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Un breve documentario racconta il lavoro di un fotografo sulla scena di un crimine

Scegliere la luce giusta può fare la differenza sul trovare o meno una traccia. Sapere cosa guardare, dove cercare e come scovare un elemento può inchiodare un colpevole o scagionare un innocente.
Il mestiere del fotografo forense, che ogni giorno non sa su cosa dovrà andare a posare il proprio obiettivo, è fatto di precisione, tecnica, scienza e approccio libero da ogni pregiudizio, come traspare da questo breve documentario girato dal filmmaker e fotografo Dave Beazley.

Uscito originariamente quattro anni fa, è stato ora ripubblicato dal magazine digitale britannico Aeon, e vede come protagonista il fotografo forense Nick Marsh, che ha vent’anni e spiega il suo lavoro, in un video che, come scrivono su Aeon, «è anche una convincente argomentazione del valore degli esperti nell’era del dilettantismo».

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