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Mar Pavón, Mara Girón, “Inseparabili”, Fatatrac, maggio 2018

Inseparabili: storia di una scarpetta

Dalla copertina fanno capolino un paio di scarpette blu, indossate su calzini azzurri che non ce la fanno proprio a rimanere al loro posto, e un vestito rosso a cerchietti bianchi.

Già dalle prime pagine, una voce ci conduce all’interno della narrazione, ma per un attimo rimaniamo confusi. Possibile che a parlare sia una scarpa? Ebbene sì. È questa la voce inusuale che ci porta all’interno della storia. Ed è sempre lei a professarsi “inseparabile” dalla sua compagna all’inizio di questo albo illustrato, frutto della collaborazione fra Mar Pavón e Maria Girón, edito da Fatatrac, con il patrocinio di Amnesty International.

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Mar Pavón, Mara Girón, “Inseparabili”, Fatatrac, maggio 2018

Maria Girón è nome già noto in Italia nel mondo dell’illustrazione per libri come La mia invenzione (testi: Silvia Vecchini, per Edizioni Corsare, 2015), Una bugia vera (testi: Annamaria Gozzi, per La Spiga Edizioni, 2017), Questa non è una papera (testi: Fulvia Degl’Innocenti, Il Castoro, 2017).

Con i suoi disegni connotati da un “realismo rarefatto” ci accompagna visivamente all’interno di un albo che si apre con i giochi, i balli, le corse al parco, le arrampicate sugli alberi di una bimba, Clara, e delle sue “inseparabili” scarpe. Fino a che una delle due si rompe e sua madre decide di gettarle via.

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Mar Pavón, Mara Girón, “Inseparabili”, Fatatrac, maggio 2018

È da qui che comincia la loro avventura. Prima nel cassonetto della nettezza urbana, poi alla discarica e infine sul camion di alcuni volontari che finiranno per recuperare quella in buone condizioni col fine di lavarla e di farla ritornare come nuova. E di trovare per lei un nuovo compagno, un calzino verde.

Entrambi costituiranno un dono prezioso per un’altra bambina — Rita — che di piedino, a causa della guerra, ne possiede uno solo. Anche a Rita piace ballare, anche se deve sostenersi con una stampella. Anche se il gioco la stanca. Anche se vive poco lontano da un contesto di conflitto.

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Mar Pavón, Mara Girón, “Inseparabili”, Fatatrac, maggio 2018

Per lei, nuovi amici “inseparabili” saranno la scarpetta e il calzino, i quali veglieranno sui suoi sogni di bambina, che ha già dovuto conoscere il dolore, ma insieme la forza della solidarietà.

Inseparabili è una storia narrata senza retorica, ma che contiene un messaggio forte. Quanto tragedie che ci appaiono irreparabili — come la rottura di paio di scarpe (in realtà nello sviluppo narrativo potrebbe trattarsi di un richiamo all’incidente di Rita) — siano nulla in confronto a quelle vissute neanche troppo lontano. Quanto legami in apparenza indissolubili possano essere superati e sfociare in altri ben più solidi in nome di qualcosa di alto e prezioso come la solidarietà e la fratellanza. E quanto siano più vicini e simili a noi, negli stessi desideri, le stesse gioie, gli stessi dolori, le stesse abitudini, anche chi consideriamo distanti e diversi (la prima cosa alla quale Rita pensa di dedicarsi, una volta ricevuta in dono la scarpetta, è la danza proprio come Clara a inizio libro).

«A tutti i bambini e le bambine
che soffrono le conseguenze della guerra.
A tutti gli uomini e le donne che,
inseparabili dalle buone cause,
dedicano la loro vita ad alleviare queste conseguenze»

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Mar Pavón, Mara Girón, “Inseparabili”, Fatatrac, maggio 2018
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