«Una mappa può condurci fino al confine di una terra ignora e abbandonarci lì, oppure donarci il sollievo di farci sapere in quale punto esatto ci troviamo. Le mappe guardano ingiù, come si fa per controllare dove si mettono i piedi. La loro prospettiva verso il basso appare talmente scontata, talmente familiare, da farci dimenticare quanto tempo gli uomini abbiano dovuto trascorrere col naso all’insù per poterle disegnare», scrive la scrittrice e divulgatrice scientifica americana Dava Sobel nella prefazione di Sulle Mappe – il mondo come lo disegnamo, bel libro dedicato alle storia della mappe scritto dal giornalista e saggista inglese Simon Garfield ed uscito l’anno scorso in Italia, pubblicato da Ponte Alle Grazie.

E l’atto di guardare all’insù, in questo caso soprattutto per immaginare, per poi disegnare quel che c’è giù è quello che chiede la redazione di Illustratore Italiano che pochi giorni fa ha messo online la call per partecipare al prossimo numero del loro splendido magazine dedicato al mestiere di chi disegna.

La mappa di Harry Beck

Per la prima volta alle prese con l’illustrazione vettoriale, la rivista chiede di partire dalla celebre (e all’epoca rivoluzionaria) mappa della metro di Londra disegnata nel 1931 da Harry Beck e di “espanderla” immaginando di realizzarla per un’app.

Tutte le informazioni su come partecipare sono qua.
La deadline è il 6 marzo.