È da poco uscito per i tipi di Clavis un albo illustrato dal titolo Ti dono il mio cuore. Gli autori sono Pimm Van Hest e Sassafras De Bruyn.
Di questo libro mi ha colpito da subito la copertina: un bimbo dai tratti nipponici che trattiene, come in un abbraccio, un albero di magnolia. Un viso sorridente e dai tratti distesi, che rivolge il suo sguardo al piccolo albero in fiore.

Leggendo la storia, è facile rendersi conto di come l’autore olandese e l’illustratrice belga abbiano saputo dare alla narrazione l’atmosfera di un’antica fiaba giapponese. Sospendendo il tempo come fosse una nube che aleggia su tutto placida e lenta. Di quelle che procedono piano, senza disperdersi, ma che non interrompono il loro cammino.
Perché questa è una storia lenta, e con lentezza e calma va letta, scorrendo avanti e indietro le pagine, alcune delle quali intagliate come preziose incisioni, a svelare o celare quello che c’è sotto, facendosi cornice o producendo sorpresa, a conferma di una cura cartotecnica attenta e profonda.

Pimm Van Hest e Sassafras De Bruyn, “Ti dono il mio cuore”, Clavis, novembre 2017

Quest’albo è la storia di Yuto, una storia fatta di pazienza e di attesa per scoprire quello che di raro ha da offrire la vita.
Perché da un seme a forma di cuoricino racchiuso in una scatolina di legno, donata da un anziano in un negozietto misterioso, può nascere, vegliato da cure attente e amorevoli, un albero, che si rivelerà compagno e maestro.

«Tutto ciò che ti serve è qui, in questa scatolina»

Sulle pagine le immagini si scompongono a rappresentare la crescita e gli anni che si rincorrono lievi. Il piccolo Yuto, accanto al suo vaso. Piccoli germogli e foglie, e un corpo che assume forme più solide.
Attorno all’albero finirà per ruotare l’esistenza di Yuto. Accanto ad esso, egli non avvertirà mai solitudine.

Yuto e l’albero. L’albero e Yuto.

Anche l’incontro dell’amore (Miyu), avverrà sotto quelle fronde. Insieme, possono chiudere gli occhi e ascoltare il respiro della natura. Non serve nient’altro.
Il matrimonio si svolgerà proprio lì sotto. I figli giocheranno all’altalena, appesa ai suoi rami. Gli anni passeranno, come prima o poi passano anche le nuvole. Arriverà la fine dei giorni di Miyu e tutti le renderanno visita al grande albero. L’albero ha insegnato loro che c’è un tempo per crescere e uno perché cadano le foglie.
Visivamente, ogni elemento prospettico è ormai abbandonato. Esistono solo i personaggi e i loro sentimenti. Maestosi, quanto l’albero che li ha nutriti con la sua presenza.

Dopo la morte di Miyu, Yuto, ormai molto anziano, poserà gli occhi un’ultima volta sul grande compagno a ritrovare tra i rami un seme a forma di cuore rosso. E l’istinto lo guiderà nell’atto di chiuderlo in una scatolina e nel donarlo ad un bambino, proprio come era capitato a lui tanto tempo fa.
Perché possa avere nuovamente inizio il ciclo dell’esistenza e dell’amore.