Picasso. Sulla spiaggia, alla Fondazione Peggy Guggenheim

«La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto»
Pablo Picasso

State organizzando piccole o grandi fughe verso altre città per qualche giorno durante le festività?
Se sì, nel caso sceglieste Venezia come meta vi consiglio di andare a visitare la mostra Picasso. Sulla Spiaggia, alla Fondazione Peggy Guggenheim.
Come dite? L’ennesima mostra su Picasso? Come darvi torto, ma fidatevi questa merita, e vi racconto il perché.

Quella alla Peggy Guggenheim è un’esposizione diversa da altre dedicate al maestro spagnolo; tanto per cominciare si collega ad un programma molto più vasto che comprende anche altri musei internazionali come il Musée national Picasso-Paris ed il Musée des Beaux Arts de Lyon. Iniziato quest’anno, l’evento itinerante voluto dal museo Picasso di Parigi ha come titolo Picasso – Méditerranée e si concluderà nel 2019, dopo aver girato l’Europa. Nel caso di Venezia “parlerà” attraverso diverse opere in mostra, curata magistralmente da Luca Massimo Barbero.

Pablo Picasso, “Sulla spiaggia (La Baignade)”, 12 febbraio 1937
Olio, conté e gesso su tela 129,1 x 194 cm
Peggy Guggenheim Collection, Venezia
© Succession Picasso, by SIAE 2017

Il cammino tracciato da Barbero analizza attraverso quadri e disegni un periodo preciso che riguarda la produzione picassiana: il 1937, un anno particolare per l’artista, che coincide anche con una presa di posizione nei confronti della guerra civile spagnola. Nelle stanze della casa di Peggy Guggenheim visiterete una parte di quel periodo storico, tre quadri che riguardano figure in spiaggia: Sulla Spiaggia (Les Baignade) opera della collezione americana, poi Femme assise sur la plage, in prestito dalla collezione del museo di Belle Arti di Lione, ed ultima la Grande Baigneuse au livre della collezione del Museo Picasso di Parigi.

Tutti e tre i quadri, per la prima volta riuniti nello stesso posto dopo molti anni, sono stati realizzati nel febbraio del 1937, periodo in cui il maestro spagnolo era in vacanza nel sud della Francia, dove, oltre a rifugiarsi dagli echi della guerra spagnola, stava scoprendo una nuova passione, la ceramica, ed un nuovo amore.

Pablo Picasso, “Grande bagnante con libro (Grande
baigneuse au livre)”, 18 febbraio 1937
Olio, carboncino e pastello su tela
130 x 97,5 cm
Musee national Picasso, Parigi, Donazione / Pablo Picasso MP160
© Succession Picasso, by SIAE 2017

Le altre opere sono disegni su carta che riguardano bozzetti preparatori dei quadri di cui sopra. Gli spunti di discussione non mancano, sia nei quadri che nei disegni si può notare come Picasso analizzasse le figure con molta attenzione, rivisitando e decostruendo parti della figura — ad esempio guardate come ha lavorato le teste e gli arti dei personaggi. Oppure osservate il nudo picassiano, uno studio profondo della storia della pittura figurativa prima di lui, da Matisse a Cezanne, per fare solo due esempi. Si capisce, guardando le opere come il pittore abbia studiato e compreso le lezioni dei maestri suoi contemporanei e non, talvolta omaggiandoli anche attraverso colori o linee.

Era tempo che non vedevo una mostra di Picasso così ben fatta, talvolta ce ne sono alcune senza senso che lo riguardano, ma questa in laguna è
davvero bella, sensata e con un tema nascosto — il mediterraneo — molto caro all’artista spagnolo, ed è il motivo per cui ve la consiglio.
Una volta che vi trovate nella casa di Peggy, poi, che è stata una dei personaggi più interessanti della storia dell’arte, cogliete l’occasione per visitare l’intera collezione. È un occasione da non perdere, vi troverete molti altri artisti tra cui Magritte, Dalì, Pollock, Calder. Girate tra le stanze e i corridoi, perdetevi nel giardino e magari sedetevi pure sul suo trono, e solo alla fine, magari al tramonto, affacciatevi in laguna ed ammirate la bellezza di una città così unica.

Pablo Picasso, “Donna seduta sulla spiaggia (Femme assise
sur la plage)”, 10 febbraio 1937
Olio, carboncino e pastello su tela
130,5 x 162,5 cm
Musee de Beaux-Arts de Lyon. Lascito Jacqueline Delubac, 1997
© Succession Picasso, by SIAE 2017

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