovo “memorabili” — ha bisogno di ogni forma d’arte: di disegni e sculture e musica e corpi e foto e web. E di arte culinaria, giusto?

Certo, tutto quello che hai elencato è assolutamente necessario, e non smetterò mai di ringraziare tutti coloro che con la loro propensione artistica contribuiscono alla buona riuscita della parata. E sono molto felice che tu abbia considerato anche due fattori che spesso si dimenticano: la PARTECIPAZIONE e il TEMPO.
Spesso sono stato contattato da enti e varie realtà che mi chiedevano una parata da realizzare in un weekend con 2 cicli di laboratori per bambini. Ecco, non funziona così. Il grosso del lavoro è FARE RETE, riuscire a bucare la bolla della comunità, dialogare, ascoltare, percepire dinamiche e poi mettere in contatto varie realtà locali, che insieme formeranno il gruppo spontaneo che darà vita alla parata. Scuole, casefamiglia, Sprar, comunità, nonnine con uncinetti sferruzzanti, mamme che cucinano torte salate per tutti, artigiani solitari, panettieri resistenti, bambini ululanti e chi più ne ha più ne metta!
Ovviamente per fare questo ci vuole TEMPO, per essere accettato, per farsi dare fiducia dalla comunità e alla fine sentirsi parte di un “qualcosa” che si è costruito insieme, giorno per giorno.

Parliamo dei soggetti rappresentati nelle tue opere: mostri, insetti giganti: un modo per esorcizzare la paura? Una forma di inclusività verso il diverso?

LA GRANDE PARATA SVOLAZZANTE, quartiere Isola, Milano, 2017
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)

Le tematiche della Parata hanno quasi sempre un carattere sociale. Coi bimbi ci siamo interrogati spesso su temi quali la paura e sul concetto di diverso. Posso citare due esempi su tutto.
La prima parata che ho mai realizzato è stata DAL CIELO ALLE STRADE – LA GRANDE PARATA SVOLAZZANTE. Il macrotema era appunto la definizione di MIGRANTE, parola che in quel preciso momento storico era sulla bocca di tutti, con un’accezione assai negativa, così abbiamo deciso di affrontarla a modo nostro. In pratica è la storia di uno stormo di uccelli migratori, multietnico e coloratissimo, che lasciò Milano e il bosco di Gioia per andare a svernare altrove, ma quando poi ci tornò, in primavera, scoprì che ahimè il bosco non c’era più e al suo posto era sorto un “bosco” verticale, non più di tutti ma di pochi… Fortunatamente, nel quartiere era appena nato un nuovo spazio verde, completamente autogestito e al di fuori delle regole di mercato e speculazione: ISOLA PEPE VERDE! E allora tutti a far festa, tutti a cantare, tutti a starnazzare! Il quartiere ha di nuovo il suo polmone verde libero e accessibile!

La PARATA DEGLI SPAVENTAPASSERI invece si è svolta tra i monti e le caprette del Masetto, a Geroli, minuscolo paesino in Trentino. Alla mia domanda iniziale «E voi di cosa avete paura?» i bambini della valle che partecipavano ai miei lab non mi hanno risposto come pensavo «I lupi» o il temibile «Krampus» ma mi hanno spiazzato con una semplice parola assai comune che a noi cittadini non fa più né caldo né freddo, ovvero: «LE MACCHINE». Infatti nella valle era in corso un progetto per un’autostrada, la A31, ennesima grande opera (inutile) che avrebbe sventrato la montagna, rovinando il paesaggio e distruggendo per sempre questa oasi di tranquillità e silenzio. Abbiamo deciso così di lavorare su spaventapasseri che fossero in grado di spaventare le macchine e tutti quelli che vorranno cementificare il verde della montagna e, dopo una parata tra lerici e querce, abbiamo deciso di piantare queste nostre creazioni alle porte di Geroli, proprio dove dovrebbero cominciare i lavori per l’autostrada. Spaventapasseri come custodi silenziosi per difendere il territorio e le sue genti.
P.S: dopo qualche mese il comitato della valle ha vinto il ricorso che aveva presentato al tar e i lavori NON SONO MAI INIZIATI! HURRÀ!

PARATA DEGLI INSETTI INFESTANTI, Isola Pepe Verde, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)
PARATA DEGLI INSETTI INFESTANTI, Isola Pepe Verde, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)

I tuoi, però, sono mostri allegri, “strampalati”: tu hai parlato di spirito carnevalesco. Questo vuol dire che vogliono prendere in giro qualcuno?

Non faccio satira politica, né parodia sociale perché non ne sono capace. Mi piace invece realizzare visioni collettive che siano in linea coi tempi che ci circondano. Viviamo in un periodo di piena crisi climatica e disastri ambientali, divisioni sociali immense e tanto, tanto vuoto, colmato appunto da social che sembrano pubblicità random e una proposta inesauribile di eventi che ci intrattengano, come piccole bestioline ubbidienti intente a consumare, sorridere e mettere like: che noia! Sembra che ormai siamo capaci di stare insieme solo in veste di consumatori/spettatori. Aperitivi, concerti, mostre e vernissage… Baaastaaa essere passivi, riprendiamoci i nostri tempi, i nostri spazi, le strade e godiamoci la gioia di farlo INSIEME!

Tra le tante parate cui hai dato vita, ce n’è qualcuna a cui sei particolarmente legato?

La “Carta dei diritti inviolabili e inalienabili degli insetti”, Milano, 2019
(courtesy: Ruggero Asnago)

Ogni parata è diversa, ogni volta si crea una nuova sinergia tra il gruppo di lavoro — brindisi abbracci, e sorrisi che ho avuto il piacere di incrociare. Quindi è difficile scegliere, ma sicuramente una di quelle a cui sono più legato è DIVENTEREMO GIGANTI La grande parata degli Insetti inFESTAnti, per la complessità di pensiero/azione con il quale ci siamo cimentati.
Decisi a supportare il giardino Isola Pepe Verde, abbiamo affrontato il tema della diversità e delle minoranze, nonché della tematica ambientale con un approccio comprensibile a tutt*, nessuno esculso. Elena (la libraia di Isola Libri, nonché la mia Superrmegaammica) e Clelia hanno lavorato coi bambini del quartiere inventando una storia, che raccontava di piccole creature vessate da tutti, gli insetti appunto, scacciati, schiacciati e derisi. Decisi a far valere le loro minuscole esistenze, si auto-organizzavano per stilare una carta internazionale dei diritti degli insetti e crescevano a dismisura per manifestare per il loro diritto di esistere.
A me è stato affidato il compito di provare a dare forme concrete a questo racconto, e una volta raccolti tutti i disegni dei bambini siamo passati all’ultimo step, ovvero, insieme al gruppo di lavoro (i miei Amicozzy) abbiamo realizzato gli insettoni giganti. E poi tutti in parata!
Il risultato lo potete vedere nel video qui sotto, ed è stato raccolto anche in un catalogo pieno zeppo di foto di Marco Casino, impaginato da Ilaria Pittassi e stampato pazientemente in risograph dalla mia amata Elena Kampa con Press Press.

Le maschere, le marionette, gli stendardi dei tuoi eventi sono realizzati con materiale povero, facilmente deperibile. Finita la parata, a volte queste opere sono state esposte in mostre ad esse dedicate. E poi, che fine fanno?

Esatto, facilmente deperibile. Effimero e poco duraturo. Il contrario di quello che vorrei emergesse dai miei laboratori. Non è importante l’oggetto finale, l’opera in sé, ma il percorso che hai intrapreso per realizzarlo. Imparare a fare tesoro delle esperienze e del tempo che hai speso con altre persone, che prima non conoscevi, e che poi sono diventati i tuoi nuovi amici.
Che fine fanno? Solitamente vengono disassemblati e riciclati a dovere, ma alcuni sono ancora vivi e coabitano case minuscole con un sacco di coinquilini, per uscire nei momenti di festa e di presabbene ☺.

Vorrei concludere questa intervista così lunga chiedendovi umilmente scusa se vi ho annoiato, ma in fondo che avevate da fare? Tanto stavate scrollando su un monitor [ride, ndr].
Dai, uscite di casa tirate in mezzo persone e inventatevi una PARATA!

PARATA DEGLI INSETTI INFESTANTI, Isola Pepe Verde, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)
PARATA DEGLI INSETTI INFESTANTI, Isola Pepe Verde, Milano, 2019
(foto: Marco Casino | courtesy: Ruggero Asnago)
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