Quanto è cambiato il design tessile grazie all’avvento dei media digitali? È stato democratizzato, vero? Ora sono molti di più quelli in grado di manipolare materiali e modelli e i designer hanno sempre più modi — forse più semplici e meno costosi — per sperimentare. Forse.
E che ruolo conserva in tutto questo l’artigianato? Mentre voi vi interrogate su tutto questo, io sogno di mettere le mani su The Pattern Base.

Kristi O’Meara e Audrey Victoria Keiffer sono i co-fondatori di uno studio di design con sede a Chicago e dell’archivio online The Patternbase.
I due recentemente hanno dato vita, in collaborazione con la casa editrice Thames & Hudson, al libro che citavo qualche riga fa: The Pattern Base, che raccoglie più di 550 disegni tra tessuti, superfici, moda e design di stampa di oltre 150 designer provenienti da tutto il mondo.

Part One è un “sourcebook” di questi disegni, organizzati per tipologia di modello: Geometric, Floral, Representational, Digital Abstract, Illustrative e Fabric Swatches.
Part Two invece presenta i profili di quindici artisti che — a parere degli autori — costituiscono i più caldi “upcoming designer” del settore.

Ci trovate Lorenzo Nanni, “i cui delicati lavori di perline coniugano flora e la fauna del mondo naturale”; Anita Hirlekar, “il cui feltro, velluto, pizzo creano variazioni lussureggianti di tessitura”; e Kayla Mattes, “amante dell’estetica kitsch e delle sperimentazioni di materiali”.