Un mostra virtuale sull’arte e la grafica della propaganda fascista

Il cinema, la radio, la pubblicità, la grafica, l’arte: nel ventesimo secolo i regimi totalitari hanno condizionato le masse restando sempre assolutamente al passo coi tempi coi linguaggi, gli strumenti e l’estetica dei mezzi di comunicazione a loro disposizione, plasmando l’immaginario collettivo a proprio uso e consumo attraverso un’informazione e un’arte “di stato”.

Fior di artisti e professionisti hanno prestato il loro talento al potere (lo si fa, in altre forme, ancora oggi) e tra gli esempi più eclatanti c’è quello del ventennio fascista, oggetto di una mostra inaugurata lo scorso 4 marzo a New York e intitolata Propaganda: The Art of Political Indoctrination.

Curata dal professor Nicola Lucchi del Queens College della City University of New York, l’esposizione è costituita da opere provenienti dalla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, ed è stata organizzata negli spazi della Casa Italiana Zerilli – Marimò.

Essendo stata interrotta anzitempo a causa dell’emergenza virus, la mostra è però ora visitabile virtualmente grazie a un video realizzato dallo stesso Lucchi, che accompagna gli spettatori in un percorso guidato tra le opere più significative.
Il video è stato girato a 360° e si può esplorare con il mouse o il dito.

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