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La storia di una famiglia, tra passato e presente, ereditata in pellicola

Una macchina fotografica, dei vecchi scatti e dei rullini ancora da sviluppare trovati in soffitta sono diventati per Chiara Ghioni l’occasione per conoscere il nonno attraverso le foto e per usare la sua stessa macchina fotografica per raccontare il proprio mondo

La prima volta che mi sono ritrovata per caso a guardare le foto di Films from the attic stavo scorrendo la mia home di Facebook, di sera, mentre aspettavo che in qualche modo la cena si manifestasse per magia sul tavolo.
Non ho pensato subito alla versione italiana di Vivian Maier — conosciamo tutti la storia dei rullini abbandonati ritrovati per caso e dell’immenso immaginario che portavano con sé. Mi ha invece fatto venire in mente un atto d’amore: qualcosa che ci tiene legati ad un passato (condiviso), vissuto da qualcuno che è stato nelle nostre vite.

Il colpo di fulmine è avvenuto con delle foto di Napoli, motivo per cui, quando ho scritto alla pagina e ho parlato con chi la gestisce, mi si è aperto un mondo, una finestra sulla vita di una persona, raccontata in una maniera così appassionata e sentimentale da diventare una piccola epopea in pellicola.
Ho conosciuto così Chiara, una ragazza con cui ho avuto modo di parlare tramite videochiamata, e mi è sembrata così spontanea da riuscire a farmi arrivare la stessa energia che avrebbe potuto trasmettermi se fossimo state sedute insieme al tavolino di un bar.
Chiara ha 21 anni ed è tornata indietro nel tempo semplicemente andando in soffitta, aprendo un cassetto e trovando le foto di suo nonno, Emilio Ghioni, scattate a Bagnoli quando, tra il 1953 e il 1954, era in servizio alla base Nato.

IL PASSATO
Nelle foto di Emilio Ghioni: ① Faraglioni | ② Emilio nell’esercito | ③ Napoli
(courtesy: Films from the attic)

IL PRESENTE
Bardi (Pr), foto di Chiara Ghioni, 2019
(courtesy: Films from the attic)

Milanese, classe 1932, Emilio userà fino alla fine degli anni ’80 una Kodak Retinette 1A, conservata con cura in una custodia in pelle di coccodrillo regalatagli da suo padre, che combatté nella campagna di Abissinia.
Involontariamente non lascia la data, dietro alle sue foto. Solo quelle scattate a Napoli sono ben 150: insieme ai commilitoni dell’esercito, in trattoria a mangiare gli spaghetti, col mare alle spalle o i Faraglioni, con le macchine degli americani in dotazione alla Military Police — in tutte si respira una gioia genuina.

Nella foto di Pompei c’è un muro con una crepa. Quella crepa è ancora lì: un punto di contatto tra passato e presente.

Chiara mi racconta di una foto scattata a Pompei. Dietro c’è un muro con una crepa. Chiede ad alcuni suoi amici che sono stati in visita al sito archeologico di aiutarla a ritrovare quel preciso punto — esiste ancora, e anche la crepa è ancora lì: un punto di contatto tra passato e presente.

IL PASSATO
Emilio Ghioni
(courtesy: Films from the attic)

IL PRESENTE
Foto di Chiara Ghioni
(courtesy: Films from the attic)

Finita l’esperienza nell’esercito, Emilio va a lavorare in fabbrica, precisamente alla Lampron di Milano, dove producono cerniere. C’è una foto dell’85 di una manifestazione contro i licenziamenti e la chiusura (la fabbrica, tuttavia, chiuderà comunque, mandando tutti in cassa integrazione).

Nelle foto ci sono piccoli elementi o dettagli che aiutano Chiara a ricostruire le date e a catalogare le foto: una Lambretta, un modo di portare i pantaloni, il taglio di una gonna, le acconciature, un automobile.

All’epoca vive in zona Comasina insieme a sua moglie Albina. Nelle foto ci sono piccoli elementi o dettagli che aiutano Chiara a ricostruire le date e a catalogare le foto: una Lambretta, un modo di portare i pantaloni, il taglio di una gonna, le acconciature, un automobile, una casa in costruzione, gli alberi piantati che crescono, persone che invecchiano e bambini che diventano genitori.
Guardando gli scatti, la dimensione del tempo ti travolge.

IL PASSATO
Nelle foto di Emilio Ghioni: ① Lampron, Milano | ② Lampron, Milano
(courtesy: Films from the attic)

IL PRESENTE
Padova, foto di Chiara Ghioni, 2020
(courtesy: Films from the attic)

La nostra chiacchierata va a ritroso e risale l’albero genealogico di Chiara, che mi racconta di tutte le persone che sono passate sulle pellicole di Emilio.

In quelle foto non solo c’è la storia di una famiglia, ma c’è tutto lo spaccato di un’Italia di cui si sta perdendo memoria.

Mi parla ad esempio di Celeste, il padre della sua bisnonna, che andò a vivere a Milano (dove si stabilirà la famiglia da lì in avanti), partendo da Varsi, in provincia di Parma, in sella ad una bici, dormendo per tre notti tra i dossi e le cunette vicino alla strada.
E in quelle foto, alcune già stampate e altre in rullini che dovevano ancora essere sviluppati, non solo c’è la storia di una famiglia, ma c’è tutto lo spaccato di un’Italia di cui si sta perdendo memoria.
Bisogna mettere in prospettiva anche il fatto che per l’epoca possedere e comprare rullini era un lusso: Emilio lavorava per coltivare questa sua passione, e la portava avanti con un innato “senso del bello” e un occhio preciso, quasi cinematografico.

IL PASSATO
Nelle foto di Emilio Ghioni: ① La trisavola Marietta | ② Il trisavolo
(courtesy: Films from the attic)

IL PRESENTE
Nonno Mario, foto di Chiara Ghioni, 2019
(courtesy: Films from the attic)

La “produzione” di Emilio parte dalle in foto in bianco e nero degli anni ’50 e si conclude con quelle dell’89, che saranno a colori.

C’è da chiedersi se forse col digitale stiamo perdendo una parte della nostra memoria. Se questa smania di catturare il presente ci fa perdere il passato.

Ho fatto notare a Chiara che non tutti sono fortunati come lei ad essere in possesso di un così grande quantitativo di immagini e soprattutto di una mole di ricordi ancora vividi — a me per prima manca una prova tangibile dei miei avi.
Lei non ha mai conosciuto il nonno ma la sua narrazione è dettagliata. È come se la sua eredità — non solo la memoria storica ma anche l’attività fotografica — si fosse trasferita da nonno a nipote in un invisibile passaggio della staffetta. Su Film from the Attic, infatti, ci sono anche le foto che Chiara ha scattato con la macchina fotografica del nonno.

IL PASSATO
Nelle foto di Emilio Ghioni: ① Emilio e Albinia | ② Emilio e Albinia al mare
(courtesy: Films from the attic)

IL PRESENTE
Foto di Chiara Ghioni
(courtesy: Films from the attic)

C’è da chiedersi se forse col digitale stiamo perdendo una parte della nostra memoria. Se questa smania di catturare il presente ci fa perdere il passato. Forse, alla fine dei giochi, è il ricordo quello che conta. E chi continua a tenerlo vivo, l’impronta che si lascia.

Nella storia di Emilio c’è tutto: c’è la tradizione contadina dei trisavoli e dei bisnonni, c’è la guerra, c’è il boom economico, c’è la Milano delle fabbriche e della coesione dei lavoratori, c’è la gioventù e la spensieratezza.

Nella storia di Emilio c’è tutto: c’è la tradizione contadina dei trisavoli e dei bisnonni, c’è la guerra, c’è il boom economico, c’è la Milano delle fabbriche e della coesione dei lavoratori, c’è la gioventù e la spensieratezza, c’è la realizzazione dei figli e l’aver potuto permettere loro un futuro solido, c’è l’amore. Ci sono quarant’anni di storia, familiare e non, che nessuno può più narrare a voce. Storie accompagnate da foto che testimoniano cosa è stato, storie che vale la pena raccontare.
Nelle persone non cambia nulla, cambia solo il contesto in cui le metti.

IL PASSATO
Nelle foto di Emilio Ghioni: ① Famiglia in campagna | ② Famiglia
(courtesy: Films from the attic)

IL PRESENTE
Foto di Chiara Ghioni
(courtesy: Films from the attic)

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