Save the date | Arts & Foods — rituali dal 1851

gallery_arts01

Alla Triennale di Milano una mostra sulle relazioni tra arte e cibo

Expoottimisti, expopessimisti, exposcettici, expomachissenefrega, exposolidali (almeno fino a novembre con i poveri abitanti di Milano, che di pazienza ne dovranno avere tanta, visto che comunque a guadagnarci saranno sempre gli stessi), insomma a qualsiasi expo-partito appartenete, se siete amanti del cibo, se vivete per il cibo, se scrivete di cibo, se cucinate l’altrui cibo, se fotografate il vostro cibo, o se semplicemente il cibo lo guardate in Tv, non potete assolutamente perdervi Arts & Foods | Rituali dal 1851.

Curata da Germano Celant e allestita dallo Studio Italo Rota, è l’unica area tematica di Expo Milano 2015 ad essere realizzata in città, negli spazi della Triennale; la mostra si sviluppa per ben 7.000 metri quadrati del Palazzo e — pare — nel giardino (scrivo pare perché fino venerdì 17 aprile, quando ci è andata la sottoscritta, il giardino era un fangoso cantiere a cielo aperto, pieno di smarriti giapponesi colorati e nordeuropei vestiti male).

Pittura, scultura, video, installazione, fotografia, pubblicità, design, architettura, cinema, musica e letteratura, tutti i linguaggi dell’arte che dal 1851, anno della prima Expo londinese, ad oggi, si sono occupati di cibo. Intrecciati con le testimonianze di artisti, scrittori, film maker, grafici, musicisti, fotografi, architetti e designer, dall’Impressionismo e dal Divisionismo alle Avanguardie storiche, dalla Pop Art ai giorni nostri.

Si va dalla ricostruzione di una macelleria del XIX secolo, alla cucina da campo militale, e poi le forchette cannibaliche delle Isole Fiji e della Nuova Zelanda, gli argenti con i manici di madreperla e osso, le porcellane, i servizi da pic nic giapponesi laccati del tardo periodo Edo, i vassoi per servire i pasti di Alitalia e delle compagnie aeree orientali, le gavette militari della prima guerra mondiali, le modernissime cucine degli anni ’20, i menù dei ristoranti di inizio secolo, la sala da pranzo cubista e quella degli anni ’60, il tavolo L’Autarca di Angelo Fasce, brevettato nel 1936, che contiene tutto il necessario per il servizio di un pasto. Un caleidoscopio di colori, forme, stili, provenienze geografiche, sull’arte di preparare il cibo, ma anche di stare a tavola, sia nel privato che in ambienti pubblici (come bar e ristoranti), da non perdere!

QUANDO: 9 aprile — 1 novembre 2015
DOVE: Triennale di Milano | viale Alemagna 6, Milano | mappa

gallery_arts03

gallery_arts10

gallery_arts08

gallery_arts06

gallery_arts07

gallery_arts05

gallery_arts09

Altre storie
Scarti d’Italia: un viaggio in cerca di frattaglie nell’Italia dei saperi e dei sapori